Romina Carrisi Power: “Sono contenta che tra i miei genitori sia tornato il sereno”

Romina Carrisi Power, figlia di Al Bano e Romina, si confessa in un’intervista a Chi sul numero in edicola da mercoledì 4 aprile. Parla per la prima volta della ritrovata pace fra i suoi genitori, che ha acceso la fantasia dei fan su un ritorno di fiamma: “Sono contenta che siano tornati a lavorare insieme, ritrovare il sereno dopo anni di guerra è come quando spunta il sole dopo il diluvio, in quel momento ringrazi gli angeli e gli dèi”.

C_2_articolo_3132013_upiImageppRomina ora vive a Cellino e si occupa dell’export dei vini delle Tenute Al Bano Carrisi. Al settimanale diretto da Alfonso Signorini racconta: “È successo quando ho deciso di farmi una mia vita e di uscire dallo ‘status’ di figlia. Capisco che la loro storia sia anche la proiezione di un sentimento popolare e che rivederli insieme regali l’illusione di rivivere il passato, ma ho provato a combattere la nostalgia dopo esserne stata schiacciata e non mi piace glorificare la sofferenza”. E ricorda: “Quando i miei si sono lasciati avevo 12 anni e non ho avvertito subito il cambiamento perché continuavano a viaggiare mentre io vivevo a Cellino. Fu una maestra, a scuola, a renderlo vero, a farmi sentire come se fossi ‘diversa’ solo perché i miei genitori si erano lasciati. Nell’Italia di quegli anni il divorzio non era previsto, si sentivano tutti in diritto di giudicare”.

A proposito del suo cognome “ingombrante”, ha svelato: “Il peso del mio cognome l’ho sentito con l’arrivo di Internet, quando ho letto gli insulti di gente che non conoscevo, per il resto ho sempre saputo di dover dividere i miei genitori con gli altri. Un giorno, avevo 16 anni, ero con mio padre a Roma, in un parco. Non lo vedevo da due settimane e volevo parlare con lui, ma le persone continuavano a fermarlo. Lì ho imparato a essere delicata con la vita degli altri”.

Romina parla per la prima volta della sorella Ylenia, scomparsa nel 1993: “Avevo sei anni, i miei genitori portarono me e Cristèl a vivere in Svizzera a casa di amici per un mese e mezzo perché dovevano andare a cercare Ylenia. Ricordo i collage di fotografie che facevamo per dirle ‘bentornata’. Ma non è mai tornata”. Racconta anche dei periodo di crisi personale che ha vissuto dopo aver partecipato a “L’Isola dei famosi” con il padre: “Volevo fare l’attrice ma ai provini non mi prendevano, mentre venivo invitata continuamente ai talk show. Mi destabilizzava essere riconosciuta, ma non per quello che sapevo o volevo fare”.

Racconta infine del rapporto con i figli che Al Bano ha avuto da Loredana Lecciso: “Sono i miei fratelli, li ho visti nascere. Ricordo che davo il latte a Jasmine e le cambiavo il pannolino mentre oggi lei ha 16 anni e andiamo in palestra insieme e parliamo di diete. Con lei e Al Bano Jr ridiamo tanto, hanno senso dell’umorismo”.

Milionaria scomparsa, ritrovata dopo 6 mesi. Il mistero: “Faceva la senzatetto a Milano”

Un vero e proprio mistero, pieno di dubbi e con pochissime certezze, ha avvolto gli ultimi sei mesi di vita di una milionaria inglese scomparsa da casa e ritrovata a Milano, dove da qualche tempo viveva da clochard e dormiva in strada, su una grata adiacente ad un hotel di piazza Cesare Beccaria.

milionaria-scomparsa-ritrovata-milano-clochard_18121229A raccontare la storia di Ariane, cittadina britannica nata in Iran e supermanager in un’azienda di produzioni cinematrografiche, è il Corriere della Sera, che cerca di ricostruire un intricato percorso che parte dalla scomparsa della donna, 51 anni. Era il marzo di quest’anno quando Ariane sparì dal suo ultimo domicilio conosciuto, un residence di corso d’Italia, a Milano. Non è chiaro cosa sia avvenuto dopo né perché la famiglia si sia mossa tardi nel denunciare la scomparsa a Scotland Yard, che non si è attivata per il caso dal momento che i fatti erano avvenuti all’estero. Per questo motivo, in seguito, la famiglia di Ariane, ottimi studi, quattro lingue parlate e uno stipendio notevole, si è rivolta ad un’agenzia italiana di investigazioni private.
Non era la prima volta che Ariane veniva in Italia: qui ha amici e conoscenti provenienti dalla Milano ‘bene’. Incaricato del caso un ex poliziotto di origini albanesi, impegnato a Milano nelle volanti negli anni della lotta alla mafia e considerato esperto e carismatico da tutti i suoi colleghi: l’ex agente si è mosso partendo solo da una foto, ma ha dovuto impiegare diverso tempo per trovare la pista giusta. Chiedendo in giro, ha avuto le prime indicazioni da alcuni clochard, che riferivano di aver visto una donna da poco arrivata in città, che viveva da senzatetto e somigliava molto ad Ariane.
Dopo lunghe e infruttuose ricerche, qualcosa si è mosso quando un parrucchiere ha raccontato di aver avuto Ariane come cliente: «Era sporca e raccoglieva i capelli in una coda». A questo punto, battendo ogni angolo della città frequentato dai clochard, l’investigatore è riuscito a scovarla, sabato scorso, mentre dormiva in piazza Beccaria. Ieri a Milano è giunta la sorella, che l’ha riabbracciata commossa. Ma tanti, troppi misteri avvolgono gli ultimi sei mesi di Ariane. Che ha dichiarato: «Non so spiegare… Forse camminavo, sono stata aggredita e derubata, e caduta a terra ho picchiato la testa… Dopo non avevo più la borsa con soldi, cellulare, documenti. Sono innamorata di Milano… Residenti, passanti e volontari offrivano un aiuto ma non volevo… Regalavano cibo e rifiutavo… Frugavo nei cestini dell’immondizia, cercavo da mangiare, stavo fuori da ristoranti e hotel per rimediare qualcosa».