Ulcera carnivora, l’epidemia misteriosa: «Non sappiamo come si diffonde»

Definita come ‘’l’ulcera carnivora’’ quella del Buruli è la nuova spaventosa malattia epidemica che si sta diffondendo in Australia del sud e che porta all’indebolimento del sistema immunitario e alla morte degli organi.
E’ un allarme secondo i medici australiani l’aumento dei malati di questa infezione che nella loro nazione è salito del 400% in meno di cinque anni, oggi migliaia di persone sono affette da una malattia tanto logorante quanto sconosciuta.

buruli-U43060557751929GnC-U434705707125231YE-593x443@Corriere-Web-SezioniUn’epidemia che ha avuto il suo picco in pochissimo tempo e che ha colpito zone del sud dell’Australia, lasciando immaginare che a sia stata facilmente veicolata da alcuni fattori in quel territorio.

Non è per niente facile conoscere come la malattia sia stata contratta da tutte queste persone; l’ipotesi più veritiera sembra quella degli insetti e di alcune piante che possono essere vettori di questo batterio.

Secondo alcuni studi giapponesi la causa della malattia potrebbe essere anche dovuta alla presenza del batterio in questione in molte falde acquifere sia in Australia sia Africa.

Le uniche cose note che si sanno sull’ulcera del Buruli è che è appunto tipica dell’Africa subsahariaha e può portare a disabilità permanenti.

Schiena, viso e arti inferiori sono le parti del corpo maggiormente colpite ed è difficile definire un programma di prevenzione per questa malattia che condivide il corredo genetico con malattie come lebbra e tubercolosi.

In qualunque stato evolutivo si trovi, l’ulcera del Buruli, può essere curata con un mix di alcuni forti antibiotici per almeno due mesi, le linea guida sono definite dall’organizzazione mondiale per la sanità.

Interventi chirurgici, ricostruzioni e fisioterapia sono la soluzione a quei soggetti gravemente colpiti, ma i tempi di recupero totale dei soggetti affetti resta maggiore all’anno di cure.

Metà gatto, metà neonato. Creatura in Malesia spaventa il web, ma la realtà è un’altra

Una creatura spaventosa, dal corpo simile a quello di un gatto e dalla testa simile a quella di un neonato, ma con due denti affilatissimi che sporgono dalla bocca.
Il web è rimasto sconcertato dopo aver visto le foto di un presunto ritrovamento avvenuto in Malesia, nello stato del Pahang. Gli scatti sono stati pubblicati sui social e hanno fatto il giro del mondo.

3311785_1000_creatura_spaventosaLa misteriosa creatura sembra un ibrido tra l’essere umano e alcuni animali, e oltre ai due denti affilati presenta anche una folta peluria lungo tutto il dorso. Dopo che gli scatti sono stati diffusi sui social, si era sparsa la voce del rinvenimento in un bosco della Malesia, una notizia che aveva gettato nel panico e terrorizzato gli abitanti del luogo.
Come riportano l’Irish Mirror e alcuni media locali, sulla vicenda si è resa necessaria la puntualizzazione della polizia locale, che ha annunciato che il rinvenimento della creatura è una vera e propria bufala. La misteriosa creatura non è altro che un pupazzo in silicone realizzato con maestria da un’azienda dedita a creazioni spaventose e decisamente realistiche.
Secondo quanto riportato dalla polizia malese, l’azienda che ha realizzato questa inquietante e spaventosa creazione ha una sede all’estero, in un altro paese asiatico, e vende i suoi prodotti online in tutto il mondo.

Blue Whale, il messaggio con il numero di telefono: cosa fare se lo ricevete

Il fenomeno della Blue Whale ha colpito molto l’opinione pubblica italiana, diventando prima motivo di dibattito a partire dall’inchiesta realizzata dalle Iene e andata in onda su Italia1, poi spaventosa realtà con l’arrivo dei primi casi in Italia.

suicidi-blue-whale“Sono arrivato alla prova numero 10”. Dodicenne vittima del “Blue Whale” Il “gioco del suicidio”, che sarebbe all’origine della morte di molti giovanissimi, ha spinto anche la Polizia a sensibilizzare sull’argomento anche attraverso i social network: questo l’ultimo messaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale per smentire una bufala che aveva cominciato a circolare sul web e vede coinvolta l’ignara sede di un supermercato, che ovviamente nulla ha a che vedere con il “gioco maledetto”.
Blue Whale, la polizia salva una 14enne: “Facevo il gioco del suicidio”
“Il messaggio in immagine è stato viralizzato sui social pur essendo privo di qualsiasi fondamento” – si legge nel post della Polizia. “CREATO DA QUALCHE BURLONE PUBBLICIZZANDO UNA UTENZA DI UN ESERCIZIO COMMERCIALE*. Collaboriamo tutti ad un’informazione di sensibilizzazione e prevenzione consapevole e mirata”.