Così Sara Andretta minacciava l’amante: «Sono diabolica». Tra lussi e shopping, forse altre vittime

Con i suoi soldi faceva la bella vita, ma la scorsa settimana è stata arrestata dai carabinieri per estorsione: la “Circe” trevigiana, Sara Andretta, la 42enne che ricattava un ricco uomo d’affari minacciandolo di rivelare alla moglie la sua relazione clandestina, era una amante diabolica, una seduttrice spregiudicata.

image (2)Sara è finita in manette dopo essersi fatta consegnare 20mila euro, una prima tranche dei 150 che aveva chiesto all’imprenditore per tacere sulla loro storia. La vittima del ricatto aveva denunciato il tutto ai carabinieri di Cittadella: «Mi perseguita con messaggi minacciosi e richieste di denaro – aveva detto – vivo in un perenne stato di ansia e timore». Lei nega l’estorsione e dà tutt’altra versione di quanto è accaduto.
Al giudice di Padova – che le ha revocato i domiciliari negandole però di avvicinarsi all’uomo – ha replicato smentendo tutto. «Ma quale estorsione – avrebbe detto – dopo essere rimasta senza lavoro mi aveva detto che mi avrebbe aiutata ma non lo ha fatto». Ma il Corriere della sera rivela il resto, ciò che la donna non ha detto ai magistrati: lettere anonime alla moglie, email, messaggi di intimidazione. «Sesso per tutti questi mesi a soli 1500 euro mensili? Ti ho fatto una richiesta lavorativa specifica e te ne sei fottuto, ride bene chi ride ultimo», si legge in uno dei suoi messaggi.
«Il 30 marzo il contratto è terminato per sua volontà – dice lui – Lei si era impegnata a non prendere altro dalla mia società». «Da ottobre era nata una relazione al di fuori dell’ambito lavorativo, ma a dicembre le cose sono degenerate perché lei diceva che avrei dovuto lasciare mia moglie». L’uomo ha dovuto poi confessare il tradimento alla moglie per non cedere al ricatto: ma la consorte non ha reagito nei confronti di Sara. Che nel frattempo non mollava: «Può darsi che non ti voglia perdere – scriveva in una mail – Sono molto intelligente, oltre che bella, almeno così dicono. Io invece preferisco definirmi diabolica, ho sempre avuto ben chiaro il mio obiettivo».

L’imprenditore, Paolo P., le ha poi chiesto un incontro registrando la conversazione: «Mi disse che percepisce soldi dai suoi uomini – le sue parole – mai mi aveva detto che voleva essere pagata per il nostro rapporto». Lei gli aveva mostrato un block notes dove aveva scritto: «150mila euro entro il 5/6 giugno». Inoltre per i carabinieri la sua vita e le sue abitudini stridono con il suo lavoro ufficiale (risulta essere socia di una ditta di investigazione privata): tra auto di lusso, vestiti e scarpe firmate, agli occhi della Procura si sta facendo largo l’ipotesi che Paolo non sia l’unica vittima e che, nella sua stessa situazione, ci siano anche altri uomini.

Più che sgambati: le vip osano coi costumi

Ora è ufficiale: gli anni ’90 sono tornati. Se avevate ancora qualche dubbio, l’ennesima prova sono i costumi sgambati. Li avevamo persi di vista con la fine di Baywatch, ma ora sono tornati prepotentemente alla ribalta. Il loro vantaggio? Slanciano la gamba ed enfatizzano i glutei: per questo le star li amano. Il rischio, certo, è mostrare qualche difettuccio, ma anche apparire volgari.

C_2_box_63248_upiFoto1FNon è un caso se il trend del costume sgambatissimo ha già mietuto numerose vittime tra le star internazionali. Le vip italiane non sono certo da meno: sono tutte pazze del laccetto che si tira su. La più entusiasta del fianco a vista è l’ex velina Giulia Calcaterra, che mette in mostra un fisico pazzesco.

All’Isola dei Famosi, questi costumi sexy li abbiamo visti indosso a Paola Di Benedetto, Elena Morali, Chiara Nasti e Francesca Cipriani. Alessia Marcuzzi ne ha sfoggiato uno intero in vacanza alle Maldive, Belen Rodriguez invece ha scelto uno slip che più hot non si può. Siete pronte ad osare, quest’estate?

Marco Castellano, il personal trainer di “Amici” costringeva le allieve a prostituirsi “per aumentare la loro autostima”

Marco Castellano è finito in manette. Il 46enne personal trainer romano, noto nell’ambiente del fitness della Capitale, è accusato di sfruttamento della prostituzione. Trainer di una nota palestra romana è stato anche allenatore di molti concorrenti di trasmissioni televisive tra cui i ragazzi del talent “Amici” e “Volevo Volare”.

cast-780x450Molto seguito sui social prometteva di prendersi cura del fisico di chi lo avrebbe scelto come allenatore e proprio in questa trappola sono cadute diverse ragazze. Castellano organizzava festini a base di droghe dove costringeva le giovani a prostituirsi per cifre che andavano dai 130 ai 300 euro. Il trainer aveva un forte ascendente sulle sue “allieve”: dopo averle sedotte le spingeva a fare sesso a pagamento con la scusa che in questo modo avrebbero ottenuto maggiore sicurezza in loro stesse e avrebbero quindi ottenuto maggiori risultato nell’allenamento acquistando la forma fisica perfetta a cui ambivano.
Per ora sono 3 le vittime che sono cadute nella rete di Castellano, costruita grazie anche alla complicità di un’altra donna. Il sospetto, però, è che possano essere molte di più le ragazze costrette a prostitursi e a dare il ricavato del loro lavoro al trainer. L’uomo è stato incastrato dagli agenti proprio mentre riscuoteva le somme guadagnate dalle 20enni nel suo ufficio ed è stato portato a Regina Coeli. Intanto la Questura di Roma invita chiunque abbia informazioni, o voglia denunciare, a contattare il commissariato San Paolo al numero di telefono 06.55501.

Sexy foto dalla fidanzatina 13enne: «Se mi ami inviamele». E gli scatti fanno il giro della scuola

Dopo il caso di Milano, altri tredicenni protagonisti di sexting. «Se mi ami, mandami le foto». Davanti a quella richiesta lei ha acconsentito. I due frequentano una scuola media di un comune in provincia di Genova. Le foto che mostrano la ragazzina seminuda sono finite sui cellulari dei compagni di classe dei due fidanzatini e il dirigente scolastico ha fatto denuncia alla polizia postale. Anche qui, come nel filmato dell’episodio avvenuto a Milano, la ragazza si spoglia e invia le immagini. Le foto, che sarebbero dovute rimanere cosa privata fra i due, via whatsapp sono diventate virali. Di smartphone in smartphone, sono andate ben oltre il privato.

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Le foto intime, dice il dirigente scolastico, non sono state scattate nel contesto scolastico. Ma, attraverso le chat di classe e compagni, si sono diffuse viralmente. «Parliamo di minori al di sotto dei 14 anni – dice il preside – Io ho avuto la segnalazione e, come ogni volta che accade qualcosa che sconfina in un’ ipotesi di reato, è stata allertata la Polizia Postale. La riflessione è amara. Vedo due vittime: sia chi ha patito questa cosa, sia chi l’ha fatta, perché vuol dire che non ha mai avuto regole di base. Noi genitori siamo i primi a doverci fare delle domande: diamo una Ferrari e un’autostrada a chi non ha nemmeno la patente. Abdicando, troppo spesso, al ruolo di controllo».

La storia è raccontata dal Secolo XIX. «Il caso sta scuotendo la città», dice il sindaco. «Non entro nel merito della vicenda. Quello che dico, però, è che io spesso ai ragazzi nelle classi parlo proprio di social e smartphone, cerco di farli riflettere su questi strumenti che sono fantastici se usati correttamente ma pericolosissimi, se non si usa la testa».

Trans viene rifiutato dal ragazzo che gli piace, diventa donna e tra i due scoppia l’amore

Lui la rifiuta da uomo, lei diventa una donna e sboccia l’amore. La storia di Erin e Jared, Del Kentucky(Usa), rispettivamente 22 e 28 anni, è una storia inizialmente tormentata ma che si è conclusa con un lieto fine. Certo, si tratta di un amore decisamente fuori dagli standard.

sec_6888958Jared in passato aveva rifiutato le avances di Aaron. I due si sono persi di vista e nel frattempo per Aaron sono cambiate molte cose, tante, al punto da diventare una donna. Quando è “rinato” come Erin è stato lo stesso Jared a cercarla, non sapendo chi fosse, ma restando colpito dalla sua bellezza. «Ero ancora un ragazzo quando ho mandato a Jared un messaggio su Facebook perché mi piaceva, ma lui non era interessato e dopo un po’ ho lasciato perdere», spiega Erin al Daily Mail e poi racconta che nei successivi due anni si è sottoposta a cure ormonali e interventi per diventare donna fino a quando Jared non ha notato una sua foto su Instagram.
«Gli ho mandato subito il mio numero e dopo cinque minuti mi ha risposto. Abbiamo iniziato a parlare e il giorno dopo siamo usciti insieme. Dopo una settimana eravamo fidanzati», continua la ragazza. Il percorso di Erin, come spesso accade in questi casi, non è stato facile ma non è ancora ultimato. La 22enne deve ancora cambiare genere ma a tal riguardo Jared ha detto che per lui non è fondamentale: «Lei vuole essere più femminile, ma per me è già bellissima. L’amore che provo per lei va al di là di un’operazione». Erin prima di Jared aveva frequentato altri uomini ma ha ammesso che quando scoprivano la verità si allontanavano perché si vergognavano di lei, con lui è stato tutto diverso.
La loro però non è una storia facile, sui social sono spesso vittime di hater e minacce, soprattutto Jared viene insultato per aver scelto Erin come fidanzata, ma lui replica fermamente: «All’inizio ero depresso, ma poi ho parlato con Erin e abbiamo deciso semplicemente di ignorare gli hater. Per fortura riceviamo anche tanti messaggi incoraggianti che ci danno la forza di andare avanti».

Aldo Naro, le foto choc dell’autopsia su Fb. Il papà: “Morto per un calcio? Impossibile, trovate i colpevoli”

Il giovane Aldo Naro fu ucciso il giorno di San Valentino del 2015, nella discoteca Goa di Palermo: era un medico, appena laureato, e la sua morte sconvolse tutta la Sicilia. Oggi i suoi familiari, a oltre tre anni dalla tragedia (ecco cosa accadde), nel contestare la conclusione delle indagini – che hanno portato alla condanna a 10 anni di Andrea Balsano, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni e faceva il buttafuori (in nero) nel locale – hanno postato su Facebook le foto dell’autopsia, con un elenco di traumi documentati dalle immagini.3645313_1301_aldo_naro_foto_choc_autopsiaPer i familiari è assurdo che Aldo sia morto per un solo calcio, sferrato dal Balsano: le condizioni del suo cadavere sarebbero infatti incompatibili con la ricostruzione dell’inchiesta. «Davvero – si chiedono – un solo calcio sferrato da un unico soggetto ad una persona che si trova a terra può provocare tutte le lesioni descritte? Se così non fosse, chi ha provocato tutte le altre?».
«E pertanto, chi sono gli altri assassini di Aldo? Perché questo fondamentale aspetto della vicenda non è stato approfondito? – continua il post – Peraltro, mancano, perché non fatte nel corso dell’autopsia, le foto del ventre, dei genitali e della parte frontale e interna delle cosce della vittima. Inspiegabilmente, non è stato effettuato alcun esame radiologico, e nessuna Tac a parte quella del cranio».
IL PAPÀ: ABBIAMO DECISO DI DIRE BASTA «Secondo lei quello è un ragazzo ucciso da un calcio di un 17enne? Adesso abbiamo deciso di dire basta. Aldo ha una mamma e una sorella. E io che sono uomo delle istituzioni non posso ignorare la loro voglia di verità e giustizia. Abbiamo appena iniziato a mostrare all’opinione pubblica tutte le incongruenze emerse nelle indagini. Non possiamo più stare zitti». Così Rosario Naro, colonnello dei carabinieri e padre del ragazzo ucciso tre anni fa, spiega la scelta di pubblicare le foto dell’autopsia del figlio. «Noi famiglie di vittime di efferati delitti troppo spesso dalle indagini non abbiamo giustizia – aggiunge il padre di Aldo Naro -. Per questo abbiamo deciso di pubblicare le foto dell’autopsia. Una cosa grave, lo comprendo. Abbiamo voluto coinvolgere l’opinione pubblica su quanto è successo a mio figlio». «Noi familiari non possiamo accettare la conclusione delle indagini che ha portato alla condanna di un solo 17enne unico responsabile che ha ucciso mio figlio con un calcio. È evidente come dimostrano le foto che Aldo è stato ucciso non solo da una persona. Abbiamo appena iniziato e mostreremo tutte le incongruenze o le discrasie tra le indagini e quanto mostrano quelle foto».

COSA ACCADDE QUELLA SERA? Nella pagina Facebook Giustizia per Aldo Naro, campeggia la presentazione di Aldo, con una sua foto e la ricostruzione da parte della famiglia dell’omicidio che gli tolse la vita in quel lontano 2015. «2 anni e 6 mesi fa andai a ballare con amici, la mia ragazza e colleghi di università.. quasi a fine serata 15 persone mi hanno aggredito, pestato a morte, sotto gli occhi di tutti. Nessuno fece niente. Dentro di me, quando queste persone mi calciavano, mi davano pugni, mi spezzavano le ossa e il naso io pensavo “perché nessuno fa niente?? L’unione fa la forza, aiutatemi!” Ma tutti rimasero fermi».
«Nessuno ha fatto niente – continua il post, risalente al settembre 2017 – Se non dire bugie su bugie Perché nessuno ha il coraggio di dire “ho avuto paura, perché erano in 15 e pensavo che potessero uccidere anche me” E più facile dire una bugia In questo giorno chiedo a tutti voi di recarvi in chiesa, o anche semplicemente di dire una preghiera per me è tutti quelli come me che sono morti sotto gli occhi di tutti, e che sperano un giorno di avere giustizia, di sapere la vera verità!».

Michelle Hunziker risponde alle accuse di Selvaggia Lucarelli: l’intervista a Le Iene

Michelle Hunziker risponde alle accuse di Selvaggia Lucarelli a Le Iene. La conduttrice dopo Sanremo va a Le Iene per svelare che Doppia Difesa… Ecco cosa racconta a Le Iene e la risposta di Selvaggia Lucarelli.

1516975802745.jpg--selvaggia_lucarelli_contro_michelle_hunziker_a_proposito_delle_donazioni_a_doppia_difesaSelvaggia Lucarelli attacca, Michelle Hunziker risponde. Intervistata nel corso dell’ultima puntata de Le Iene andata in onda domenica 11 febbraio, la conduttrice, reduce dal successo di Festival di Sanremo, ha replicato alle dure accuse lanciate nelle scorse settimane contro Doppia Difesa.
La Lucarelli aveva scritto un articolo su Il Fatto Quotidiano in cui avanzava dubbi sull’associazione a difesa delle donne vittime di violenza fondata dalla Hunziker insieme all’avvocato Giulia Bongiorno.

In particolare la graffiante Selvaggia aveva parlato di mancata trasparenza dei bilanci e di centralini che squillavano a vuoto.
“Non abbiamo fatto vedere i bilanci perché non ci ha dato il tempo – racconta la Hunziker – Ci ha chiamato e dopo quindici minuti è stata richiamata dicendole che avrebbe potuto parlare con le socie fondatrice per avere tutti i dati di cui aveva bisogno. Lei il giorno dopo ha scritto che non aveva avuto i bilanci. Ma poi – ha precisato Michelle – i bilanci sono pubblici”.

Non si è fatta attendere la replica della Lucarelli, che con un post su Twitter ha insistito: “Michelle, blablabla. Mostra il bilancio 2017. Non l’ESTRATTO però. Il bilancio. E magari i tabulati telefonici delle chiamate in entrata e uscita di Doppia Difesa. Ah, al momento Non mi sono arrivate querele. Neppure diffide.”

Inoltre, a chi le ha fatto notare che “il bilancio si approva entro il 30 aprile 2018. È normale se le hanno fornito un estratto. Se gli azionisti non lo hanno ancora approvato perché dovrebbero darlo a lei?”, Selvaggia ha risposto ribadendo che il bilancio mostrato dall’associazione è del 2016, allegando un articolo del The Social Post, che aveva approfondito la questione.

La storia, a quanto pare, è destinata a continuare. Michelle si occuperà pure di Doppia Difesa ma quello sferrato da Selvaggia Lucarelli ha tutta l’aria di un doppio attacco…

Asia Argento contro Giulia Bongiorno: “Ha difeso un mafioso e non vuole tutelare le donne”

Giulia Bongiorno è finita in queste ore al centro di polemiche anche all’interno della Lega per la sua candidatura nel partito di Salvini. Anche Asia Argento si scaglia contro di lei sui social. “L’avvocato Bongiorno aveva difeso il mafioso #Andreotti (“Assolto! Assolto!

asia_argento_giulia_bongiorno_difeso_mafioso_andreotti non_vuole_tutelare_le_donne 20 gennaio 2018_20204648Assolto!”) ma si è rifiutata di tutelare alcune vittime di violenza sessuale nell’industria cinematografica… #DoppiaDifesa? Dissociazione totale”: scrive su Twitter l’attrice.
A chi, via Twitter, ha chiesto all’attrice di “spiegarci meglio o segnalarci qualcuno con cui approfondire”, Asia Argento ha risposto: “Sarebbe bello conoscere l’opinione delle altre attrici italiane, visto che fino ad oggi sono state mute riguardo la rivoluzione #metoo”.

Golden Globe: il “nuovo lutto” è sexy e scollato

Passeranno alla storia come i Golden Globe in nero: il colore del lutto in segno di solidarietà verso le vittime delle molestie sessuali a Hollywood. Ma nell’America perbenista ma esibizionista anche le certezze possono essere messe in discussione, per esempio il lutto.
Nessuno ha pensato che fosse una contraddizione svilire il colore del dolore per un evento mondano. Non solo: il “nuovo lutto” hollywoodiano è sexy e scollato. Le star sul red carpet che hanno indossato orgogliose il total black non hanno minimamente pensato che fosse necessario un certo decoro.

C_2_box_51855_upiFoto1FIn un tripudio di esibizionismo, dettagli osè e provocanti trasparenze non si sono fatte attendere. A cominciare da Kate Hudson che ha spiazzato tutti con un Valentino dalla scollatura più che profonda e gonna velata. Ma se il nude look Dsquared2 della 21enne Hailey Baldwin può essere tacciato come retaggio di gioventù, le vere coraggiose panterone di questi Golden Globe 2018 sono state le 50enni.

Mariah Carey bombastica e proprompente nel suo abito a sirena firmato Dolce & Gabbana. Halle Berry e Catherine Zeta Jones hanno scelto pizzo e trasparenze di Zuhair Murad. Ma la più provocante è stata sicuramente Sharon Stone: la gabbia vedo-non-vedo del suo vestito Vitor Zerbinato ha lasciato il segno.
Il messaggio è forte e chiaro: il corpo è mio, lo gestisco ed esibisco come meglio credo.

Sesso in cambio di lavoro: così le badanti venivano ricattate dagli anziani

Una decina di aspiranti badanti, quasi tutte romene, nel corso del 2017 hanno lanciato un Sos all’associazione Progetto Donna Oggi per chiedere aiuto e sostegno per denunciare le offerte hot e i ricatti del loro datore di lavoro che chiedeva sesso in cambio di lavoro. Sotto accusa diversi anziani e uomini di mezza età del padovano.

20130916_c7_prete-2Gli uomini minacciavano con il licenziamento le giovani romene. E se non arrivavano a ricatti espliciti erano comunque vittime di molestie, avances, palpeggiamenti e anche veri e propri approcci sessuali.
In altri casi, tuttavia, gli anziani sono diventati vittime insieme alle proprie famiglie con maltrattamenti, furti nelle abitazioni e matrimoni con badanti molto più giovani.