“Violentate da due carabinieri in servizio”: la denuncia choc di due studentesse americane

“Stuprate da due carabinieri nel loro appartamento”. Il racconto choc, pubblicato oggi dai media, proviene da due ragazze, due studentesse americane poco più che ventenni, che si sono presentate questa mattina negli uffici della Polizia a Firenze.

3225058_1629_201111091042410Secondo quanto hanno raccontato, avrebbero incontrato i due carabinieri in servizio, a bordo della gazzella di servizio, fuori da un locale in via Tornabuoni, nel centro storico della città. I due agenti avrebbero portato, con la stessa auto, le due studentesse nella loro casa, per poi violentarle.
Gli investigatori, in cerca di eventuali riscontri al loro racconto, hanno sequestrato i vestiti delle due ventenni, nell’intento di risalire agli eventuali colpevoli. Le presunte vittime si trovano in Italia, nel capoluogo fiorentino, per un periodo di studio in una celebre università americana.

Schiava del sesso costretta dall’Isis a mangiare suo figlio di un anno. “L’hanno servito col riso”

Una schiava sessuale dell’Isis sarebbe stata costretta a mangiare il proprio figlio, ucciso e cucinato dai terroristi. L’agghiacciante e doloroso racconto è stato portato alla luce dalla parlamentare irachena Vian Dakhill, l’unica di etnia yazida (né araba, né musulmana, e per questo vista come un’adoratrice del diavolo dallo Stato Islamico).

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La “schiava”, una delle donne riuscite a sfuggire ai fanatici, ha raccontato di essere stata rinchiusa in una cella per tre giorni senza acqua e cibo, al termine dei quali le è stato servito un pasto a base di carne accompagnata da riso. Dopo aver patito i morsi della fame, ha divorato il pranzo. Solo dopo l’ultimo boccone – ha spiegato la Dakhill all’emittente egiziana Extra News – le hanno detto: “Abbiamo cucinato il tuo bambino di un anno dopo avertelo portato via, è questo quello che hai appena mangiato”.
La madre costretta a mangiare il suo bimbo è anch’essa di etnia yazida, come la parlamentare. Donne e bambine di questa etnia sono state ridotte a schiave del sesso dall’Isis, mentre migliaia di uomini sono stati uccisi.

Maradona incontra il figlio dopo trent’anni di battaglie e silenzi. Il racconto della madre.

“Io penso sia stata una cosa assolutamente spontanea. Il padre lo ha chiamato e gli ha detto che lo voleva abbracciare. Ancora se ci penso, mi emoziono. Una cosa bellissima”.
Cristiana Sinagra, la madre di Diego Armando junior, commenta a Domenica Live, l’incontro dopo 30 anni di battaglia, tra Diego Armando Maradona e il figlio.

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“Diego jr. era in Argentina e lui lo ha chiamato sul telefonino. Mio figlio ha detto che ha apprezzato tantissimo il fatto che il padre abbia trovato il coraggio di chiamarlo e dirgli: io ti voglio abbracciare, stasera stai con me”.
Un incontro felice, tanto che padre e figlio continuano a stare insieme, in viaggio.
Felice la madre di Diego Armando jr, che parla dell’importanza di quell’incontro per suo figlio:
“Ha ritrovato il Diego che io ho conosciuto, il Diego affettuoso, il Diego premuroso, il vero Diego, non quello di cui si parla. Ci sono state note negative ma io penso che fondamentalmente Diego sia una persona di grande cuore. Io ci ho sempre creduto perché ricordo Diego e sono molto felice per tutti e due”.
Dopo quell’incontro, Diego jr ha chiamato la madre. Cosa le ha detto?, domanda Barbara D’Urso.
“Ancora non ci credo – ricorda Cristiana Sinagra – è stata un’emozione grandissima”.
E poi aggiunge: “Stanno vivendo delle emozioni grandissime. Un figlio e un padre non possono stare separati”.

Vladimir Luxuria: “Vi racconto perchè non ho fatto l’operazione ai genitali”

Nel corso di un’interessante intervista al settimanale ‘Grazia’, Vladimir Luxuria si è confessata e ha rivelato alcuni retroscena legati alla sua sessualità, compreso un periodo abbastanza pesante della sua vita nel 2009.  ”Io ho sempre vissuto in equilibrio – ha raccontato su Grazia -. Poi, nel 2009, c’è stato un periodo in cui ho avvertito un malessere, e l’ho attribuito al fatto che, nonostante avessi già fatto qualche intervento chirurgico per il cambiamento di sesso, non avessi avuto il coraggio di arrivare fino in fondo.

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Allora ho deciso di cambiare anche i genitali, seguendo la lunghissima procedura prevista dalla legge italiana. Nel 2011 avevo trovato la struttura per operarmi, l’ospedale Federico II di Napoli”.  Ma poi, nel momento fatidico, è arrivata le decisione inaspettata: “A pochi giorni dall’intervento ci ho ripensato. Ho avuto paura, visto che è un’operazione molto dolorosa. Ma la verità è che non ero convinta. Lo avrei fatto per piacere più agli altri che a me. Oggi sono contenta della mia doppia identità. La fragilità. Passo sempre per battagliera. In realtà c’è una parte di me con la quale combatto da sempre. Basta un’offesa sui social che la ferita si fa sentire in profondità”, ha concluso.