Metà gatto, metà neonato. Creatura in Malesia spaventa il web, ma la realtà è un’altra

Una creatura spaventosa, dal corpo simile a quello di un gatto e dalla testa simile a quella di un neonato, ma con due denti affilatissimi che sporgono dalla bocca.
Il web è rimasto sconcertato dopo aver visto le foto di un presunto ritrovamento avvenuto in Malesia, nello stato del Pahang. Gli scatti sono stati pubblicati sui social e hanno fatto il giro del mondo.

3311785_1000_creatura_spaventosaLa misteriosa creatura sembra un ibrido tra l’essere umano e alcuni animali, e oltre ai due denti affilati presenta anche una folta peluria lungo tutto il dorso. Dopo che gli scatti sono stati diffusi sui social, si era sparsa la voce del rinvenimento in un bosco della Malesia, una notizia che aveva gettato nel panico e terrorizzato gli abitanti del luogo.
Come riportano l’Irish Mirror e alcuni media locali, sulla vicenda si è resa necessaria la puntualizzazione della polizia locale, che ha annunciato che il rinvenimento della creatura è una vera e propria bufala. La misteriosa creatura non è altro che un pupazzo in silicone realizzato con maestria da un’azienda dedita a creazioni spaventose e decisamente realistiche.
Secondo quanto riportato dalla polizia malese, l’azienda che ha realizzato questa inquietante e spaventosa creazione ha una sede all’estero, in un altro paese asiatico, e vende i suoi prodotti online in tutto il mondo.

‘Ti sei b.. anche lei?’ Bobo Vieri pubblica una foto con Julia Roberts e i fan si scatenano

‘Ti sei b.. anche lei?’ Bobo Vieri pubblica una foto con Julia Roberts e si scatenano i commenti dei fan.

Vieri-con-Julia-Roberts‘I sogni diventano realtà’, questa è la didascalia della foto che ritrae Bobo Vieri accanto a Julia Roberts. Sorriso smagliante per entrambi e una mano sul pancino per la famosa attrice arrivata a Verona per presenziare ad un evento di una nota marca di collant per cui è testimonial. Tra i fan che hanno commentato lo scatto c’è anche chi insinua che…

Blue Whale, il messaggio con il numero di telefono: cosa fare se lo ricevete

Il fenomeno della Blue Whale ha colpito molto l’opinione pubblica italiana, diventando prima motivo di dibattito a partire dall’inchiesta realizzata dalle Iene e andata in onda su Italia1, poi spaventosa realtà con l’arrivo dei primi casi in Italia.

suicidi-blue-whale“Sono arrivato alla prova numero 10”. Dodicenne vittima del “Blue Whale” Il “gioco del suicidio”, che sarebbe all’origine della morte di molti giovanissimi, ha spinto anche la Polizia a sensibilizzare sull’argomento anche attraverso i social network: questo l’ultimo messaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale per smentire una bufala che aveva cominciato a circolare sul web e vede coinvolta l’ignara sede di un supermercato, che ovviamente nulla ha a che vedere con il “gioco maledetto”.
Blue Whale, la polizia salva una 14enne: “Facevo il gioco del suicidio”
“Il messaggio in immagine è stato viralizzato sui social pur essendo privo di qualsiasi fondamento” – si legge nel post della Polizia. “CREATO DA QUALCHE BURLONE PUBBLICIZZANDO UNA UTENZA DI UN ESERCIZIO COMMERCIALE*. Collaboriamo tutti ad un’informazione di sensibilizzazione e prevenzione consapevole e mirata”.

Blue Whale, servizio choc delle Iene. Il gioco dell’orrore ha ucciso 157 ragazzi (e forse è già in Italia)

Blue Whale, il gioco del suicidio ha un solo obiettivo, la morte. Un “challenge” macabro che ha sconvolto gli spettatori de “Le Iene” nella puntata del 14 maggio mettendoli di fronte a una realtà che coinvolge ragazzi sempre più giovani attraverso regole dettate da sconosciuti tramite i social network.

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Così come le balene azzurre, per morire, decidono di suicidarsi arenandosi sulla spiaggia, così anche gli adolescenti, sobillati da veri e propri criminali presenti sui social, decidono di accettare 50 sfide, sempre più estreme, che li trasformano e li portano fino alla depressione. Se la regola generale è quella di non dire nulla ai genitori, pena pesanti ritorsioni sui propri cari, l’ultima sfida, quella finale, è il suicidio, ovviamente facendosi riprendere in video dagli amici per poter avere una testimonianza.
Anche ‘Le Iene’ si sono interessate al fenomeno e Matteo Viviani si è recato in Russia, dove i casi di suicidi tra adolescenti che avevano partecipato a questo ‘gioco’ social hanno raggiunto picchi difficilmente immaginabili e comprensibili. Diverse indagini hanno portato all’arresto di un 22enne studente di psicologia, ritenuto l’ideatore del ‘gioco’. Tra le vittime, centinaia di bambini e ragazzi di età compresa tra i nove e i 16 anni.
La ‘Iena’ ha deciso di intervistare le mamme e i parenti di alcune adolescenti che, per salire al terzo livello del ‘Blue Whale’, si sono lanciate nel vuoto dai tetti di vari edifici e grattacieli. «Sembravano tranquille, anche il giorno in cui hanno deciso di suicidarsi hanno fatto quello che facevano tutte le mattine» – spiegano in lacrime alcune mamme – «Ci sono persone che garantiscono ai ragazzi di ‘salvarli’ dai problemi che li affliggono, ma i nostri figli non soffrivano di depressione, erano giovani, solari e pieni di vita. Partecipare a quel ‘gioco’ li ha cambiati e portati alla morte».
Il macabro gioco della balena blu si è già diffuso a macchia d’olio: dalla Russia ha raggiunto il Brasile, ma anche Francia e Inghilterra. In Italia, il caso di un ragazzino suicida a Livorno che si è lanciato nel vuoto dal 26° piano del grattacielo cittadino, fa temere che la Blue Whale sia arrivata anche qui: Matteo Viviani ha intervistato un compagno di classe del 15enne, che ha raccontato di come l’amico fosse apparentemente non intenzionato a togliersi la vita, ma che raccontava di avere abitudini strane, come andare a correre in piena notte, e l’abitudine di guardare film dell’orrore per adempiere a delle “missioni” dettate dalle regole di un gioco online.
Il pericolo è tangibile e da non sottovalutare: nella sola Russia sono 157 i ragazzini morti suicida nell’ultimo anno. E’ molto importante utilizzare computer e social network in compagnia dei prorpi figli, e fare attenzione a segnali che sembrerebbero trascurabili, come la scoperta di disegni di balene tra i quaderni dei ragazzini.