Rocco Siffredi: “Le mie dimensioni sono tutte naturali, niente creme truffa”

Sulle dimensioni di Rocco Siffredi non si scherza. E tanto meno si fanno delle truffe. Il re dell’hard, insieme alla Iena Filippo Roma, ha smascherato una società che vendeva una crema per ingrandire le dimensioni del pene. La crema veniva venduta su un sito che riportava una falsa intervista a Rocco nella quale raccontava che prima di usare la pomata era poco dotato.

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Tutto nasce da un sito che vende una crema che farebbe aumentare considerevolmente le dimensioni del membro. E per convincere la gente ad acquistarla lo stesso sito pubblica un’intervista a Rocco nel quale lui racconta come all’inizio della carriera avesse difficoltà di erezione e si sentisse a disagio per le proprie dimensioni non proprio lusinghiere. Difficoltà tutte superate grazie alla crema miracolosa.
Tutto falso, dall’intervista alle proprietà della pomata. Intercettato da Filippo Roma, Rocco ha prima smentito le voci sulla sua virilità deficitaria e la veridicità dell’intervista, dopodiché ha voluto andare alla caccia dei responsabili. Tra un prestanome e l’altro e un presunto titolare dell’azienda che si rifiuta di incontrare Siffredi e nega ogni responsabilità, la vicenda è ancora aperta, nonostante una denuncia alla polizia postale. Quindi il servizio si chiude con un appello di Rocco: “Fate l’amore con quello che avete, non date soldi a questi truffatori”.

Uccise il suo stupratore a 16 anni e ottenne l’ergastolo: campagna delle star per liberarla

Una vita difficile. Un’adolescenza vissuta ai margini della società. Un’esistenza spezzata. A 16 anni Cyntoia Brown aveva conosciuto tutto ciò che di brutto può arrivare dalla vita: sua madre, Georgina Mitchell, con problemi di alcol e cocaina, dopo averla partorita in seguito a uno stupro ha passato più anni in carcere che al suo fianco. A due anni Cyntoia è stata sballottata in un’altra famiglia. A 16 aveva già provato cosa volesse dire essere stuprata. Senza possibilità alcuna e un futuro incerto, in una notte del 2004 Cyntoia sparò contro l’uomo che l’aveva violentata: lui rimase ucciso, mentre per lei si aprirono le porte del carcere a vita. Da 13 anni vive in un carcere del Tennesse, ma adesso la sua storia sta facendo il giro del mondo, spinta da una campagna social sposata da attrici e cantanti che, attraverso l’hashtag #FreeCyntoiaBrown, chiedono la sua liberazione.

3385318_Schermata_2017-11-23_alle_15_33_32L’omicidio. Era una notte di agosto del 2004: Cyntoia stava passeggiando con il convivente, uno spacciatore violento di 24 anni, conosciuto da tutti con il nome di “Cut Throat”, quando l’uomo le chiese di procurargli dei soldi. La ragazza, completamente soggiogata dal personaggio, accettò di fare sesso con Johnny Allen, un agente immobiliare di Nashville che la portò nella sua casa: una volta lì l’uomo, dopo aver rimarcato di essere un ex tiratore scelto dell’esercito, le mostrò la sua collezione di armi, la portò in camera da letto e abusò di lei. Durante la notte Cyntoia vene assalta dal panico quando vide la mano di Allen muoversi nel letto: certa che stesse cercando un’arma, prese la calibro 40 che “Cut Throat” le aveva dato per difendersi e sparò, uccidendolo.
La condanna. La ragazza venne arrestata e, fin dal primo momento, fu accusata dai procuratori di aver ucciso Allen per derubarlo, visto che nella fuga portò con sé delle pistole e il suo portafogli. La giuria respinse le affermazioni della ragazza, che parlava di autodifesa, e la dichiarò colpevole di omicidio di primo grado e rapina, condannandola all’ergastolo con la possibilità di essere ammessa alla libertà vigilata solo a 67 anni. Le porte del carcere si chiusero e la storia di quella ragazza, cresciuta ai margini della società, finì nel dimenticatoio: negli ultimi anni Cyntoia ha conseguito un diploma grazie al programma di studi in carcere dell’università di Lipscomb e ha lavorato al programma di istruzione per i detenuti, diventando una guida per altre ragazza. A dare lo spunto all’ondata di protese, sulla scia del caso Weinstein, è stato un documentario del regista Daniel Birman, che nel 2011 raccontò la sua storia con i filmati dall’arresto fino al processo, per porre l’attenzione su come gli Stati Uniti si occupino dei giovani delinquenti. Il suo caso ha portato al cambiamento della legge in Tennessee, dove è stato stabilito che l’imputazione di prostituzione possa essere formulata solo per ragazze maggiorenni. Le altre vanno considerate come vittime. La nuova norma cambiò le sorti di tante giovani dopo di lei, ma non la sua: se la condanna fosse arrivata oggi, Cyntoia sarebbe stata considerata vittima di traffico sessuale.
La campagna social. La settimana scorsa il documentario di Birman è stato mandato in onda su un canale di Nashville. «Non aveva vie d’uscita – ha raccontato Birman in una recente intervista – Veniva da una famiglia dove le violenze sessuali si sono ripetute per tre generazioni». In un post il regista ha riproposto il suo documentario, attivando una mobilitazione sui social anche da parte di star del mondo dello spettacolo che, attraverso l’hashtag #FreeCyntoiaBrown, stanno chiedendo la sua liberazione.
«Il sistema ha fallito – ha twittato Kim Kardashian West – È straziante vedere che una ragazzina, vittima di traffico sessuale, quando ha il coraggio di ribellarsi deve finire in carcere per tutta la vita! Ho chiamato i miei avvocati per capire se si può riparare a quest’ingiustizia». Anche la cantante Rihanna ha lanciato il suo appello: «C’è qualcosa di orribilmente sbagliato se il sistema abilita questi stupratori e la vittima viene buttata in un carcere a vita!». E Cara Delevigne ha aggiunto: «Il sistema giudiziario è arretrato! Questa cosa è completamente folle».
Ma Jeff Burks, il procuratore distrettuale che ha messo dietro le sbarre la ragazza, ha precisato: «Non è solo una donna che ha commesso un errore. Era una persona molto pericolosa, le scelte erano le sue: non dimentichiamoci il suo crimine». Intanto la mobilitazione non si ferma: oltre all’ondata di post sui social, la richiesta di grazia per Cyntoia ha già raggiunto 220mila firme su 250mila necessarie.

Modella strangolata dal fratello, il religioso musulmano che aveva chiesto di sposarla torna libero

Vende la sua verginità al migliore offerente per potersi pagare l’università e viaggiare. Giselle, vive negli Usa, e ha deciso di mettere all’asta la sua virtù usando il sito “Cinderella Escort”, società tedesca che si occupa di mediazione di affari.

Giselle2Grazie alla sua iniziativa ha guadagnato quasi 3 milioni di euro, cifra che le ha permesso di realizzare i suoi sogni. Ad offire la ricompensa record è stato un uomo d’affari di Abu Dhabi, il secondo un celebre attore di Hollywood che avrebbe offerto 2.8 milioni di dollari e avrebbe superato un politico russo. Ora Giselle, che lavora come modella, ha annunciato, come riporta il Daily Mail, che con quei soldi ha intenzione di pagarsi le tasse universitarie, comprare una casa e viaggiare molto.
«Sono felice di aver deciso di vendere la mia verginità attraverso Cinderella Escorts. Non avrei mai immaginato che avremmo raggiunto i 2,5 milioni di euro. Questo è un sogno divenuto realtà». La decisione di vendere la sua verginità è stata presa con estrema consapevolezza e praticità: «Se voglio trascorrere la mia prima volta con qualcuno che non è il mio primo amore, questa è la mia decisione. Quanti probabilmente rinuncerebbero alla loro prima volta se potessero avere almeno 2,5 milioni di euro?», ha concluso.

Il principe Harry e Lady Diana: “Mia madre un modello. Ha fatto la differenza in tutto”

«Io guarderò sempre con ammirazione mia madre. Per me sarà sempre un modello. Ogni cosa che ha fatto e il modo in cui l’ha fatto ha avuto un impatto, ha fatto la differenza». E’ il ricordo commosso che il principe Harry ha tributato a Lady Diana dal palco della Fondazione Obama, il cui summit è in corso a Chicago.

bb30ed9b5b876cd2f46bd6f77e6aa51f«Penso che in una società in cui alcuni problemi diventano così grandi che nessuno vuole essere coinvolto lei è stata una che ha cambiato le cose. Aveva molto in comune con tutti – ha sottolineato Harry – ma ascoltava anche».
«Come è possibile – ha aggiunto il principe – che qualcuno che ha fatto tanto come lei sia stata trattata così da alcune istituzioni? Quando ti rendi conto della posizione privilegiata che hai, alla fine vuoi spendere il resto della tua vita a dare indietro quello che hai ricevuto, guadagnando fiducia e rispetto dell’opinione pubblica».

“Tolsi la sua mano dal mio seno, disse che ero una p… che meritava di essere stuprata”

Ha solo 18 anni, ma come tante ragazze può dire di essere stata vittima di tante molestie sessuali e ha deciso di usare l’arte contro l’ignoranza e il maschilismo. La giovane artista Florence Given, più nota come Floss, sta diventando sempre più famosa grazie alle sue opere, alcuni schizzi che denunciano il comportamento di certi uomini e l’indifferenza di una società che sembra sempre più propensa a colpevolizzare le vittime.

tW4rvgsm_400x400I suoi racconti di vita vissuta, d’altronde, lo testimoniano. A 14 anni, dopo aver conosciuto un ragazzo di due anni più grande ad una festa, aveva deciso di baciarlo. All’improvviso, l’adolescente le ha afferrato il seno e Florence aveva deciso di allontanare la mano del ragazzo, scatenando però la sua ira: «Mi disse che ero una p… frigida e che meritavo di essere stuprata». Quello, però, non fu l’unico caso. Pochi mesi fa, ad esempio, mentre si trovava in fila per entare in discoteca, la bella Florence era stata avvistata dai buttafuori, che con altri ragazzi avevano iniziato a infastidirla con frasi e battute sconce sul suo seno. Quando aveva raccontato la vicenda a casa, i genitori e il fratello la attaccarono così: «Ma tu indossavi ancora QUEL vestito aderente? Te la sei cercata».
Già, proprio quella frase, tipica di chi colpevolizza le vittime. Pronunciata da chi avrebbe dovuto difenderla a spada tratta e invece ha dimostrato di essere prigioniero di una concezione maschilista della società. Per questo motivo Floss ha deciso di realizzare ed esporre in una mostra le sue vignette, che spiegano meglio di tanti discorsi il punto di vista delle ragazze che non solo vengono molestate, ma non hanno neanche la possibilità di difendersi e avere giustizia.
Qualcosa, però, è cambiato, come racconta la giovane artista al Mirror: «Dopo aver visto i miei lavori ora anche la mia famiglia mi supporta. Non è facile, sul web ricevo sempre messaggi di uomini che dicono che sono “p… come tutte le femministe” e che “merito di essere stuprata perché “le donne appartengono agli uomini e gli uomini possono fare il c…o che vogliono”».

Altro scandalo sessuale a Hollywood: accuse al regista Toback

Dopo il caso Weinstein, un altro scandalo sessuale scuote Hollywood: oltre 30 donne hanno accusato sul Los Angeles Times il regista James Toback, 73 anni, di vari episodi di molestie sessuali negli ultimi decenni.

1508685170440.jpg--molestie_sessuali__30__donne_accusano_il_regista_james_tobackSecondo il loro racconto, Toback, che ha avuto una nomination agli Oscar per la sceneggiatura di Bugsy diretto da Barry Levinson, adescava ventenni con la promessa di farle entrare nel mondo del cinema e trasformava le audizioni in abusi sessuali. Il regista ha respinto tutte le accuse. Travolta anche Wall Street dallo scadalo delle molestie sessuali: Fidelity Investment, una delle più grandi società di investimento al mondo, ha cacciato due alti dirigenti.

L’esorcista dei vip: “Tre donne dello spettacolo italiano possedute da Satana”

L’esorcista Don Antonio Mattatelli è intervenuto questa mattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus. l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.

3311998_1309_matatelliL’esorcista ha parlato dei recenti scandali sessuali che hanno sconvolto il mondo di Hollywood e non solo: «C’è Satana in queste cose. C’è Satana in tutto questo meccanismo perverso di una società sessualizzata. Una società che ricatta le persone perché arrivino al successo. Le ricatta sessualmente. Persone che magari hanno una dipendenza sessuale, come si può avere la dipendenza da gioco. In quello che è accaduto, Satana è nel produttore che chiede ma anche nella donna che accetta di dare. In entrambe le situazioni c’è il peccato. C’è una dissacrazione dell’io, si viola il sacrario della coscienza. Satana non è soltanto nel produttore che chiede sesso per concedere una parte, ma anche nella donna che accetta quel baratto. Non bisogna cedere per il successo ai comandamenti di Dio. In questo caso non vale il male minore. Le persone che fanno queste cose pensano di essere furbe, ma in realtà sono schiave delle proprie passioni».
Don Antonio ha poi svelato di aver esorcizzato alcuni vip: «Ho fatto esorcismi a una ragazza dello spettacolo particolarmente posseduta. Ho avuto a che fare con diverse persone dello spettacolo. Anche una persona molto conosciuta e insospettabile che si è convertita, famosa prima e ora sparita. Anche quella persona aveva questi problemi legati ai baratti sessuali, problemi da cui è stata liberata. Ci sono tre donne dello spettacolo che hanno avuto a che fare con me. Hanno avuto problemi di possessione. Una è stata liberata, una è ancora in cura, un’altra è stata trasferita ad un altro sacerdote. Tre persone di cui una famosissima che hanno avuto questi problemi di possessione proprio in seguito a questi contatti con questo mondo dello spettacolo in cui Satana sicuramente è presente, con la ricerca del successo ad ogni costo, una sessualità vissuta in modo libertino e spregiudicato, una vita appiattita sul materialismo, soldi e cocaina».

Usa, Weinstein licenziato dalla sua società: il produttore cinematografico travolto dallo scandalo delle molestie sessuali

Il produttore cinematografico Harvey Weinstein, coinvolto in uno scandalo di molestie sessuali, è stato licenziato con effetto immediato dalla società che ha co-fondato, la ‘The Weinstein Co.’, in seguito a nuove informazioni emerse circa la sua condotta. Lo ha annunciato il board della società, lo riferiscono diversi media Usa.

9030032-3x2-700x467«Alla luce di nuove informazioni circa la condotta di Harvey Weinstein che sono emerse negli ultimi giorni, i direttori di The Weinstein Company – Robert Weinstein, Lance Maerov, Richard Koenigsberg e Tarak Ben Ammar – hanno determinato, e hanno informato Harvey Weinstein, che il suo impiego con The Weinstein Company è concluso, con effetto immediato», è la nota diffusa dal board della società.
Weinstein è stato travolto dallo scandalo dopo rivelazioni del New York Times su accuse di molestie sessuali nel corso di tre decenni. Lo scorso venerdì Weinstein aveva annunciato un periodo di ‘aspettativa’ a tempo indefinito, mentre un terzo dei membri del board si erano dimessi.

Blue Whale, arrestato l’ideatore Philipp Budeikin: “Pentirmi? Ho purificato la società”

«Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi. Un giorno capirete tutti e mi ringrazierete». Il ventiduenne russo Philipp Budeikin, reo confesso studente di psicologia e ideatore del Blue Whale, attualmente detenuto in carcere, non mostra alcun segno di pentimento.
Il giovane è accusato di aver istigato al suicidio almeno una quindicina di adolescenti negli ultimi mesi dopo aver attratto con l’inganno su Vk, il social network più in voga in Russia, centinaia di giovani e giovanissimi e averli spinti ad accettare l’estrema e tremenda sfida social.

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Per uno studente di psicologia di oggi, d’altronde, non dev’essere stato difficile sobillare e farsi accettare come leader da una moltitudine di giovani e giovanissimi, in molti casi con problemi psicologici e familiari e persi nelle insidie del web. Le modalità, la freddezza e la fierezza con cui ha agito Budeikin, però, colpiscono come un pugno nello stomaco. A riportarle è Metro.co.uk.
«Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società» – ha spiegato il giovane durante un interrogatorio – «Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza».
Philipp Budeikin si trova attualmente in carcere a San Pietroburgo, dove ogni giorno riceve lettere d’amore delle adolescenti che aveva adescato sui social e che avrebbe potuto spingere al suicidio. Tuttavia, non si può parlare di pericolo scongiurato, dal momento che i casi di emulazione si sono moltiplicati in ogni parte del mondo. Uno sguardo attento alle modalità della folle sfida ideata da Budeikin potrebbe aiutare i genitori a comprendere in tempo eventuali comportamenti anomali dei figli, specie se pre-adolescenti. Con l’aumento esponenziale dei suicidi tra i ragazzini anche in altri continenti, sono nate delle piattaforme che puntano a contrastare e prevenire questo sempre più diffuso ‘Olocausto 2.0’.

Gigi D’Alessio verso il processo: evasione fiscale da 6 milioni

Un’evasione fiscale milionaria porta il cantante Gigi D’Alessio a un passo dal banco degli imputati. Il pm Saverio Francesco Musolino ha infatti firmato una richiesta di rinvio a giudizio a carico dell’artista che, insieme ad altre quattro persone, rischia ora di finire a processo. Per la procura, D’Alessio e soci non avrebbero dichiarato i redditi di una società del cantante, la “GGD Productions srl”, occultando o distruggendo le scritture contabili relative all’anno 2010. Il fatturato “nascosto” sarebbe pari a più di 6 milioni. L’evasione contestata dagli inquirenti, invece, ammonterebbe a 997mila e 581 euro per quanto riguarda l’Ires e 770mila e 613 euro in relazione all’Iva.

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Nel capo d’imputazione notificato nei giorni scorsi al musicista, si legge che, in concorso con altre quattro persone, il cantante «al fine di consentire alla società “GGD Productions srl” di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto» avrebbe «alienato con atto notarile del 21 aprile 2010» le quote dell’azienda a un prestanome che, con un atto successivo, «alienava simulatamente tali partecipazioni a una società di diritto americano con sede in Delawere, cui apparentementemente veniva consegnata la documentazione contabile e amministrativa». Per il pm Musolino e per i finanzieri del Nucleo tutela entrate, in questo modo, le «scritture» sarebbero state «distrutte o comunque occultate». Il tutto per non consentire la ricostruzione del volume d’affari della società. L’azienda avrebbe così evitato di denunciare redditi per più di 6 milioni, presentando un’infedele dichiarazione fiscale.
Uno dei soci del cantante è anche accusato di simulazione di reato. In una denuncia presentata ai carabinieri il 17 marzo 2014, infatti, ha dichiarato che i documenti contabili della società erano all’interno di una macchina che gli era appena stata rubata. Per la procura, si tratterebbe di una menzogna. Ora, la decisione passa nelle mani del gup.