Selvaggia Lucarelli attacca Corona: “Fabrizio è un fesso, la sua vera dipendenza sono i soldi”

Selvaggia Lucarelli attacca Fabrizio Corona su Facebook. L’opinionista già in passato aveva parlato delle questioni legali dell’ex re de paparazzi e questa volta ha deciso di tornare sul tema in merito alle srestrizioni imposte dal giudice per la sua scarcerazione.
Corona infatti dovrà seguire un percorso di recupero e nel frattempo stare lontano dai social e non rilasciare interviste a giornalisti.

fabrizio-corona-selvaggia-lucarelliLa fidanzata, Silvia Provvedi, è intervenuta in diverse trasmissioni televisive raccontando dell’intenzione di Fabrizio di seguire tutte le regole e il bisogno suo e del suo uomo di un po’ di tranquillità, ma sembra che le cose non stiano proprio così: «Anche questa volta, dopo il suo rilascio, la sensazione è che Fabrizio Corona non sia un uomo nuovo, ma l’uomo nuovamente pronto a rovinarsi la vita. E che tutto sommato, il sistema giudiziario, nei suoi confronti, sia più che generoso. Gli indizi di questo bel trend ci sono tutti. Con 5 anni di carcere già scontati tra affidamento e galera e tre ancora da scontare, siamo all’ennesimo rilascio avvenuto il 22 febbraio e all’ennesimo affidamento terapeutico concessogli dopo 1 anno e 4 mesi dall’ultimo arresto. (quello per i celebri soldi nascosti nel controsoffitto che gli sono costati l’ennesima condanna per evasione fiscale)», così scrive Selvaggia.

Poi la Lucarelli continua: «Perché è questo che i giudici non capiscono: la vera dipendenza di Fabrizio non è la droga. Sono i soldi. Quelli del solito gossip. Quelli facili. Prima li faceva vendendo foto di star, ora -e questa è la faccenda più grave- li fa vendendo le foto della star diventata star a furia di arresti: se stesso». Dopo l’uscita di galera è stato paparazzato con la fidanzata e con il suo amico Parpiglia, gornalista di Chi. Proprio sul giornale la Provvedi aggiorna di volta in volta cosa fa Fabrizio, così come nelle ospitate in televisione. Qualche misterioso collaboratore lo aiuta sui social, dove pubblica post sempre più frequentemente. Insomma quelli che dovevano essere i divieti con dei piccoli escamotage sembra non vengano proprio rispettati. «Nell’ultimo articolo di “Oggi” su Corona il giornalista Umberto Fumagalli racconta che ha provato a chiamare la fidanzata di Fabrizio e dopo qualche parola, Fabrizio ha strappato il cellulare alla fidanzata per dire a lui con toni tutt’altro che amichevoli che la fidanzata non rilascia interviste e blablabla. A quel punto prende il telefono l’avvocato Fusetti e dice che quella conversazione non si deve pubblicare. Quindi Fabrizio Corona se ne frega delle disposizioni del giudice e parla al telefono con i giornalisti confidando nel loro silenzio. Morale della storia: Fabrizio cambierà il giorno in cui cambieranno le persone di cui si circonda. Gli amici a cui dare esclusive e scoop, perché frequentare quelle persone è come per i drogati frequentare gli spacciatori», conclude Selvaggia.

Morandi fa pipì all’Autogrill: fan posta la foto e lui si arrabbia

Gianni Morandi immortalato da una fan in bagno all’Autogrill che diffonde la foto. Il cantante prima si arrabbia poi ci ride sopra, scrivendo lui stesso sui social.

29101777_10157495335613438_1537502544262070272_n«Questa foto sta circolando sul web – ha scritto oggi Morandi postando la foto su Facebook -. Qualche giorno fa, nella toilette di un Autogrill, “Gianni!”, una voce mi chiama, mi giro e vedo una signora sui cinquant’anni, con un cellulare in mano. Dopo un attimo di sorpresa la mando a quel paese. Luisa, una fan un po’ invadente, ha postato questa foto su Facebook – continua il cantante – scatenando commenti di ogni tipo. All’inizio mi sono arrabbiato – conclude Morandi – ma poi mi sono fatto una bella risata! Ci sono cose più gravi nella vita».

Manda foto e video hot a un uomo, lui la ricatta: l’incubo di una donna, “gli ha versato 3600 euro”

Manda foto e video hot a un uomo conosciuto online, che però minaccia di pubblicare tutto e chiede soldi per non farlo. La vicenda si è conclusa con l’arresto di Antonio Verdicchio, 29 anni, residente in provincia di Firenze. La vittima, una donna della Bassa Padovana, ha versato 3.600 euro in meno di un mese e alla fine si è rivolta ai carabinieri di Este.

b1ed3ba3b78645aa567e1139b8e423c3_w877_h500_crpTutto è iniziato nel dicembre del 2017, quando la donna e Verdicchio ha stretto amicizia su un social network e si sono scambiati i numeri di cellulare; lui sembrava gentile e affettuoso, tanto che i due sono arrivati a scambiarsi foto e video in pose erotiche.

La donna ha accettato anche di pagare tre ricariche telefoniche, due da 20 euro e una da 100, tutte sulla carta prepagata di Verdicchio; quando lei si è rifiutata di eseguire il quarto pagamento, Verdicchio ha iniziato a accompagnare le richieste con la minaccia di pubblicare foto e video.

A febbraio, dopo aver versato ben 3.600 euro, la donna ha denunciato l’estorsione; i carabinieri hanno monitorato il profilo, il cellulare e la carta prepagata di Verdicchio, che era pluripregiudicato ed è finito in manette.

Katie Price, la sua villa è infestata da demoni e spiriti: ecco gli scatti social

Demoni raccapriccianti, figure spettarli, bambini fantasma… La villa di Katie Price nel Sussex è “posseduta” dagli spiriti e lei si è rivolta ad un “ghostbuster” professionista del paranormale.

C_2_fotogallery_3086487_0_imageAlmeno così racconta via social la showgirl televisiva inglese, che su Instagram ha postato gli scatti ripresi con il cellulare delle inquietanti presenze che le sono apparse.

Andrea Iannone: “Con Belen un brodino e poi a nanna presto”

Convivenza in vista? Andrea Iannone ha preso casa a Lugano e Belen annuncia felice sui social: “Finalmente la casa è pronta” mostrando il pilota in giardino davanti a una pianta di ulivo. Il pilota rilascia un’intervista esclusiva a Chi, in edicola da mercoledì, in cui racconta la sua vita con Belen: “Usciamo poco. Ci piace bere un brodino, guardare la tv e andare a letto presto”.

belen-andrea-iannone“A volte mi sento come se fossi sempre al cinema. Guardo lo spettacolo e gli spettatori che girano intorno alla mia vita e sorrido anche perché non posso fare altro. Poi mi giro, abbraccio la mia compagna e mi aggrappo alla realtà” continua il pilota. “Belen e io non amiamo farci foto insieme, adoriamo goderci il tempo insieme e questo, per chi vive sui social o sui giornali, è un grandissimo male. Noi veniamo anche giudicati per questo. Le faccio un esempio: noi non pubblichiamo foto sui social insieme e per tutti siamo: in crisi, lasciati, separati, eccetera. Io leggo commenti, magazine, telegiornali, messaggini sul mio cellulare, ma a volte nemmeno io so cosa rispondere. Cioè cosa dovrei dire: “No guarda, siamo in vacanza insieme, ma non ci facciamo le foto?”. Ma il linguaggio dell’amore deve essere per forza questa storia qui? I nostri genitori sono cresciuti così? Ma dai. Invece poi succede che la sera mi ritrovo con Belen, mangiamo un brodino insieme e alle dieci a nanna. Mentre fuori il mondo parla”. Iannone è un fiume in piena.

Il pilota ne è sicuro: “Ci siamo conquistati con il tempo e oggi so che è la donna della mia vita. Vede, questa storia può durare in eterno o finire, ma io ringrazierò sempre di averla vissuta perché in ogni caso sono diventato un uomo migliore. Quest’amore mi ha arricchito in tutti i sensi ed è successo grazie a una formula magica: la normalità. La mattina facciamo colazione insieme, poi lei porta il bimbo a scuola, andiamo in palestra. Il pomeriggio ognuno sbriga le sue cose di lavoro. La sera guardiamo la tv e andiamo a letto. Usciremo una volta ogni due settimane, tranne quando viaggiamo. Posso guardare Belen e in due secondi le dico: “Fai la valigia e partiamo”. E lei mi segue. Lo abbiamo fatto l’ultima volta i primi di gennaio. Insieme con Belu siamo andati a Dubai. E abbiamo trascorso una settimana nella normalità di chi ha la fortuna di godersi una vacanza simile. Noi siamo fortunati”.

Wanda Nara a processo, ha diffuso sui social il cellulare dellʼex Maxi Lopez

Una bella gatta da pelare per Wanda Nara. La moglie e manager dell’interista Mauro Icardi è finita a processo dopo che la bella e prorompente argentina ha postato sui social la mail e il cellulare dell’ex marito Maxi Lopez, ai tempi in cui il matrimonio finì in modo tormentato. Il calciatore dell’Udinese l’accusa di avergli procurato un danno visto che erano in corso le delicate trattative di calciomercato.

0028464080Secondo l’accusa la Nara avrebbe postato su Twitter e Facebook i dati personali di Lopez per “recare un danno” al suo ex marito. Per questo la showgirl nata a Buenos Aires, difesa dal legale Marco Ventura, è finita a processo a Milano per trattamento illecito di dati privati a seguito della denuncia del giocatore, rappresentato dall’avvocato Aldo Cribari. Il dibattimento a carico di Wanda Nara, sposata con Icardi che era compagno di squadra di Lopez nella Sampdoria, è iniziato alla seconda sezione penale davanti al giudice Bulgarelli ed è stato rinviato al 22 novembre per l’esame in aula proprio di Maxi Lopez, parte civile.
Nell’imputazione formulata dal pm Galileo Proietto si accusa Wanda Nara di aver condiviso il 22 giugno del 2015 sui social i dati personali, tra cui anche l’indirizzo email, dell’ex marito, per “trarne profitto” procurando “nocumento” a Maxi Lopez anche perché erano in corso in quel periodo “le operazioni di calciomercato”. La condotta di Wanda, infatti, secondo il pm, avrebbe impedito “per via del susseguirsi di chiamate e email da parte di fans, un normale svolgimento delle trattative commerciali e calcistiche dell’atleta”.

«Io, escort nel Casertano mi vendo per vivere, perché non trovo lavoro»

«Ho cercato di trovare un lavoro normale, ci ho provato, ma ero finita alla mensa dei poveri così ho iniziato con gli annunci sul web e ora vivo dignitosamente». Inizia così lo sfogo a Il Mattino di una delle ragazze intercettate nell’ambito dell’inchiesta che ha portato al sequestro di alcune case a luci rosse in provincia di Caserta.

escort-girlInizia così, con una sorta di confessione, il racconto di Jolanda (il nome è di fantasia) una delle ragazze per le quali Luigi Romano, finito ai domiciliari, pubblicava inserzioni sul sito Bakekaincontri. «Sono sola, non ho una famiglia e andare per case a fare i lavori domestici non mi bastava più neanche per pagare il pigione. Le donne dell’Est si fanno pagare molto poco, batterle in concorrenza è del tutto impossibile, così ho iniziato a prostituirmi. La prima volta è difficile, poi ci fai l’abitudine. Cento euro per un’ora al massimo, anche con un solo cliente al giorno riesco a guadagnare più che se lavorassi per dieci ore a sei euro all’ora, perché questo è il massimo che riuscivo a prendere quando facevo le pulizie».
Jolanda è una bella donna. Oggi ha circa quarantacinque anni e, stando al suo racconto, è dal 2012 che ha deciso di prostituirsi pubblicando annunci on line. «Fitto una casa solo per gli incontri, spesso cambio città, ma una regola non la cambio mai: dove vivo non porto i clienti». La sua è solo una delle storie che fanno da sfondo alla vicenda che ha portato, due giorni fa, all’arresto di Antonietta Zuppa e Luigi Romano e all’obbligo di soggiorno per Vincenzo Guardato.
I tre, secondo l’accusa, fittavano case a prezzi maggiorati a donne e transessuali dedite alla prostituzione. Ma, dall’altro capo del filo dei loro telefoni intercettati, non c’erano solo le escort. Almeno stando a un’altra ragazza che abbiamo contattato. Veronica (anche questo è un nome inventato) è napoletana e risponde al cellulare mentre è al lavoro, sta truccando delle modelle a una sfilata in Lombardia. «Non so di cosa stiamo parlando – risponde – sono una visagista, una massaggiatrice, non escludo di aver telefonato a qualcuno per fittare un appartamento a Caserta, ma non posso sapere cosa facevano le persone che ho contattato per trovare casa».
Sostiene di non prostituirsi, Veronica, dice di non conoscere i giri in cui era coinvolta, secondo la procura, «Ornella», ovvero Antonietta Zuppa. «Fittava case a delle squillo? Io non lo sono». Veronica viene intercettata dai carabinieri il 2 febbraio del 2017 mentre parla con Ornella. La conversazione dura circa dieci minuti. «Ti ho chiamata per sapere se c’è qualche disponibilità per zona sud, ho bisogno di lavorare… sto proprio che i soldi se ne sono andati tutti quanti… mi devo organizzare… tre giorni me li devo fare, pure se mi prendo una settimana posso fare un po’ di mattina e un po’ di pomeriggio…». Ma Ornella, in quel periodo, ha tutto occupato. «Adesso non c’è niente, ma ora chiedo a Isabella a Caserta di farti spazio in casa, ti metti nel salone… con l’asta con la tenda… tra divano e lettino». Un subaffitto che, per l’accusa, deve servire a due prostitute contemporaneamente. «Ti pare che una si prostituisca dietro una tenda in una casa con altre persone?», sbotta chiudendo la conversazione.
Le escort, o presunte tali, non sono accusate ovviamente di nulla, così come i loro clienti. Eppure la storia delle case a luci rosse ha creato non poco scompiglio a Caserta e nell’area a nord di Napoli. Durante le indagini, fuori le case finite del mirino, sono state monitorate auto costosissime. Macchine di professionisti affermati, di uomini di mezz’età soli, ma anche di padri di famiglia in cerca di un’ora di svago. «Questi ultimi – commenta Jolanda – sono i miei clienti tipo. La maggior parte di loro ha moglie e figli e soldi da spendere».

Usa, fa sesso con l’alunno minorenne del marito che avevano ospitato in casa: condannata a tre anni di carcere

Sapeva benissimo che non avrebbe dovuto farlo, ma non riusciva a resistere: quel ragazzo di 16 anni che suo marito aveva portato a vivere in casa con loro era una tentazione troppo forte.

3263290_Schermata_2017-09-26_alle_13_59_46Talmente forte da farle rompere ogni freno inibitorio e spingerla a sedurlo e ad allacciare con lui una torrida relazione sessuale andata avanti per quasi un anno. Solo quando è venuta alla luce una sua foto nuda che lei stessa aveva inviato al telefonino del ragazzo, la 27enne Kelsey McCarter ha capito la portata della sua trasgressione: una volta smascherata è finita infatti sotto processo per abusi sessuali su un minorenne, con accuse che prevedevano fino a 38 anni di carcere. E solo ora, per salvarsi, ha deciso di pentirsi e dichiararsi colpevole dicendosi «molto dispiaciuta per quello che è successo»: una mossa in extremis che lunedì scorso le ha permesso di cavarsela in tribunale con soli tre anni di reclusione.
La discesa di Kelsey verso il precipizio era cominciata all’inizio del 2015, quando il marito Justin, allenatore della squadra di football della South-Doyle High School di Knoxville, nel Tennessee, si era generosamente offerto di far vivere in casa sua un suo allievo 16enne, che aveva problemi comportamentali, e suo fratello per far loro da mentore. A febbraio la situazione era già precipitata: la donna e il ragazzo avevano cominciato a fare sesso in continuazione ogni volta che potevano, in casa come in macchina durante gli spostamenti. La storia andò avanti fino alla fine di dicembre, quando venne alla luce la foto nuda di Kelsey sul cellulare del ragazzo: nella scuola circolavano da tempo varie voci sul rapporto tra i due e la vicenda finì per coinvolgere il preside e un assistente della scuola che, accusati di essere a conoscenza della questione e di non aver parlato, furono collocati in congedo amministrativo e poi reintegrati con una nota di biasimo. Lo stesso Justin, rendendosi conto che lo scandalo scatenato dalla moglie, finita nel frattempo sotto inchiesta, aveva creato una situazione per lui insostenibile, a febbraio 2016 presentò le dimissioni, mentre i ragazzi tornarono a vivere con la loro madre e cambiarono scuola.
Scandali e tradimenti, comunque, non hanno impedito all’allenatore di restare accanto alla moglie e supportarla in tribunale, finendo anche per accusare il ragazzo di aver ricattato Kelsey a causa della foto nuda: un’accusa che lo studente ha sempre rigettato. «È una donna che ha commesso un errore – ha detto Doug Trant, avvocato dei McCarter – ma ora andrà oltre e riuscirà a recuperare: è giovane e, come si è visto, la sua famiglia e suo marito sono ancora qui a sostenerla».

Victoria Silvstedt: “Ho vissuto con Melania Trump un anno a Parigi”

ROMA – «Sono stata per un anno compagna di stanza di Melania Trump. Io avevo 18 anni, lei 22. Io ho iniziato la carriera di modella a Parigi. Vivevamo in un appartamento orribile. Era una donna molto semplice, con idee molto chiare, un giorno ha detto che voleva fare qualcosa di più grande, più grande di Sophia Loren».

vic78aVictoria Silvstedt festeggia il suo compleanno a Domenica Live.
«Ho compiuto quarant’anni e qualcosa – dice – dopo i quaranta non si dice più».
«Gli uomini hanno fatto follie per te», sottolinea Barbara D’Urso.
«Più le donne», puntualizza la Silvstedt.
Si passa poi a parlare di cinema e “incidenti”.
«Stavo girando una scena con Christian De Sica, avevo il cellulare in mano. Nello script c’era scritto che avrei dovuto lanciare il telefonino dall’altra parte e invece l’ho colpito sull’occhio».
Non manca la vita di tutti i giorni.
«Soffro di claustrofobia. Non posso prendere un piccolo ascensore. A New York non prendo l’ascensore, è piccolo, faccio 25 piani a piedi con i tacchi».
A far commuovere la Silvstedt è il videomessaggio della nipote.
«Ogni volte che vedo le bambine ormai piango – confessa – ho detto a mia sorella: perché non ne fai un’altra così per me?».

Milionaria scomparsa, ritrovata dopo 6 mesi. Il mistero: “Faceva la senzatetto a Milano”

Un vero e proprio mistero, pieno di dubbi e con pochissime certezze, ha avvolto gli ultimi sei mesi di vita di una milionaria inglese scomparsa da casa e ritrovata a Milano, dove da qualche tempo viveva da clochard e dormiva in strada, su una grata adiacente ad un hotel di piazza Cesare Beccaria.

milionaria-scomparsa-ritrovata-milano-clochard_18121229A raccontare la storia di Ariane, cittadina britannica nata in Iran e supermanager in un’azienda di produzioni cinematrografiche, è il Corriere della Sera, che cerca di ricostruire un intricato percorso che parte dalla scomparsa della donna, 51 anni. Era il marzo di quest’anno quando Ariane sparì dal suo ultimo domicilio conosciuto, un residence di corso d’Italia, a Milano. Non è chiaro cosa sia avvenuto dopo né perché la famiglia si sia mossa tardi nel denunciare la scomparsa a Scotland Yard, che non si è attivata per il caso dal momento che i fatti erano avvenuti all’estero. Per questo motivo, in seguito, la famiglia di Ariane, ottimi studi, quattro lingue parlate e uno stipendio notevole, si è rivolta ad un’agenzia italiana di investigazioni private.
Non era la prima volta che Ariane veniva in Italia: qui ha amici e conoscenti provenienti dalla Milano ‘bene’. Incaricato del caso un ex poliziotto di origini albanesi, impegnato a Milano nelle volanti negli anni della lotta alla mafia e considerato esperto e carismatico da tutti i suoi colleghi: l’ex agente si è mosso partendo solo da una foto, ma ha dovuto impiegare diverso tempo per trovare la pista giusta. Chiedendo in giro, ha avuto le prime indicazioni da alcuni clochard, che riferivano di aver visto una donna da poco arrivata in città, che viveva da senzatetto e somigliava molto ad Ariane.
Dopo lunghe e infruttuose ricerche, qualcosa si è mosso quando un parrucchiere ha raccontato di aver avuto Ariane come cliente: «Era sporca e raccoglieva i capelli in una coda». A questo punto, battendo ogni angolo della città frequentato dai clochard, l’investigatore è riuscito a scovarla, sabato scorso, mentre dormiva in piazza Beccaria. Ieri a Milano è giunta la sorella, che l’ha riabbracciata commossa. Ma tanti, troppi misteri avvolgono gli ultimi sei mesi di Ariane. Che ha dichiarato: «Non so spiegare… Forse camminavo, sono stata aggredita e derubata, e caduta a terra ho picchiato la testa… Dopo non avevo più la borsa con soldi, cellulare, documenti. Sono innamorata di Milano… Residenti, passanti e volontari offrivano un aiuto ma non volevo… Regalavano cibo e rifiutavo… Frugavo nei cestini dell’immondizia, cercavo da mangiare, stavo fuori da ristoranti e hotel per rimediare qualcosa».