Loretta Rossi Stuart e le foto hot rubate: «La mia battaglia per le donne dà i primi frutti»

Loretta Rossi Stuart, dopo la denuncia su Leggo.it, ha parlato della sua battaglia legale a Sabato Italiano. La sorella del noto attore posò per un servizio fotografico di nudo per la rivista Boss, ma dopo anni le foto sono finite online e Loretta, che ha avviato una causa, non solo l’ha persa ma ha rischiato di vedersi pignorare la casa per sostenere le spese legali.

loretta rossi stuart-foto-sabato italiano_05183615Intervistata da Eleonora Daniele spiega: «Ho saputo l’esito della sentenza e dopo 3 giorni in cui sono stata paralizzata ho deciso che volevo combattere, ed è quallo che sto facendo». La donna sostiene che la sua è una battaglia che fa a nome di tutte le donne. «Da quando è uscito questo articolo su Leggo mi hanno contattato per sapere cosa sia successo e io ho parlato e voglio raccontare come sono andate le cose». Loretta spiega di essere stata in condizioni economiche difficili, così ha fatto quelle foto anche perché non erano solo foto di nudo, ma erano contestualizzate in un’intervista in cui emergeva anche la sua personalità.

La Daniele le chiede anche del rapporto con Kim, ma spiega di sapere che tra i due fratelli non c’è un buon rapporto, motivo per cui Loretta non si sofferma sull’argomento. Eleonora in conclusione le chiede cosa vuole dire alle donne che come lei si sono trovate, o potrebbero trovarsi, nella stessa situazione e lei replica dicendo che sta già avendo le sue prime piccole vittorie: «Posso annunciare che grazie a un mdc ci sarà una petizione per raccogliere esperienze e una maggiore tutela per tutte le donne».

Sexy foto dalla fidanzatina 13enne: «Se mi ami inviamele». E gli scatti fanno il giro della scuola

Dopo il caso di Milano, altri tredicenni protagonisti di sexting. «Se mi ami, mandami le foto». Davanti a quella richiesta lei ha acconsentito. I due frequentano una scuola media di un comune in provincia di Genova. Le foto che mostrano la ragazzina seminuda sono finite sui cellulari dei compagni di classe dei due fidanzatini e il dirigente scolastico ha fatto denuncia alla polizia postale. Anche qui, come nel filmato dell’episodio avvenuto a Milano, la ragazza si spoglia e invia le immagini. Le foto, che sarebbero dovute rimanere cosa privata fra i due, via whatsapp sono diventate virali. Di smartphone in smartphone, sono andate ben oltre il privato.

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Le foto intime, dice il dirigente scolastico, non sono state scattate nel contesto scolastico. Ma, attraverso le chat di classe e compagni, si sono diffuse viralmente. «Parliamo di minori al di sotto dei 14 anni – dice il preside – Io ho avuto la segnalazione e, come ogni volta che accade qualcosa che sconfina in un’ ipotesi di reato, è stata allertata la Polizia Postale. La riflessione è amara. Vedo due vittime: sia chi ha patito questa cosa, sia chi l’ha fatta, perché vuol dire che non ha mai avuto regole di base. Noi genitori siamo i primi a doverci fare delle domande: diamo una Ferrari e un’autostrada a chi non ha nemmeno la patente. Abdicando, troppo spesso, al ruolo di controllo».

La storia è raccontata dal Secolo XIX. «Il caso sta scuotendo la città», dice il sindaco. «Non entro nel merito della vicenda. Quello che dico, però, è che io spesso ai ragazzi nelle classi parlo proprio di social e smartphone, cerco di farli riflettere su questi strumenti che sono fantastici se usati correttamente ma pericolosissimi, se non si usa la testa».

D’Addario e Montereale: «Ti sfregio, fai una brutta fine». Finisce in tribunale la lite tra le fiamme di B.

«Ti devo sfregiare, ti devo distruggere, ti faccio fare una brutta fine» e, dopo averla minacciata, l’avrebbe colpita con calci, pugni e graffi sul viso. Patrizia D’Addario, la escort più famosa delle feste di Silvio Berlusconi, sarà processata dinanzi al giudice di pace di Bari per minacce e lesioni personali nei confronti di Barbara Montereale, un’altra delle ragazze di quelle serate ad Arcore e Palazzo Grazioli.

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Finisce così in Tribunale il litigio fra le due donne, risalente al 12 maggio 2014, nel pieno del processo «escort» che in primo grado si è concluso con quattro condanne fino a 7 anni e 10 mesi di reclusione nei confronti dell’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini e altri tre imputati accusati di reclutamento e favoreggiamento della prostituzione. Il processo è attualmente sospeso in secondo grado in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla legittimità della legge Merlin.
Nel maggio 2014 erano in corso le udienze dinanzi ai giudici baresi del processo di primo grado nelle quali sfilarono decine di ragazze portate a quelle feste. Una sera, dopo un incontro casuale a casa di amici comuni, Barbara Montereale e Patrizia D’Addario litigarono in strada, finendo entrambe in ospedale. L’ostilità tra le due arrivò al punto che quando il giudice dovette citarle come testimoni nel processo «escort», nel dicembre successivo, le convocò in orari diversi perché non si incontrassero.
«Dal 2009 subivo le incessanti mortificazioni da parte della signora D’Addario che in più occasioni mi ha denigrata e offesa» raccontava Montereale, la quale accusava la ex amica di averle rovinato la vita, coinvolgendola nel processo. «La mia vita era stata distrutta dalle sue vicende. Lei mi aveva rovinato la vita e lo sapeva benissimo che non sono mai stata pagata per prestazioni sessuali e che il presidente Berlusconi mi aveva fatto un regalo (diecimila euro dopo una notte passata in sua compagnia, ndr)».
Stando alla denuncia, D’Addario l’avrebbe prima insultata dicendole «sei una p… hai preso diecimila euro grazie a me, ti devo sfregiare», poi l’ avrebbe presa per i capelli, strattonata, fatta cadere, colpita con calci e pugni e anche tentato di strangolarla dinanzi alla figlia di pochi anni, fermata solo dall’intervento di alcune persone. Montereale si fece medicare in ospedale, dove i sanitari le riscontrarono traumi a testa, spalla e addome. Anche Patrizia D’Addario finì in ospedale quella sera, denunciando di essere stata a sua volta aggredita da Barbara Montereale, la quale però è stata prosciolta nei mesi scorsi per remissione tacita della querela in quanto D’Addario non si è presentata all’udienza. A raccontare quella serata sarà la stessa Montereale, citata come testimone all’udienza del prossimo 20 giugno, nel processo in cui è parte offesa.

Jamie Luner, star di “Melrose Place” accusata di aver molestato un minorenne

Jamie Luner, la Lexi Sterling di “Melrose Place”, è stata citata in giudizio dal 35enne Anthony Oliver che accusa essere stato drogato e molestato sessualmente dopo un party a Los Angeles. I fatti risalgono al 1998, quando il ragazzo aveva 16 anni. Secondo la denuncia, Jamie gli avrebbe fatto bere whiskey e somministrato alcune metanfetamine per poi portarlo in una stanza per girare un video mentre la donna ha iniziato a praticargli del sesso orale.

920x920Oggi, a vent’anni di distanza, Oliver ha deciso di denunciare formalmente l’attrice presentandosi al dipartimento di polizia di Los Angeles. Come scrive TMZ, l’uomo avrebbe deciso di parlare incoraggiato dal suo terapista, che sta frequentando per via dei suoi problemi di alcolismo.

Intanto il manger della Luner ha dichiarato: “Tutte queste accuse sono completamente infondate e le riteniamo parte di uno schema di estorsione mirata”. Aggiungendo che “Anthony Oliver ha una storia di cause legali e ha presentato 27 cause federali negli ultimi 8 anni”.

La vicenda finita nei verbali della polizia si sono svolte proprio negli anni in cui la Luner è entrata nel cast “Melrose Place”, nel corso della sesta stagione. Nella serie ambientata in un complesso residenziale di West Hollywood e che racconta storie, sogni, aspirazioni e quotidianità di un gruppo di giovani, l’attrice interpretava “Lexi” Sterling, conturbante e manipolatrice moglie di Brett Cooper, ruolo affidato a Linden Ashby.

Jo Squillo è stata pagata con il soldi destinati ai poveri: la denuncia choc

Alcuni soldi e beni alimentari destinati ai poveri del Comune di Trecate, in provincia di Novara, sarebbero serviti per pagare il cachet di Jo Squillo ospite della ‘Festa del riso’ lo scorso settembre. La denuncia arriva dal profilo Facebook di Marco Uboldi, consigliere Pd di Trecate.

jo-6“Il Consiglio comunal – scrive Uboldi dopo che la vicenda è stata riportata dal “Secolo XIX” – è convocato per dare risposte ai cittadini sulla gestione dei 500 pacchi alimentari destinati alle famiglie bisognose… la maggioranza, gli assessori ed il sindaco non si presentano”.

La vicenda parte dall’aggiudicazione alla Markas di Bolzano dell’appalto per la mensa scolastica, un affare da 9,1 milioni per 12 anni che includeva proprio i 500 pacchi alimentari all’anno da destinare ai bisognosi e 22 servizi di catering in occasione di eventi. L’amministrazione comunale, secondo le accuse dei democratici, avrebbe monetizzato una parte di questi servizi e usato i soldi per saldare il compenso di Jo Squillo, Johnson Righeira e Papa Winnie, gli artisti invitati alla Festa del riso. Da qui l’istanza Pd depositata il 5 febbraio scorso ed il Consiglio comunale straordinario disertato.

Isola dei Famosi, nuove accuse alla produzione: rischio chiusura anticipata

Ancora colpi di scena all’Isola dei Famosi. Il “canna-gate” non accenna a placarsi, anzi. Dopo le accuse di Eva Henger a Francesco Monte, le notizie continuano a rincorrersi.

1507276098_59d73540a604fIn puntata, Cecilia Capriotti avrebbe parlato di una riunione con gli autori in Honduras per parlare dell’affaire marijuana, prima della denuncia live della ex pornostar. Inoltre, nell’audio di Chiara Nasti fatto ascoltare da Striscia la Notizia, l’influencer avrebbe confermato che nella casetta l’ex tronista avrebbe fumato spinelli dalla mattina alla sera. E che tutti i concorrenti ne sarebbero stati a conoscenza.
A questo punto, l’ipotesi-bomba lanciata dal sito Anticipazioni.tv: “Per tutti questi motivi, sembra proprio che la produzione, Magnolia, stia seriamente valutando l’ipotesi di chiudere in anticipo il reality show di Canale 5”.
Insomma, l’inchiesta di Striscia sarebbe una bella spina nel fianco per il reality condotto da Alessia Marcuzzi. Come riporta il sito ilGiornale, in un audio mandato in onda si sentirebbe anche il marito di Eva prendersela con il capoprogetto del programma per aver consigliato alla moglie di denunciare in diretta. Ma Cecilia in puntata aveva specificato: “L’autore le disse di fare quello che si sentiva, ma che non condivideva il suo gesto”.
E dunque dov’è la verità? Chiusura anticipata in vista? Staremo a vedere.

Va al bar e dice alla titolare: “Non sono l’amante di tuo marito”. Ma tra le due finisce in rissa

Alle 13 di martedì i carabinieri della locale tenenza sono intervenuti in un noto bar per fermare una violenta rissa tra due donne, la titolare di 38 anni e la presunta amante di suo marito di 31. Quest’ultima alle 12.30 si era recata nel bar per mettere le cose in chiaro con la titolare, per spiegare che sono false le chiacchiere di una storia d’amore tra lei e il marito.

3506631_1403_lite_donne_vicenzaLa discussione è però degenerata e le due donne dalla parole sono passate alle urla e alle mani con graffi e tirate di capelli. In un crescendo violento la 31enne ha infranto una bottiglia in testa alla 38enne. Sono gli occhi degli sbalorditi clienti che hanno telefonato al 112. I militari del sottotenente Federico Seracini hanno diviso le due litiganti, successivamente trasportate dai sanitari del Suem all’ospedale di Vicenza per le medicazioni del caso. Nessuna delle due donne ha presentato denuncia.

“Steve Seagal accusato di stupro da due donne”

Nuove e gravi accuse di molestie per Steven Seagal: due donne gli contestano molestie sessuali e una delle due sostiene che l’attore la stuprò nel 1994 quando lei era ancora teen-ager. Le accuse, riportate da «The Wrap», mostrano uno schema comune: Seagal avrebbe invitato le donne a raggiungerlo in luoghi dove avrebbero dovuto trovarsi altre persone e dove invece c’era soltanto lui o al massimo una guardia del corpo. Entrambe le donne hanno fatto denuncia alla polizia di Los Angeles. Una di loro, Regina Simons, aveva 18 anni, è mormone ed era una comparsa sul set del film uscito nel 1994 «Deadly Ground».

Steven_Seagal_1Sostiene che Seagal la invitò a una festa «per festeggiare la fine delle riprese» e che scoprì di essere sola con lui, una volta arrivata a destinazione. Alla richiesta di dove fossero gli altri invitati, la Simons si sentì rispondere che «erano già andato via». La donna afferma che Seagal la portò in una stanza e chiuse la porta mettendole le mani addosso: «Si spogliò e prima che potessi fare qualcosa era sopra di me e mi ha stuprato». Regina ha detto che all’epoca non aveva ancora avuto un rapporto sessuale: «Rimasi congelata, come se la mia anima fosse uscita dal corpo». La Simons ha detto che all’epoca confidò l’accaduto a una amica e al suo vescovo mormone: entrambi hanno confermato. Un’altra donna, Fabiola Davis, ha accusato Seagal di averla aggredita nel 2002 durante quella che avrebbe dovuto essere «una audizione privata» nella sua stanza di albergo. Con l’attore era una guardia del corpo che le impedì di uscire quando le avances avevano raggiunto il livello di guardia. Le nuove accuse non sono le prime per Seagal. Altre attrici tra cui Portia de Rossi e Jenny McCarthy sostengono di esser state molestate. (ANSA).

Pipì tra due ambulanze davanti al Duomo di Firenze, ragazza di 23 anni viene immortalata e la foto finisce sui social

Oltre al danno la beffa. Una denuncia e due multe. Ecco i provvedimenti emessi dalla Polizia Municipale nei confronti di una donna di nazionalità romena. E tra le multe anche quella per aver fatto la pipì a cielo aperto una settimana fa. La donna era stata fotografata mentre stata espletando i suoi bisogni tra due autoambulanze in piazza del Duomo e la foto era stata rimbalzata su social e su vari siti web. Ieri è stata riconosciuta dagli agenti e multata. Tutto è successo ieri pomeriggio.

firenze_pipi_tra_ambulanze_2017_12_13____21181951 (1)Una pattuglia del reparto antidegrado era in servizio sul lungarno Archibusieri quando ha notato due donne con il viso dipinto di bianco, vestite con delle tuniche sempre bianche e berretti da Babbo Natale. Le due donne chiedevano insistentemente e con fare molesto l’elemosina ai passanti. Gli agenti sono quindi intervenuti ma le due si sono date alla fuga: una è riuscita a far perdere le proprie tracce tra la gente mentre la seconda è stata raggiunta e fermata dagli agenti in piazza dei Giudici.
La donna si è rifiutata di fornire le proprie generalità e per questo è stata accompagnata al reparto in via dell’Agnolo. Capita la mala parata, la donna ha finalmente mostrato il suo documento di identità: si tratta di una 23enne di nazionalità rumena senza fissa dimora, già nota alle forze dell’ordine. Durante i controlli gli agenti hanno riconosciuto la donna come quella immortalata in una foto circolata una settimana fa sui sociali e sul web mentre stava orinando tra due autoambulanze della Misericordia di piazza del Duomo. Per lei quindi oltre alla denuncia per il rifiuto di fornire le generalità (art 651 codice penale con arresto fino a un mese e ammenda fino a 206 euro), è stata anche multata per la questua molesta (160 euro) e per aver orinato a cielo aperto (400 euro).

Le aspiranti toghe? “In minigonna e tacchi a spillo”. Scandalo hot alla scuola privata per magistrati

La Procura di Bari ha aperto un’indagine conoscitiva sulla vicenda relativa al giudice del Consiglio di Stato Francesco Bellomo, di origini baresi, che avrebbe obbligato le allieve della sua scuola privata di formazione per magistrati «Diritto e Scienza» a presentarsi ai corsi in minigonna, tacchi a spillo e trucco marcato, pretendendo anche che non fossero sposate.

1057238Questo è quanto denuncia il padre di una studentessa: denuncia, presentata a Piacenza, che ha dato avvio fino ad oggi a un procedimento disciplinare nei confronti del consigliere e ad accertamenti sull’intera vicenda anche sul piano penale, come scritto da alcuni quotidiani. La scuola ha tre sedi in Italia, a Milano, Roma e Bari. Oggi i magistrati di via Nazariantz hanno aperto un fascicolo «modello 45», cioè senza ipotesi di reato né indagati, proprio per accertare eventuali condotte illecite commesse anche nel capoluogo pugliese.

21-U434101318907360-kjQC-U43410133169718hEE-1224x916@Corriere-Web-Nazionale-593x443_11182105DENUNCIA, ‘VITA DISTRUTTA’ «Mia figlia sta cercando di tornare a una vita normale», dice il padre della ragazza piacentina che accusa Francesco Bellomo, il consigliere di Stato, direttore della scuola ‘Diritto e scienzà finito nella bufera per i contratti ai borsisti. La ragazza ha denunciato vessazioni e minacce durante il corso per aspiranti magistrati. L’uomo riferisce che la ragazza – laureata alla Cattolica di Piacenza – ora sta meglio ma «questa odissea le ha distrutto la vita. Ha ripreso a mangiare e a studiare, ma è ancora in cura dagli psicologi».
Ripete che la figlia «è stata sotto ricatto per troppo tempo attraverso il contratto che come borsista doveva firmare per mantenere la borsa di studio». Bellomo avrebbe cercato, dopo aver appreso della denuncia, di arrivare a una conciliazione con la ragazza. Avrebbe inviato i carabinieri per convincere la famiglia a cedere. «Sono venuti più volte, chiedevano a mia figlia di firmare un atto di conciliazione. Sono venuti a maggio, e poi a ottobre, ma lei era in ospedale».
“FARE PRESTO CHIAREZZA” L’Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi, Anma, sul caso del Consigliere di Stato, Francesco Bellomo, direttore della scuola per aspiranti magistrati «Diritto e Scienza», attorno al quale si aperto un caso per presunte minacce e pressioni nei confronti di alcune allieve, chiede che si chiariscano con rapidità i fatti: «Si intervenga con la massima sollecitudine – sottolinea Fabio Mattei, presidente Anma – ma allo stesso tempo evitiamo, poiché non è in gioco la funzione giurisdizionale, che un episodio diventi l’occasione per un’altra caccia alle streghe contro la giustizia amministrativa».
«Gli organi di controllo disciplinari – aggiunge Mattei – sono già stati attivati, a dimostrazione di un sistema che funziona che, con i dovuti approfondimenti, verificherà la vicenda. Sia chiaro, comunque, che nella giustizia amministrativa non c’è spazio per condotte quali quelle riportate dalla stampa».
IL 15 UDIENZA CSM SU PM NALIN È prevista per venerdì l’udienza cautelare nella sezione disciplinare del Csm su Davide Nalin, pm a Rovigo e stretto collaboratore del consigliere di Stato Francesco Bellomo, direttore della scuola per aspiranti magistrati «Diritto e Scienza», attorno al quale si aperto un caso dopo la denuncia di pressioni nei confronti di alcune allieve. Su Nalin pende la richiesta del Pg della Cassazione di sospensione cautelare dalla funzione e dallo stipendio.