Fabrizio Corona: «Io come Padre Pio, ecco cosa abbiamo in comune». E appena uscito dal carcere spende 9mila euro per…

«Lui è stato un perseguitato come me e come me era ossessionato dal danaro, anche se per motivi diversi». Così Fabrizio Corona si paragona a Padre Pio in un’intervista rilasciata ArtsLife, che ha pubblicato qualche estratto.

fabrizio_corona_padre_pio_22194223 (1)«Chiedeva soldi a tutti, benestanti e non, per costruire l’ospedale più all’avanguardia d’Europa – ha proseguito Corona – Era un ambizioso e ha lottato contro tutti. Lo ripeto, io mi rivedo in lui, pur se in forma diversa».
Ritornando a ciò che ha vissuto in carcere spiega come si sente ora: «Sono diventato un santo. Basta vita mondana. Nei locali vado solo se mi coprono d’oro». E una volta tornato in libertà il primo gesto che ha fatto è stato quello di acquistare una banconota che ritrae il volto di Padre Pio ad opera di un’artista di cui pare si sia invaghito, Alessandro Giorgetti.

«In carcere – dice – avevo letto su una rivista che c’erano queste banconote col volto del santo e ne sono rimasto colpito. E mi hanno emozionato le motivazioni che hanno spinto l’artista a volerle creare.?Quando l’ho incontrato ho provato una sensazione indescrivibile nel vederle dal vivo. Oggi sento che mi rappresentano appieno e ringrazio il Maestro Alessandro Giorgetti per averle concepite».

Ludovica Frasca senza reggiseno… abbraccia Vittorio Brumotti

“Ma uno non può neanche limonare con una sua ex collega che subito arrivano i paparazzi”. Vittorio Brumotti incontra per strada a Milano Ludovica Frasca, seduta al tavolino di un bar con un amico e si ferma a salutarla.

C_2_fotogallery_3087870_0_imageI fotografi impazziscono, ma lui scherza e li riprende nelle sue storie Instagram. Intanto la ex velina non passa inosservata, non tanto per il caloroso saluto a Brumotti, quanto piuttosto per il top che lascia intravedere il seno in libertà…

Miriam Leone, primo bagno a casa

Il primo bagno di stagione Miriam Leone lo fa nella sua terra, la Sicilia. L’attrice si tuffa in acqua e riemerge felice, con un sorriso contagioso e un corpo da sirena…

C_2_articolo_3137204_upiFoto1F“Mi casa (perché qui sono nata, qui sono cresciuta, qui ho imparato a non affogare, a nuotare, a tuffarmi, ad andare giù e risalire e il valore della mia libertà)”, scrive a margine di una sequenza di scatti in cui condivide il primo bagno di stagione. E dove poteva essere se non nella sua amata Sicilia? Solare e bella nelle sue forme perfette esaltate da un costume intero fa incetta di complimenti su Instagram.

Matteo Martari, l’attore con cui è stata pizzicata in atteggiamenti intimi lo scorso novembre, non si vede. Che sia stato proprio lui ad avere immortalato Miriam nel suo angolo di mondo preferito?

Kasia Smutniak completamente nuda

“Finora ho mimetizzato la mia parte femminile e l’ho nascosta allo scopo di essere presa sul serio. Adesso che ho quasi 40 anni sento che è il momento di tirarla fuori con grande tranquillità… Sono stata felice di mettermi a nudo” Kasia Smutniak per la prima volta si spoglia completamente e lo fa per la cover di Vanity Fair dove campeggia in tutto il suo splendore.

C_2_articolo_3134850_upiImagepp“Parliamo sempre di libertà delle donne, ma spesso ci vestiamo e ci comportiamo da uomini. Io per anni, la gonna non l’ho mai messa” racconta Kasia che sente di aver fatto un percorso di consapevolezza e ora si sente veramente libera.

“Noi donne spesso siamo le prime a giudicare un’altra donna anche da come si veste” continua l’attrice, compagna di Domenico Procacci e mamma di due bambini, Sophie, 13 anni, nata dalla relazione con Pietro Taricone scomparso nel 2010, e Leone, 3 anni, avuto dal produttore Procacci. “Le donne vogliono e devono avere gli stessi diritti dell’uomo, ma non si può pretendere… che siano uguali a lui. E’ una forzatura, una pretesa sbagliata… Uomini e donne sono complementari, mai uguali. Lo vedo anche dai miei figli: una femmina e un maschio” continua la Smutniak.

Gli amici le hanno detto: “Datti un po’ di pace, mostrati, esiste la rete”. Kasia ha aperto un profilo Instagram, ma confessa: “Alla prima foto messa, dietro certe palmette a Los Angeles, mi sono subito vergognata e appena sono arrivati i like, l’ho tolta di corsa”. Racconta a Vanity di essere una persona in viaggio: “Faccio progressi… e continuano a piacermi ancora molto vento e temporali. La mia dimensione ideale”.

La escort che conosce i segreti di Trump: Anastasia, arrestata in Thailandia, e il giallo dell’oligarca russo

Sul suo nome, e la sua vita, c’è un alone di mistero: la escort bielorussa Anastasia Vashukevich, conosciuta come Nastya Ribka sui suoi profili social, arrestata a febbraio in Thailandia contro un presunto «guru del sesso» russo, è comparsa oggi per la prima volta al tribunale di Pattaya. Anastasia conoscerebbe – a sentire le sue parole – segreti che proverebbero un coinvolgimento russo nelle operazioni per influenzare le elezioni statunitensi, operazioni che avrebbero poi portato Donald Trump alla vittoria e quindi alla Casa Bianca.

3675562_1301_escort_conosce_segreti_trumpVashukevich, arrestata assieme ad altre persone durante una sessione del corso sessuale che il ‘guru’ Alexander Kirillov teneva a Pattaya, è accusata di lavorare senza permesso ma anche di complotto e istigazione alla prostituzione. La donna ha detto di temere per la propria incolumità se verrà rimessa in libertà in Russia, date le informazioni compromettenti di cui sarebbe a conoscenza.
La ragazza sostiene di essere entrata in possesso di queste informazioni (che non vuole però rivelare) grazie alla sua frequentazione dell’oligarca russo Oleg Deripaska, in passato socio d’affari di Paul Manafort, ex manager della campagna elettorale di Trump e indagato per riciclaggio di denaro nell’ambito dell’inchiesta di Robert Mueller sulle presunte interferenze russe nelle elezioni del 2016. In particolare, la 21enne sostiene di essere stata testimone di un incontro tra Deripaska e tre americani di cui non ha rivelato l’identità.

Corona, rissa fuori dall’Hollywood: «Ti vengo a prendere, pezzo di m…». Libertà vigilata di nuovo a rischio?

Uscito da poco dal carcere, Fabrizio Corona non riesce davvero a non combinarne una al giorno, e adesso rischia di tornarci ancora: l’ex fotografo dei vip torna a far parlare di sé per una lite avvenuta la scorsa notte davanti a un locale del centro di Milano. Corona, in un video pubblicato in esclusiva dal sito «MilanoToday», inveisce contro un altro uomo di cui non si riesce a capire l’identità che si trova all’ingresso di una discoteca, circondato da un capannello di persone che fa da muro.

3649693_1215_corona_video_minacceLe immagini partono dal momento in cui Corona si sta allontanando dal luogo urlando «ti vengo a prendere a costo di tornare in galera». Pochi secondi dopo attraversa la strada, raggiunge l’ingresso e continua a rivolgersi con toni violenti all’interlocutore dicendogli «devi chiedermi scusa in ginocchio, pezzo di m…». In un passaggio sembra che sferri un calcio, sottolineato da un verso di sorpresa dei presenti. Il filmato si interrompe mentre l’azione è ancora in corso.
È l’ennesima intemperanza dell’ex fotografo dei vip, che si trova in una delicata posizione costantemente monitorata dalla magistratura di sorveglianza. Le forze dell’ordine, per quanto comunicato finora, non hanno ricevuto segnalazioni per l’episodio. Corona è in affidamento terapeutico dal 21 febbraio scorso, quando ha potuto lasciare il carcere di San Vittore. Si attende di capire se la lite avrà ripercussioni sul suo percorso giudiziario e se comporterà l’annullamento della misura.

Report, minacce al conduttore Sigfrido Ranucci su Facebook: “Hai segnato la tua condanna…”

Minacce a ‘Report’ e al suo conduttore Sigfrido Ranucci sono state postate sulla pagina Facebook del programma di Rai3. Nel post si attacca Ranucci per la sua intervista a Stefano Vaj, consigliere nazionale dell’Associazione Italiana Transumanisti.

3645894_2225_report_minacce_ranucci“Sigfrido Ranucci – si legge – con l’intervista a Stefano Vaj mandata in onda da Report hai segnato la tua condanna, maledirai il giorno in cui hai mandato in onda quella intervista te lo giuro su ciò che ho più caro. Fosse l’ultima cosa che faccio nella mia vita la tua carriera è finita”. E ancora: “Potevi presentare il transumanesimo in mille modi diversi, hai scelto il peggiore, quello che ti ha condannato e non ti servirà andare a leccare a qualche deretano sei finito…”.
La Rai esprime “massima solidarietà al giornalista e alla redazione del programma a seguito delle “gravi minacce” arrivate dopo la puntata di ieri sera e “si muoverà in tutte le sedi opportune a loro tutela”. L’azienda “ribadisce che il lavoro di inchiesta di ‘Report’ appartiene pienamente allo spirito e alla missione del servizio pubblico, che è e sarà sempre dalla parte della libertà di informazione”.

Fnsi e Usigrai, esprimendo “piena solidarietà” alla redazione di ‘Report’ e a Ranucci, assicurano: “Saremo al loro fianco per tutelarli in tutte le sedi necessarie”. “Nessuna intimidazione – sottolineano – ci farà fare un passo indietro dal nostro impegno per la libertà di informazione. I vigliacchi che si nascondono dietro a uno schermo e una tastiera non ci fanno paura”. “Questo episodio – aggiungono – conferma l’urgenza di norme a tutela dell’art.21 della Costituzione e del diritto dei cittadini a essere informati”.

Fabrizio Corona e l’incontro con Massimo Giletti, accordi per un’intervista in tv?

Fabrizio Corona sta portando avanti il suo percorso di recupero e, tranne qualche deifallance con alcuni post sui social, sembra stia rispettando alla lettera le restrizioni imposte dai giudici per la libertà condizionata.

massimo-giletti-e-fabrizio-coronaIl settimanale Spy ha però avvistato l’ex re dei paparazzi insieme a Massimo Giletti, conduttore su La7 di Non è l’arena. I due sono amici da molto tempo e sono stati avvistati fuori da un locale di Milano ma sembra che lo scopo del loro incontro non fosse puramente di piacere. Secondo il settimanale potrebbero aver preso accordi per un’intervista esclusiva. Si tratta però solo di un’ipotesi e in questo momento non sarebbe affatto pensabile, visto che tra le restrizioni per Corona c’è il divieto assoluto di partecipare a programmi tv o di rilasciare interviste.

Sarkozy indagato e in libertà condizionata, interrogato per 25 ore

L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta sui presunti finanziamenti libici alla sua campagna presidenziale del 2007 che segnò il suo trionfale ingresso all’Eliseo.

download (36)Lo scrive Le Monde. L’ex capo dello Stato è stato posto anche «sotto controllo giudiziario», una misura coercitiva simile alla libertà condizionata. Secondo il diritto francese questo può comportare restrizioni nei movimenti o un obbligo di informare il giudice sui propri spostamenti, come anche il divieto di andare all’estero o il divieto di contattare o incontrare determinati individui. Sarkozy è stato interrogato per 25 ore a Nanterre, dove c’è il polo anticorruzione della polizia francese. L’interrogatorio era stato interrotto per consentire all’ex capo dello stato di rientrare per la notte a casa.

La guerra in Libia e lo spettro del colonnello libico Muammar Gheddafi risvegliano dunque i peggiori incubi di Sarkozy. Le accuse sono state sempre respinte con vigore da Sarkozy, come nel novembre 2016, durante il confronto in tv tra i candidati alle primarie del centrodestra. Al giornalista David Pujadas che dinanzi a milioni di telespettatori lo interrogò sull’ipotesi mazzette, l’ex presidente sbottò: «Tutto questo è indegno, siamo sulla rete pubblica». Poi, riferendosi a Ziad Takieddine, il faccendiere franco-libanese che nello stesso periodo dichiarò di aver trasportato 5 milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi tra fine 2006 e inizio 2007, alla vigilia della corsa all’Eliseo: «Non si vergogna a dar eco a un uomo che ha scontato il carcere, pluricondannato per diffamazione e che è un bugiardo?».

Dalla pubblicazione, nel maggio 2012, da parte del sito Mediapart, di un documento libico che evocava le presunte
tangenti, le indagini dei magistrati sono molto progredite, rafforzando i sospetti. Nelle varie ricostruzioni viene evocato un finanziamento di quasi 50 milioni di euro tra Tripoli e Parigi. I giudici sarebbero inoltre in possesso di un misterioso quaderno con le note manoscritte di un ex responsabile del regime libico: queste indicherebbero una serie di bonifici occulti a favore dell’ex presidente da parte di Gheddafi.

Transazioni, precisa Mediapart, che sarebbero state realizzate al momento della sua elezione nel 2007 per un totale di oltre 6,5 milioni di euro. Secondo il giornale on-line, il documento apparteneva a Choukri Ghanem, ex capo del governo (2003-2006) e ministro del Petrolio (2006-2011) della Libia, il cui cadavere venne ritrovato nel 2012 a Vienna, nel Danubio: un giallo nel giallo. Già condannato per sottrazione di fondi pubblici, indagato, Claude Gueant, l’ex direttore generale dell’Eliseo e fedele ministro dell’Interno di Sarkozy ha dichiarato oggi di «non aver mai visto un centesimo di finanziamento libico». È la prima volta che l’ex uomo forte dei Républicains, ancora molto influente nella sua famiglia politica nonostante l’ufficiale addio alla politica dopo la sconfitta alle primarie, viene interrogato su queste accuse dall’apertura dell’inchiesta nel 2013.

Lo scorso ottobre, i giornalisti di Mediapart, Fabrice Arfi e Karl Laske, pubblicavano ‘Avec les compliments du Guidè, sintesi potenzialmente esplosiva di un’inchiesta durata sei anni. «Accuse minuziose, documentate, argomentate, che lasciano senza parole sui retroscena nauseabondi della Republique», commentò Le Monde, parlando di documento «spaventoso». Quanto alle sessanta domande rivolte dai due cronisti, l’ex presidente non ha mai risposto.

Nel dicembre 2007 Sarkozy, eletto da poco, accolse con tutti gli onori Gheddafi a Parigi – le immagini della sua tenda piantata nei sontuosi giardini della presidenza fecero il giro del mondo – salvo poi volerlo abbattere a tutti i costi nella campagna militare che quattro anni dopo, nel 2011, a un anno dalla fine del suo primo (e ultimo) quinquennato, promosse a tambur battente in Europa e alle Nazioni Unite. Evocando il suo rapporto di «rispetto» con l’ex presidente, l’attuale premier ed ex membro del centrodestra Edouard Philippe non ha voluto commentare, mentre un suo ministro, l’ex socialista Stéphane Travert, ha ritenuto «utile che la giustizia faccia luce».

In qualità di testimone, è stato interrogato anche l’eurodeputato fedelissimo di Sarkozy, Brice Hortefeux. In una nota, i Républicains difendono il «principio di presunzione di innocenza» e forniscono «pieno sostegno» all’ex presidente. Mentre il capogruppo del partito all’Assemblea Nazionale, Christian Jacob, denuncia un «incomprensibile accanimento».

Fabrizio Corona libero, Silvia Provvedi: “Il giorno della scarcerazione abbiamo fatto l’amore come fosse la prima volta”

«Fabrizio è stato scarcerato il 21 febbraio scorso dopo aver passato 16 mesi a San Vittore, non chiedetevi se abbiamo subito fatto l’amore, perché è stato come la prima volta». Così Silvia Provvedi, fidanzata di Fabrizio Corona, sulla nuova vita dell’ex ‘re dei paparazzi’ dopo la scarcerazione. In un’intervista a Chi, nel numero in edicola da domani, la cantante del duo ‘Le Donatella’ ha spiegato come il suo fidanzato ripartirà la libertà ritrovata.

fabrizio-corona-silvia-provvedi-sesso_27142702«Fabrizio ricomincia da alcune privazioni e da altre soddisfazioni: niente interviste, niente social, niente eventi né ristoranti. Andrà in un centro di recupero, la comunità Alba di Bacco, dove trascorrerà gran parte della sua giornata e potrà lavorare per tre ore. Per due giorni a settimana si recherà invece allo Smi, un istituto che cura chi soffre di dipendenze» – ha raccontato Silvia – «Questa volta, quando Fabrizio è uscito, c’eravamo solo io, mia sorella Giulia, un suo amico e i fotografi. Tutti gli altri amici del cuore? Questa volta non c’era nessuno. Noi intanto pensiamo ad allargare casa, non alle nozze. Un figlio? Vedremo…».