Fabrizio Corona, Alba Parietti: «Ha qualità ma è il primo nemico di sé»

«Fabrizio Corona è tutto tranne che una persona furba. Ha delle qualità notevoli, un’intelligenza analitica, dice delle cose condivisibili ma purtroppo diventa nemico di se stesso, quando non riesce a frenare il suo lato narcisistico e soprattutto quella volontà di essere un pessimo esempio». Alba Parietti prova a difendere il lato difendibile del manager dei fotografi più discusso e martoriato di sempre.

3805360_0903_corona_alba_parietti«Corona è più malato che furbo», aggiunge Alba, «È una sintesi tra la malattia, l’intelligenza, la provocazione. Ha la dote di saper dire le cose in faccia e come stanno, ma poi rovina sempre tutto, pagando a caro prezzo sulla sua pelle. È un caso patologico, un esempio di vero bipolare». «I giudici continua Parietti sono esseri umani che hanno in mano il potere. Anche a me è capitato di avere sentenze stravolte per casi banali. E se fossi stata una persona fragile, l’avrei scambiato per istigazione al suicidio. Corona purtroppo li sfida. E se i giudici mollassero darebbero la sensazione di non punire il suo atteggiamento».

Eleonora Brigliadori rischia l’esclusione da Pechino Express a causa della polemica con Nadia Toffa.

Non si placano le polemiche sulla partecipazione di Eleonora Brigliadori a Pechino Express. A mettere acqua sul fuoco ci ha pensato la stessa ex attrice che ha pubblicato un commento choc sulla malattia contro cui sta combattendo da mesi Nadia Toffa, che in passato aveva fatto un servizio su di lei a Le Iene.

3806584_1122_eleonora_brigliadori_nadia_toffaLa Brigliadori è nota per le sue convinzioni discutibili sul cancro e su come curare tale patologia senza ricorrere alla terapia tradizionale. Teorie e pratiche, quelle diffuse anche sui social dall’ex annunciatrice tv, molto pericolose e che possono mettere a rischio vite umane. Ma a far traboccare un vaso già stracolmo, è stato un commento che la Brigliadori ha riservato contro la Toffa: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso, il destino mostra le false teorie nella vita e dove la salute scompare la falsità avanza”. Parole inaccettabili che hanno messo in rivolta gli utenti del web, che ora chiedono l’espulsione dell’ex attrice dal reality di Rai 2.

Nadia Toffa e il cancro, Eleonora Brigliadori choc: «Chi è causa del suo mal pianga se stesso»

Eleonora Brigliadori contro Nadia Toffa. La conduttrice de Le Iene sta combattendo ormai da diversi mesi contro il cancro che la affligge e che le ha impedito per lungo tempo di essere al timone della trasmissione di Italia 1: ma per qualcuno la sua malattia non è qualcosa per cui mostrare empatia, ma un modo per attaccare Nadia.

3805012_1947_nadia_toffa_eleonora_brigliadoriSuccede anche questo, e la protagonista è appunto Eleonora Brigliadori, attrice e conduttrice tv 58enne, da anni sostenitrice del “metodo Hamer” (che sostiene come la genesi delle malattie sia legata a traumi o conflitti non risolti) e di metodi sciamanici per curare il cancro, invece della chemioterapia. Tema su cui la Toffa realizzò un servizio proprio per Le Iene, particolare che deve essersi legata al dito fino ad ora.
In un commento su Facebook, la Brigliadori ha usato parole terribili per Nadia Toffa: «Chi è causa del suo mal pianga se stesso, il destino mostra le false teorie nella vita e dove la salute scompare la falsità avanza», ha scritto, rispondendo al commento di un altro utente. La Brigliadori dovrebbe tra l’altro tornare in tv nelle prossime settimane sulla Rai, che l’ha arruolata per la prossima edizione di Pechino Express: sul web sono in molti a chiedere ora alla tv pubblica di ripensarci.

Harry si sposa, ma il suo (presunto) vero padre non c’era: «Amante di Lady D per 5 anni»

Della sua presunta paternità di Harry, si parla da anni ma senza prove e senza conferme: lui si chiama James Hewitt, è un ex ufficiale dell’esercito 60enne e per cinque anni è stato l’amante di Lady Diana, prima che il matrimonio della principessa con il principe Carlo finisse e prima che la stessa si legasse a Dodi Al Fayed, con cui trovò poi la morte a Parigi.

_79990068_harry_largeSecondo alcune “leggende metropolitane”, basate sulla vaga somiglianza ma mai confermate, Hewitt sarebbe anche il padre di Harry, il secondogenito di Lady D che sabato scorso ha sposato la sua Meghan Markle in quello che è stato non solo il matrimonio ma l’evento dell’anno 2018. E inevitabilmente i paparazzi, nel giorno del Royal Wedding, sono andati a cercare Hewitt, che ha sempre smentito la presunta paternità di Harry: e lo hanno trovato nel Devon, a Exeter, dove era in compagnia di una bionda, con cui ha prima fatto la spesa, poi passato il pomeriggio. Non era ovviamente invitato alle nozze.

Hewitt è reduce da una malattia che ha messo a rischio la sua vita, ma da cui sembra essersi ben ripreso. La sua relazione con Diana andò avanti fino al 1991, quando l’uomo fu inviato in Iraq nella Guerra del Golfo: le voci sulla sua presunta paternità sono andate avanti per anni, nonostante sia stato poi confermata la relazione ma solo dal 1986 in poi, il che esclude l’ipotesi dato che Harry è nato nel 1984.

Georgette Polizzi choc: «Dovrò vivere sulla sedia a rotelle, la malattia si è impossessata di me»

Georgette Polizzi esce dall’ospedale costretta sulla sedia a rotelle ma attraverso i social confessa che dovrà convivere per sempre con la malattia che l’ha colpita. L’ex concorrente di “Temptation Island” infatti è stata ricoverata qualche tempo fa in una struttura sanitaria per problemi neurologici e ora, uscita, ha condiviso sul social il suo stato di salute.

georgette-polizi-malattia_17173231“Ufficialmente tornata nel mio mondo @georgettepol_brand E adesso devo solo tornare a spaccare i culi !! – ha scritto sul social – Come vi ho detto nelle storie appena avrò metabolizzato vi parlerò della malattia che ha deciso di impossessarsi di me con la quale dovrò convivere per la vita!
Molte se ne sono dette… forse troppe ma prometto che ve ne parlerò a cuore aperto per aiutare chi come me ne è vittima… per lanciare il messaggio che che con la forza di volontà si può tornare a volare!!”.

Robin Williams, le rivelazioni segrete sugli ultimi giorni di vita: «Quella diagnosi sbagliata»

«Sapeva di non essere più lui, soffriva perché non riusciva più a farsi apprezzare dal pubblico». È questa una delle rivelazioni sugli ultimi mesi e giorni di vita di Robin Williams, l’indimenticato attore morto suicida l’11 agosto 2014 all’età di 63 anni. A raccoglierle, in un libro dal titolo Robin, è stato Dave Itzkoff, giornalista del New York Times e scrittore.
La rivelazione più importante, raccolta grazie alla testimonianza di Susan Schneider, terza e ultima moglie di Robin Williams, riguarda la malattia che aveva colpito l’attore. Tutti i medici che lo avevano visitato, infatti, gli avevano diagnosticato il morbo di Parkinson, ma solo pochi mesi prima della morte un esperto di neuropatologie era riuscito a individuare la vera natura del male: si trattava della demenza a corpi di Levy, simile all’Alzheimer, con cui l’attore ha dovuto convivere per lungo tempo.

1518192962644.JPG--il_suicidio_di_robin_williams_avrebbe_provocato_un_aumento_di_suicidi_in_americaCheri Minns, truccatrice del cast del film Una notte al museo, è una delle persone intervistate da Itzkoff. La sua testimonianza è una delle più importanti: «Faceva fatica a camminare, ma le condizioni peggiori riguardavano il suo stato mentale. Non riusciva a ricordare le battute ed era demoralizzato, piangeva spesso tra le mie braccia, era una situazione terribile. Io gli suggerii di tornare al cabaret, ma lui mi disse: “Non posso, non so più essere divertente”. Piangeva ogni giorno, al termine delle riprese, io però ero solo una truccatrice, non una psicologa, e per questo consigliai al suo entourage di farlo seguire da uno specialista, ne aveva bisogno».

La malattia, di fatto, aveva cambiato Robin Williams fino a renderlo irriconoscibile a se stesso e alla sua famiglia. La moglie Susan ha dichiarato a Itzkoff: «Aveva un’andatura lenta e claudicante e a volte non riusciva a muoversi, ma la cosa peggiore era quando si bloccava perché parlando non riusciva a trovare le parole: si notava benissimo quanto fosse frustrante per lui. Aveva anche problemi di vista, non riusciva a valutare bene la distanza e la profondità. Era spesso confuso, prima che gli diagnosticassero la malattia pensavamo fosse ipocondriaco, ma non era così. Lui era perfettamente cosciente del male che lo aveva colpito, ma cercava sempre di controllarsi. Nell’ultimo mese non ce la faceva più, ed è così che si è arrivati alla caduta finale. La nostra famiglia ha sofferto tanto per la sua morte, ma l’ho perdonato, non posso rinfacciargli nulla. Lui è stato il miglior uomo che abbia conosciuto in tutta la mia vita».

Georgette Polizzi su una sedia a rotelle: «Voglio tornare a camminare»

Attraverso un post apparso su Instagram, la star di Temptation Island 2016 Georgette Polizzi ha fatto sapere che in questi giorni non versa in splendide condizioni fisiche e che si trova costretta su una sedia a rotelle. L’ex partecipante del reality delle coppie aveva confessato a Domenica Live di soffrire di una “rara malattia che mi porta ad avere degli ascessi interni e hanno dovuto rimuovermi anche degli organi in passato”.

georgette-polizzi-sedia-rotelle_27153059Nello stesso ultimo post, Georgette Polizzi – che non si è mai persa d’animo ogni volta che ha dovuto sopportare periodi bui e difficoltà indicibili – ha rassicurato i suoi fan: “Lotterò con tutta me stessa per tornare a camminare”. Ecco come sta ora.
La stilista fidanzata con Davide ha pubblicato un lungo messaggio in cui leggiamo:

“Tutto avrei pensato nella mia vita tranne di trovarmi costretta su di una sedia rotelle incapace di gestire e sentire il mio corpo…Ed invece eccomi qui!! Nel mio reparto mi hanno già soprannominato la “leonessa cazzuta”… ”

L’ex partecipante del reality delle coppie aveva confessato a Domenica Live di soffrire di una “rara malattia che mi porta ad avere degli ascessi interni e hanno dovuto rimuovermi anche degli organi in passato”.

Nello stesso ultimo post, Georgette Polizzi – che non si è mai persa d’animo ogni volta che ha dovuto sopportare periodi bui e difficoltà indicibili – ha rassicurato i suoi fan:

“Lotterò con tutta me stessa per tornare a camminare, perché lo devo in primis a me stessa e alla mia instancabile voglia di vivere… lo devo al mio uomo che in questi giorni con gli occhi lucidi mi ha promesso che anche se dovessi fallire resterà al mio fianco per sempre… che mi ha detto di essersi innamorato una seconda volta perché nonostante tutto non ho mai perso il sorriso. Lo devo a quegli amici che sono stati sul bordo del mio letto d’ospedale annullando la loro vita fuori… ed in parte lo devo a voi Pollini che mi avete innondato di messaggi di sostegno”.

Soltanto tre giorni fa Georgette, accanto a una foto di Davide che la tiene per mano, ha espresso una certa frustrazione per le sue condizioni di salute:

“Porca vacca se è strana la vita…Ve lo dico sempre che non smette mai di stupire. E così in men che non si dica ti ritrovi in un letto di ospedale con un dottore che ti dice che dovrai restarci per un bel po di giorni…”

Ci auguriamo come chi la segue, che la Polly si alzi dalla sedia a rotelle e che la sua vita torni presto alla normalità.

Sara Tommasi a Le Iene: «Ero bipolare, pensavo di morire». La showgirl parla dopo 4 anni di incubo

La malattia, la sofferenza, quel film hard di cui ha parlato tutta Italia con alcune persone che hanno sfruttato la sua fragilità. Sara Tommasi, dopo tanto tempo, è tornata a parlare e lo ha fatto con Le Iene, che l’hanno intervistata nella puntata andata in onda mercoledì. «Pensavo di non venirne più fuori, di morire. Questa malattia non ti dà più energie, è come se fossi un automa, una marionetta», ha detto Sara.

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«Ora che ho riacquistato la salute sto meglio. Mi sono ricordata chi ero – continua Sara, laureata alla Bocconi, modella, showgirl per anni in televisione – Avevo bisogno di aiuto, ero un morto che camminava. Il disturbo di cui ho sofferto, il bipolarismo, ti toglie energie, non sei più capace a fare niente, a prendere un taxi, non ti ricordi chi sei, non sai dove andare».

Tante persone hanno sfruttato quei momenti di debolezza per portarla ad eccessi di cui ora è pentita. «Quelle cose non mi appartengono – dice – Non ero assolutamente io. Non parlavo bene, non mi ricordavo le frasi. Non ce l’ho con nessuno, do colpa soprattutto a me stessa». Un periodo lungo 4 anni. «Sono stata in ospedale per cinque mesi, quando sono uscita mi sentivo invalida – conclude – i farmaci per fortuna mi hanno permesso di uscirne».

Ciò che ha fatto in quegli anni le porta anche episodi antipatici: alcune persone, quando la trovano per strada, la apostrofano in maniera poco simpatica. «Mi capita che magari sono in giro e viene qualche idiota a dirmi “andiamo…. Io mi vergogno di ciò che ho fatto, queste cose mi portano a chiudermi in casa e a non uscire. Per fortuna ho la mia famiglia,  da loro mi sento amata».

Ulcera carnivora, l’epidemia misteriosa: «Non sappiamo come si diffonde»

Definita come ‘’l’ulcera carnivora’’ quella del Buruli è la nuova spaventosa malattia epidemica che si sta diffondendo in Australia del sud e che porta all’indebolimento del sistema immunitario e alla morte degli organi.
E’ un allarme secondo i medici australiani l’aumento dei malati di questa infezione che nella loro nazione è salito del 400% in meno di cinque anni, oggi migliaia di persone sono affette da una malattia tanto logorante quanto sconosciuta.

buruli-U43060557751929GnC-U434705707125231YE-593x443@Corriere-Web-SezioniUn’epidemia che ha avuto il suo picco in pochissimo tempo e che ha colpito zone del sud dell’Australia, lasciando immaginare che a sia stata facilmente veicolata da alcuni fattori in quel territorio.

Non è per niente facile conoscere come la malattia sia stata contratta da tutte queste persone; l’ipotesi più veritiera sembra quella degli insetti e di alcune piante che possono essere vettori di questo batterio.

Secondo alcuni studi giapponesi la causa della malattia potrebbe essere anche dovuta alla presenza del batterio in questione in molte falde acquifere sia in Australia sia Africa.

Le uniche cose note che si sanno sull’ulcera del Buruli è che è appunto tipica dell’Africa subsahariaha e può portare a disabilità permanenti.

Schiena, viso e arti inferiori sono le parti del corpo maggiormente colpite ed è difficile definire un programma di prevenzione per questa malattia che condivide il corredo genetico con malattie come lebbra e tubercolosi.

In qualunque stato evolutivo si trovi, l’ulcera del Buruli, può essere curata con un mix di alcuni forti antibiotici per almeno due mesi, le linea guida sono definite dall’organizzazione mondiale per la sanità.

Interventi chirurgici, ricostruzioni e fisioterapia sono la soluzione a quei soggetti gravemente colpiti, ma i tempi di recupero totale dei soggetti affetti resta maggiore all’anno di cure.

Rita Dalla Chiesa: «Non ho più un ruolo per stare così male per Fabrizio, le condoglianze le porgo a Carlotta»

«Alla gente che per strada mi ferma per farmi le condoglianze rispondo sempre allo stesso modo: ‘Le porgerò a Carlotta, la moglie’». A dirlo al settimanale Chi è Rita Dalla Chiesa, prima moglie di Fabrizio Frizzi, morto il 26 marzo scorso. Dalla Chiesa non nasconde l’amarezza: «Forse non ho più un ruolo per poter stare così male per Fabrizio. La società divide tutti secondo vari ruoli, come se fossimo squadre di calcio. Senza pensare che il dolore è dolore. Punto».

large-150522-000205-to210515spe-3418E ancora: «Carlotta gli è stata vicina nella sua malattia, invece io con lui ho vissuto tante cose bellissime. Ho capito un’altra cosa: gli ho voluto così bene perché l’ho incontrato subito dopo la morte di mio padre, è stato lui a salvarmi dalla violenza di quel dolore. Ha vissuto i miei anni più bui con una consapevolezza e una maturità non comuni per un ragazzo di 25 anni».
Dalla Chiesa era in ottimi rapporti sia con Fabrizio Frizzi che con la giovane moglie: «Con Fabrizio siamo diventati fratelli. E anche con Carlotta, se lo vorrà, quando lo vorrà, sarò una sorella per sempre. Io ci sarò per lei e per Stella. I due amori di Fabrizio. Non mi piace quando ci chiamano prima e seconda moglie. Noi siamo delle donne che hanno amato lo stesso uomo in due momenti diversissimi della vita».