Victoria Beckham fa causa a una pizzeria che lʼha definita anoressica

“Grassi” guai per una pizzeria di Battle Hill a nord-est dell’Inghilterra che dopo aver utilizzato per tre anni sul retro del suo furgoncino una caricatura di Victoria Beckham che indossa una fascia con la scritta “Anorexic fashion icon” per pubblicizzare una pizza sottile appena 2 millimetri, si è visto far causa proprio dall’ex Spice Girl. Per la serie… la crosta della pizza è più sottile della magrissima stilista.

victoria_beckham_hot_wallpapers_ (6)Non si scherza con i disturbi alimentari e non si scherza con la magrezza della signora Beckham. Lezione che ha imparato a sue spese un pizzaiolo inglese che per reclamizzare la sua pizza finissima (più sottile, a suo dire, della elise stilista) ha utilizzato una caricatura “pelle e ossa” della ex Spice Girl con tanto di fascia con la scritta “Anorexic fashion icon”. A fianco dell’immagine campeggia lo slogan “La nostra nuova pizza Victoria Beckham è spessa solo 2 millimetri” da cui partono due frecce, una che punta verso la Beckham con il commento “Questa non è sottile”, e l’altra verso una pizza fumante: “Questa è sottile”.
Una trovata pubblicitaria che la moglie di David non ha gradito e per la quale ha deciso di fare causa. Un portavoce della stilista ha infatti dichiarato: “È davvero inappropriato utilizzare una malattia come questa così, ed è diffamatorio essere così insensibili con la reputazione di una persona. Questa vicenda è ormai tristemente un caso legale”.
Sono servite a poco le scuse del manager del ristorante sottolineando che l’azienda non aveva intenzione di prendere alla leggera una malattia tanto grave.

Fidget, ecco la nuova mania dei teenager che invade case e scuole

41242321Negli Stati Uniti è diventata la moda del momento, e già si trova praticamente ovunque, dalle case alle scuole. Tanto che alcuni insegnanti hanno pensato di bandirlo dalle aule, perché pericolosa fonte di distrazione. L’ultima mania si chiama “fidget spinner”: si tratta di una sorta di piccola trottola antistress, composta da un cuscinetto a sfera al centro che si tiene con due dita e tre eliche che, una volta colpite, girano vorticosamente. Ce n’è anche una versione a forma di cubo.
Un passatempo molto semplice e anche economico (su Amazon si trova in tante diverse forme e colorazioni, dai 2 agli 8 euro), che sta per diventare un gadget irrinunciabile, soprattutto per i più giovani. In effetti, il fidget nasce come strumento antistress per i ragazzi affetti da disturbi dell’attenzione o ansia, in quanto può aiutare a concentrarsi. Ma allo stesso modopuò distrarre chi invece non ne avrebbe bisogno, ragione per cui la trottola rappresenta effettivamente un pericolo per il rendimento scolastico.

Demi Lovato, addio a Wilmer Valderrama dopo sei anni

Dopo Taylor Swift con Calvin Harris e Gigi Hadid con Zayn Malik, scoppiano anche Demi Lovato e Wilmer Valderrama. Dopo sei anni d’amore, i due attori hanno ufficializzato la loro rottura con un messaggio social che non lascia alcun dubbio: “Abbiamo deciso di interrompere la nostra relazione” scrivono.

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“E’ stata una decisione difficilissima per entrambi, ma siamo arrivati alla conclusione che funzioniamo meglio come amici. Ci supporteremo sempre a vicenda. Ringraziamo tutti quelli che ci hanno dimostrato grande affetto in questi anni. Con amore Wilmer e Demi” si legge sul loro profilo Instagram.
Wilmer Valderrama, 36 anni, e Demi Lovato, 23, stavano insieme da 6 anni. Quando si sono conosciuti Demi era una diciottenne con disturbi alimentari e dipendente da alcol e droga, e Wilmer aveva 30 annni, ma seppe starle accanto e aiutarla nel recupero. “Non sarei viva se non fosse per lui” aveva detto Demi qualche mese fa. Ora però la loro storia d’amore è arrivata al capolinea.

Agenzie sotto accusa, la denuncia delle modelle: “Ricatti, abusi sessuali e altre torture”

Lo star system che regola la vita delle modelle è un inferno. Alcune di loro hanno denunciato abusi sessuali, pressione per sottoporsi a interventi di chirurgia estetica e disturbi alimentari.Otto delle più blasonate agenzie di modelle di tutto il mondo stanno per finire davanti ai giudici per un caso che rischia di svelare il lato più oscuro dell’industria della moda. Sono molte le modelle, come riporta il ‘Mail Online’, che hanno fatto causa a una serie di agenzie internazionali come la Wilhelmina Models, Wilhelmina Models International Elite, Click, MC2 Model and Talent Miami, MC2, Next e Major Model Management, raccontando di come abbiano vissuto in vero e proprio inferno nel mondo patinato del fashion system.

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Alla base della loro denuncia sembra esserci la presunta elusione delle leggi che regolano il lavoro di modella: migliaia di dollari dedotti dal loro stipendio come false ‘spese’, addebiti esorbitanti per gli appartamenti presi in affitto, pagamenti ritardati o mancati e alto ancora. Da parte loro, le agenzie hanno ribadito che le affermazioni delle modelle sono prive di fondamento e che le loro denunce sono da ritenersi false: tra le modelle e le agenzie viene sempre sottoscritto un accordo equo. A far finire l’industria del modeling nell’occhio del ciclone è stato il caso di Louisa Raske, modella 35enne, che iniziò la sua carriera quando era ancora al secondo anno di liceo. La ragazza aveva notato che il suo viso era finito su una scatola di tinta per capelli, senza che i diritti di utilizzo dell’immagine le fossero stati corrisposti. “Ero assieme a un mio amico avvocato – afferma la ragazza – Abbiamo chiesto alla mia agenzia perché non avessi ricevuto il pagamento e loro mi hanno detto che non erano riusciti a trovarmi. Era impossibile!”. A denunciare questo sistema è anche Rachel Blais: “A New York vivevamo in un appartamento dell’East Village che aveva due camere da letto. Si trovava in un bel palazzo, ma noi eravamo in 11 e abitavamo in un seminterrato”. La modella racconta inoltre che nonostante lavorasse in modo regolare, riusciva a guadagnare appena 75 dollari a settimana. “Avevo un personal trainer – spiega – il che significava un’ulteriore spesa perché dicevano che ero ‘troppo grassa’. Così a 19 anni la mia agenzia mi chiese di fare una liposuzione. Ecco come ti indebitano: prima ti chiedono di fare un intervento, lo pagano loro, poi però devi restituirgli l’intera somma. Quando ho rifiutato mi hanno dato una lista di fotografi con i quali sarei dovuta andare a letto”. Anche Carolyn Fear, oggi 46enne, ha raccontato che aveva solo 19 anni quando firmò per l’agenzia Ford e si trasferì a New York. “Quando presi lo stipendio mi accorsi che mancavano 1.500 dollari – racconta – Così chiesi spiegazioni e la fondatrice dell’agenzia Eileen Ford mi disse ‘Non ti ho vista sulla copertina di ‘Vogue’. Ero terrorizzata, pensavo che mi avrebbero licenziata”. Solo più tardi Carolyn scoprì che quei soldi erano stati spesi per includerla nel book dell’agenzia. A unirsi al coro anche Lorelei Shellist, oggi 57enne che vive a Los Angeles e fa la designer. Con la sua testimonianza vuole dare coraggio alle ragazze che subiscono abusi nell’industria della moda: “Lo faccio perché voglio aiutare le modelle principianti – commenta – non per soldi”. L’ex modella ha ricordato di quando posava e viveva in un appartamento fuori Parigi di proprietà di John Casablancas, il fondatore dell’agenzia Elite. “Nell’appartamento eravamo cinque modelle e ricordo che un giorno si presentò con una ragazza svedese di 15 anni. Si chiusero in camera da letto e ne uscirono un’ora dopo. Quella ragazza lavorò moltissimo da quel momento”.