Infila la testa nella bocca del coccodrillo: azzannato davanti agli spettatori

Prima di iniziare lo spettacolo aveva mostrato al pubblico quel dito mancante. Una sorta di rito scaramantico prima di sfidare, come ogni giorno, quel gigantesco coccodrillo che pensava di aver ammaestrato completamente.

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Domenica scorsa si era presentato al pubblico dello zoo dell’isola turistica Ko Samui, in Thailandia, e aveva iniziato il suo spettacolo davanti a quel gruppo di curiosi che non avevano resistito a filmare ogni attimo dello show. Dopo i primi numeri, l’addestratore si stava apprestando a mettere in scena la prova più difficile: inserire la testa all’interno delle fauci del coccodrillo. Dopo una breve preparazione, si è inginocchiato e ha dato il via a quell’ultimo numero: è riuscito a rimanere in posa per qualche secondo, poi qualcosa è andato irrimediabilmente storto. Improvvisamente il coccodrillo ha chiuso le fauci e ha iniziato a scuoterlo per la testa come un fuscello al vento: l’uomo ha iniziato a urlare per il dolore sotto lo sguardo atterrito dei turisti che non sapevano cosa fare. Fortunatamente l’animale ha mollato la presa abbastanza in fretta e si è dileguato, immergendosi in acqua. L’addestratore è rimasto qualche minuto a terra in preda al dolore prima di essere soccorso e portato in ospedale. I turisti che hanno ripreso quei momenti scioccanti hanno pubblicato il video su internet che, nemmeno a dirlo, è diventato immediatamente virale.

Ariana Grande sconvolta dopo l’attentato: “Vorrei pagare i funerali delle vittime”

Un giorno di terrore per tutto il mondo, l’attentato di Manchester ha riacceso una paura mai sopita sul terrorismo internazionale, ma in questo clima di dolore e spavento arriva un messaggio di solidarietà da parte di Ariana Grande, l’artista che si stava esibendo quando è avvenuta la deflagrazione.

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Ariana si è offerta di pagare i funerali delle vittime dell’attacco di Manchester. Secondo quanto si legge sul ‘Mirror’, la notizia è apparsa su un account social dedicato alla star pop 23enne, che a poche ore dalla strage si era detta “distrutta dal dolore”fino a decidere di sospendere il tour.

Roma capitale del fetish: boom di fruste e guinzagli, maschere e collari

Roma regina della trasgressione e del fetish. Secondo un’inchiesta dell’Adnkronos aumentano quelli che scelgono un sabato sera non convenzionale, come Luca, un ragazzo sulla trentina incontrato in una sala piena di ragazzi vestiti per lo più di nero.
Molti indossano maschere e collare, qualche ragazza gira al guinzaglio con il partner fasciata in un abito di latex, o con indosso solo un tanga e calze a rete. Al lato della pista un tappeto di uomini sdraiati a terra sono immobili e si fanno calpestare da tre ragazze issate su tacchi a spillo affilati. “Io non sono fatto per il dolore fisico – spiega Luca – non sono masochista ma mi piace l’ambiente fetish, quello che mi trasmette e come mi fa sentire”.

C_NDPGIWsAIv1l6Al centro della sala un ragazzo si fa frustare da una donna sui 50anni, mentre accanto a lui un’altra è in piedi sulla trampling swing, una sorta di altalena, dove si dondola sopra un uomo che indossa una maschera antigas. Benvenuti al Revolution Party, tra le principali serate a tema fetish della Capitale, che abbraccia anche il mondo del bdsm – acronimo di bondage, disciplina e dominazione, sadismo e masochismo. Dimenticate però le atmosfere da ’50 sfumature di grigio’, o l’idea che si tratti di ambienti elitari perché, come racconta René, uno degli organizzatori della serata, ogni mese eventi come questo riescono a radunare anche 500 persone a notte. “Siamo passati da 250 a 550 persone a serata – spiega l’organizzatore, che assieme alla sua compagna da un anno ha aperto le porte del fetish a centinaia di ragazzi e ragazze – chi viene qui sa di essere libero e prova delle belle emozioni. Anche chi non pratica bdsm partecipa perché condivide la passione per un ambiente molto stimolante, anche intellettualmente, nel quale è facilissimo socializzare”.
Partecipare a queste serate è più semplice di quel che sembra, nonostante in alcuni casi ci sia una selezione da superare. Una volta arrivati all’ingresso, vengono snocciolate le regole e il comportamento da tenere in sala. “Chi non le rispetta viene accompagnato fuori e non entra più” precisa l’organizzatore. “Le nostre non sono feste elitarie, chi viene lo fa anche per il clima che si respira. Qui nel giro di 8 mesi si sono formate 22 coppie” rimarca. Variegato il popolo del fetish che va dal banchiere allo studente universitario, dalla professionista all’operaio. E ancora turisti, italiani e stranieri. Età variabile tra i 18 e 60 anni. Curiosi, bisessuali, omosessuali e etero, sposati e non. “Ma soprattutto – ci tiene a specificare l’organizzatore – ci sono tante donne, che vengono anche solo per sfoggiare abiti goth e ballare”. E proprio alle signore, in quasi tutte le feste a tema bdsm è dedicata la Femdom, un’area alla quale gli uomini possono accedere solo se sottomessi. Qui spiccano i feticisti, che amano accarezzare, annusare, leccare e venerare i piedi. “Gli uomini che entrano sono sottomessi, possono leccare i piedi, massaggiarli e servire le donne ma non si va oltre il ginocchio” ci spiegano.
Chi vuole accedere a queste feste deve rispettare un dress code. Banditi jeans, t-shirt casual o abiti da lavoro. Ad andare per la maggiore sono i look in latex, pelle, pvc, e nude, ma anche maschere, guanti, reti, intimo, corsetti, e abiti presi in prestito dal mondo del medical, militare o burlesque. Il total black può essere un buon compromesso. “Ormai anche il dress code sta diventando un’alternativa fashion, senza pregiudizi – sottolineano – Anche a Roma, che è una città molto più aperta di quanto si pensi”.
Lo sa bene Max Mangiabene, proprietario del fetish shop ‘Veleno’, che organizza ogni mese ‘La rosa e le spine’, una festa a tema bdsm chiamando a raccolta decine di ‘bdsmers’: “Al mondo fetish si avvicinano tante persone, soprattutto dai 18 ai 25 anni – afferma – che cominciano a conoscere questo mondo grazie a feste ed eventi specifici. Non so se siano incuriositi dal feticismo del piede, dell’abito, dal mondo della dominazione o dalla sottomissione, ma c’è molto interesse, molta voglia di conoscere. Prima era un ambiente chiuso, ora c’è un’esplosione. A Roma e tutta Italia finalmente”.
A Roma, in particolare, hanno preso piede tantissime feste, ormai se ne contano 5 o 6 al mese, spiega Max. “Guarda che quello che facciamo qui lo fanno anche a Londra, Amsterdam e Berlino, ovunque in Europa” ci spiega invece Alex, un ragazzo francese che racconta di partecipare ogni mese a queste serate. Eppure per molti questo ambiente è ancora un tabù: “Per gli altri siamo sempre dei malati, degli stupidi – commenta Max – in realtà siamo delle persone normalissime alle quali piace divertirsi, ballare e fare quello che fanno tutti”.
La regola principale quando si pratica bdsm, ci spiegano, è essere sempre consenzienti, e rispettare i tre principi della sigla SSC, ossia sicuro sano e consensuale, come sottolinea Davide La Greca, noto nell’ambiente come Maestro BD, e vera istituzione per quanto riguarda il bondage: “Sano e sicuro è un’utopia, è quello a cui dovremmo aspirare. Il bondage sicuro al cento per cento non può mai esserlo, perché nessuna pratica umana lo è. Ma nel momento in cui si fa bondage bisogna stare attenti a non creare danno, fare tutto tenendo conto dei rischi che si possono correre ed evitare i peggiori o essere pronti a intervenire”.
Per molti si tratta di una vera e propria filosofia di vita. Per altri è solo un’alternativa trasgressiva a quello che in ambiente è conosciuto come vanilla sex, ossia il sesso ‘tradizionale’. Il termine psichiatrico, specifica Davide, è parafilia. “Ossia un modo alternativo di vivere una sensazione positiva, un affetto – chiosa – Chi prova piacere non attraverso l’atto sessuale diretto ma tutta una serie di parafilie. Il bdsm ha messo insieme queste pratiche che è fondamentalmente lo scambio di potere. In una coppia si decide che uno prender il potere sull’altro e l’altro glielo cede consensualmente, in modo libero. Questo scambio di potere crea emozioni”.
Ma quand’è che le pratiche del bdsm diventano patologiche? Secondo Fabrizio Quattrini, docente di clinica delle parafilie e della devianza dell’Università de L’Aquila, si parla di patologia “solo nel momento in cui chi mette in atto una pratica bdsm la vive come elemento disfunzionale alla propria sessualità”. La patologia, spiega Quattrini, “scatta solo nel momento in cui la persona soffre o fa soffrire e quindi vive nella sofferenza quel piacere erotico e sessuale. Nel bdsm ci possono essere pratiche sadiche e masochistiche. Se la persona le vive con consensualità, rispetto, educazione e armonia non c’è l’aspetto patologico”.
Chi partecipa a una festa bdsm sa bene ed è consapevole di quello che sta facendo: “Lì dentro non vedrò mai una persona che ha paura – sottolinea Quattrini – Posso invece percepire paura o ansia nella persona che è incuriosita, fa una ricerca su internet e magari in un primo momento non comprende”.
“E’ una situazione mista e variegata anche rispetto al genere – spiega il sessuologo – ci sono uomini e donne, il dominante e il dominato, non solo master e slave. Esistono anche le mistress e gli slave. Eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transessuali e transgender sono da sempre inseriti in questa unità con apertura e rispetto che da altre parti non si vede”. Il popolo del bdsm, insomma, è molto più nutrito di quanto si immagini. “Si pensa che sia un discorso di nicchia ma non è esattamente così – afferma Quattrini – Il dato che io ho e che risale al 2014 parla di 4 milioni di italiani che praticano regolarmente bdsm”.

Ubriaca in auto, la figlia dell’attore di ‘Matrix’ mostra il “lato B” e la fa davanti ai poliziotti

Montana Fishburne sempre più fuori controllo: la figlia dell’attore Laurence, noto per il ruolo di Morpheus in Matrix e di Raymond Langston in CSI, ne ha combinata un’altra delle sue. La ragazza, 25 anni, era già stata arrestata nel 2009 per prostituzione e l’anno successivo per stalking ai danni di un ex fidanzato.

41209610La sua notorietà è dovuta non solo al celebre padre, ma anche alla breve carriera da attrice pornografica, interrotta dopo due film per l’imbarazzo e il dolore che la scelta aveva provocato in Laurence. Da allora la giovane si è data agli spettacoli di striptease e danza del ventre in vari locali notturni.
L’ultimo episodio imbarazzante per la famiglia Fishburne si è consumato invece lo scorso 11 marzo in Florida: sono le registrazioni della polizia a documentarlo.
Montana era infatti stata fermata su un’autostrada all’altezza di Fort Lauderdale, mentre guidava visibilmente ubriaca e con una bottiglia di vino quasi vuota accanto. Sottoposta al test dell’alcol, la ragazza aveva dei valori superiori al doppio del limite consentito e ha iniziato a provocare i poliziotti. Prima si è tolta i tacchi alti, mostrandoli all’agente, poi si è alzata il vestito e ha fatto vedere le sue grazie.
Tutto qui? Magari. Non contenta, ha scavalcato il guardrail e si è accovacciata. «Cosa sta facendo?», chiede sbigottito l’agente. La ragazza, in tutta franchezza, risponde così: «Devo fare la pipì, anche se preferivo farla sulla vostra auto di servizio. Posso farla qui?». «È quello che sta già facendo», commenta laconico il poliziotto. Lo riporta anche il Daily Mail.

Investì e uccise una donna: dopo mesi viene ammazzato dal marito

Impazzito dal dolore, fino al punto da impugnare una pistola e ammazzare in pieno giorno il ragazzo di 21 anni che un sera di sette mesi fa in un incidente stradale gli aveva portato via la giovane moglie. La tragedia si è consumata davanti ad un bar: Fabio Di Lello, noto calciatore locale, ha sparato almeno 3 colpi a Italo D’Elisa, freddandolo sul colpo. D’Elisa nel luglio del 2016 aveva ucciso con la macchina Roberta Smargiassi, che transitava su un motorino. «Una tragedia nella tragedia», ha detto il capo della procura vastese Giampiero Di Florio.

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Non c’era giorno che Fabio Di Lello non andasse al cimitero. Ogni giorno da quando sono stati celebrati i funerali della sua amata moglie, Roberta. Ogni giorno per fermarsi davanti alla lapide per accarezzare la foto della donna che aveva sposato nell’ottobre del 2015. C’è chi dice che si fermasse addirittura, qualche volta, persino a mangiare.
Su quella tomba Di Lello ha lasciato la pistola con la quale ha compiuto l’omicidio, dentro una busta di plastica, prima di consegnarsi alla giustizia. Come un omaggio, la testimonianza di una vendetta, forse promessa su quella tomba. «Mi chiedo, dov’è giustizia? Mi rispondo, forse non esiste! Non dimentichiamo, lottiamo, perché non ci sia più un’altra Roberta», scriveva Fabio su facebook.
La vittima era imputata di omicidio stradale ed era stata rinviata a giudizio qualche mese fa: a breve avrebbe avuto la prima udienza dal gup e lo attendeva una pesante condanna. Dopo l’incidente, Italo era stato sottoposto a tutte le analisi e non era stato trovato né in stato alcolico né sotto effetto di sostanze. Ma da quel giorno, anche per il fatto che l’imputato della morte della moglie era a piede libero, gli ‘scontrì sui social e tra le varie fazioni si erano fatti pesanti. Manifestazioni con cortei per ‘chiedere giustizià da parte dei familiari di Roberta, con Fabio in testa, scontri sui social, liti mediatiche, la fiaccolata passando davanti all’ospedale fino al Palazzo di Giustizia, la preghiera nella Cattedrale San Giuseppe. Dopo essersi consegnato ai carabinieri Di Lello è stato portato in caserma presso la Compagnia dei Carabinieri di Vasto assieme ai suoi avvocati Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni che laconicamente affermano: «Quello che si è compiuto oggi è un grande tragedia».

Gianni Morandi cade in giardino e si frattura tre costole: annullati tutti gli impegni

«Sono costretto in casa da tre giorni e ci resterò ancora per un pò, a riposo assoluto». Così Gianni Morandi, che sui suoi profili social informa ‘fans e follower’ delle sue condizioni di salute dopo la caduta nel proprio giardino che gli ha procurato la frattura di tre costole.

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«Mentre lavoravo in giardino – prosegue il cantante di Monghidoro – sono scivolato sull’erba bagnata, cadendo all’indietro e sbattendo violentemente la schiena su un tronco tagliato che era per terra. Il dolore è stato fortissimo e ho tre costole fratturate».«Ho dovuto annullare tutti gli impegni – è scritto nel suo post – martedì dovevo essere a Camerino e sabato a Roma, per un concerto alla sala Nervi, dove Claudio Baglioni mi aveva invitato. Le mie riprese della fiction sono sospese per almeno venti giorni». «Lo voglio dire con il sorriso – conclude Morandi – anche se il dolore è forte e la notte fatico a dormire, perché poteva andare molto peggio».

Belen cancella il tatuaggio dedicato a Stefano De Martino: «Non mi piace più»

«Non voglio dimenticare, ma nulla è indelebile». Così Belen, rispondendo a una fan su Instagram, ha (finalmente) spiegato la rimozione del tatuaggio dedicato a Stefano De Martino, che sta gradualmente scomparendo fino a non vedersi quasi più.

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Una scelta criticata da alcuni follower, ai quali Belen ha deciso di rispondere per spiegare le sue ragioni.«Non voglio nascondere i sentimenti sotto il letto, io non mi sono mai nascosta, è nella mia indole non farlo, affronto tutto a furia di spaccarmi la testa contro il muro, anche perché dopo avrò imparato – ha spiegato – Un tatoo è un disegno sulla pelle, come può esserlo su un foglio di carta. Non si tratta di cercare di rimuovere il dolore della perdita di un essere umano, non cerco di cancellare passione, amore, sguardi, ricordi, questo non si può fare, è impossibile. Non esiste un laser per rimuovere il dolore o la felicità. Ma esiste per rimuove un disegno che non ti piace più. L’importante è saper pesare le cose, l’importanza è importante. Nulla d’irremovibile è indelebile. Il resto si!». Le sue parole allontanano però la tanto chiacchierata ipotesi di un riavvicinamento con l’ex compagno, infrangendo le speranze di molti.

Giorgia Surina: “La fine del mio matrimonio con Nicolas Vaporidis”

“In certi momenti ti sembra che l’amore non esista, ti crolla tutto e pensi di aver creduto in una favola.

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Mi sono lasciata attraversare dal dolore, senza combatterlo, come fosse un fulmine: così come è entrato, è anche uscito”.Giorgia Surina parla della fine del suo matrimonio con Nicolas Vaporidis: “Ho sofferto – ha fatto sapere a “Vanity Fair” – ma dalle sconfitte so rialzarmi, in questo ho preso da mio padre: la fierezza arriva dalle sue origini croate. Quell’esperienza, poi, è servita a chiarirmi che cosa voglio da una relazione, e che cosa sono disposta a dare. L’amore che avevo perso ho cercato di indirizzarlo verso i miei amici e i miei genitori. Sono ripartita da me, dalle cose che mi piace fare, e ho capito che l’amore esiste eccome, è il motore di tutto”.

Sophia, la 22enne ​modella intersessuale: “Sfilo per potermi operare”

Sophia Young, una ragazza di 22 anni di Nowra, nel Nuovo Galles del Sud (Australia), aveva solo otto anni quando iniziò a sentire un dolore nell’area pelvica. I dottori scoprirono così che non solo le sue ovaie erano posizionate in modo anomalo, una collocata più in alto rispetto all’altra, ma anche che alla ragazza stava crescendo il pene. Negli anni, Sophia sviluppò entrambi gli organi riproduttivi, ma i genitori decisero di farla crescere come uomo, e le cambiarono il nome in Harrison.

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Al ‘Daily Mail’ Sophia, che oggi fa la modella, ha raccontato la sua incredibile storia, a partire dall’infanzia, un periodo per lei drammatico, visto che veniva costantemente bullizzata dai compagni di classe, tanto da costringerla a lasciare la scuola a 11 anni. “Venivo sempre sospesa a scuola – ha raccontato Sophia – Tendevo talmente a isolarmi dagli altri bambini che tutti pensavano fossi strana”. Sophie era affetta dalla sindrome di Asparger e iniziò a parlare e camminare solo a cinque anni. Dopo anni difficili, nei quali tentò anche il suicidio, il 2014 avvenne la svolta. Sophia decise di trasferirsi a Sydney e di affacciarsi nel mondo della moda: “Uno dei miei migliori amici mi disse che ero interessante e che avrei potuto fare la modella ma io non ci contavo granché”. E in effetti, nonostante non fu difficile per Sophia trovare agenzie che volessero ingaggiarla, lo stesso non poteva dirsi per i contratti con i brand. “Ogni compagnia o cliente cerca sempre una modella che fosse femminile ma maschile al tempo stesso – ha raccontato – Ma quando trovano qualcuno che è sia donna sia uomo non la vogliono. Ancora oggi le modelle androgine e intersessuali sono considerate un tabù nell’industria della moda”. Sophia spera comunque di poter guadagnare abbastanza soldi con il suo lavoro in modo da potersi sottoporre al più presto a un intervento chirurgico per la correzione dei genitali. Un’operazione che in Australia può costare fino a 60mila dollari. Dopo aver aperto e chiuso una pagina di raccolta fondi perché si sentiva “in colpa a chiedere soldi alle persone che lavorano duramente”, Sophia si augura di poter continuare a lavorare come modella e guadagnare i soldi necessari per l’intervento. “Ho la vagina, l’utero e le ovaie ma il mio clitoride è così grande da sembrare un pene – ha spiegato la modella – Non si capisce cos’è ma non posso avere figli. Voglio sbarazzarmi delle mie parti maschili per trovare un senso di normalità”.

Bowie, ex moglie avvertita in diretta al Gf. La tv sotto accusa: “Ha sfruttato il dolore”

L’emittente britannica Chanel 5 è finita nel mirino dei fan di David Bowie, che l’hanno accusata di aver sfruttato la morte della star per fare audience.
Angie Bowie, la prima moglie del cantante con cui è stata sposata per dieci anni, sta attualmente partecipando all’edizione vip del Grande Fratello, ed è stata avvisata dagli autori del programma a telecamere spente.

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Tuttavia, le sue reazioni sono state mandate in onda lunedì sera e l’ex modella è stata vista scoppiare in lacrime davanti alle telecamere piangendo la “fine di un’era”. Altri inquilini della casa sono corsi a consolarla, e gli autori hanno assicurato di averla informata in privato e offerto lopportunità di poter lasciare il gioco in ogni momento, ma è stata la stessa Angie a scegliere di restare nella casa.