Cyberbullismo, la bimba prodigio degli spot si toglie la vita a 14 anni

Da bimba prodigio di alcuni spot pubblicitari a adolescente vessata dai bulli online: un intero paese piange la tragica scomparsa della 14enne Ammy Everett, per tutti ‘Dolly’, che ha deciso di togliersi la vita dopo aver ricevuto, per lungo tempo, minacce e insulti da parte di alcuni ‘haters’ che l’avevano presa di mira.

Dolly-Everett-960x540_11094307L’adolescente australiana, negli anni passati, era divenuta una star nel suo paese per aver prestato il volto alcuni anni fa a una campagna pubblicitaria della Akubra, azienda produttrice di cappelli tipici. A dare la notizia del suicidio sono media locali e internazionali.
A rivelare i motivi del gesto estremo, compiuto il 3 gennaio, è stato nei giorni successivi il padre di Dolly, Tick Everett, in un accorato post su Facebook.
L’uomo ha invitato chi ha angariato la figlia fino a spingerla ad uccidersi ad andare ai suoi funerali. «Così vi renderete conto – ha scritto – di quale disastro abbiate combinato. Non avete la metà della forza che aveva il mio prezioso angelo – ha scritto ancora – e che ha dimostrato anche nel mettere in atto il suo tragico piano per sfuggire alla cattiveria di questo mondo».
Alla fine del suo post, Everett ha chiesto a tutti di mobilitarsi contro il bullismo «perché solo così la vita di Dolly non sarà andata sprecata».

Tiziana Cantone, “per il suicidio nessun colpevole”: il Tribunale archivia l’inchiesta

Nessuno ha istigato Tiziana Cantone al suicidio. La 31enne di Mugnano si è uccisa seguendo la sua specifica volontà. Questa, in sintesi, la motivazione del gip che ha archiviato in maniera definitiva l’indagine sull’istazione al suicidio della bella Tiziana che si è tolta la vita nel settembre del 2016 dopo la diffusione sul web, senza il suo consenso, di video hot che la ritraevano. Una storia difficile, quella di Tiziana, fatta di «condivisioni» in rete di un filmato che lei non aveva autorizzato a diffondere.

11ad_219464773-1Dopo la sentenza che la condannava alle spese per una causa civile intentata contro i colossi del web da Tiziana nel settembre di un anno fa – Facebook, Google e Youtube – la ragazza si legò un foulard al collo lasciandosi morire, vittima di una nuova forma di «violenza» che corre in rete.
Nel fascicolo aperto dalla procura di Napoli Nord ad Aversa non c’era nessun iscritto, anche se circa 20 amici, parenti e due ex fidanzati erano stati ascoltati in qualità di persone informate dei fatti. Fra questi, anche l’ex ragazzo Sergio Di Palo, indagato in un altro procedimento a Napoli. Inchiesta piena di ostacoli. Alla fine, il pm Rossana Esposito ha deciso di chiedere l’archiviazione. Oggi, il gip ha depositato il provvedimento di archiviazione. Gli avvocati difensori avevano presentato ricorso alla richiesta del pubblico ministero.

“Ecco come l’ansia può rovinarti la vita”, il post di una 23enne su Facebook diventa virale

L’ansia è spesso sottovalutato come stato d’animo, ma in alcune persone arriva ad essere un problema patologico. Il malessere è spesso insidioso, difficile da individuare e da capire, per questo la 23enne americana Brittany Nichole Morefield, ha deciso di raccontare il suo punto di vista, quello di una donna che ogni giorno combatte contro l’ansia.

e5ca21fd-ec9b-4745-9d35-a49e733994cf.format_jpeg.inline_yesLa ragazza ha postato su Facebook una foto in cui mostra quanto sia difficile conviverci. «L’ansia è svegliarsi alle 3 di notte mentre si dorme profondamente, perché il tuo cuore batte all’impazzata», racconta sul social network, «L’ansia è stressarsi per cose che potrebbero non accadere mai. È farsi domande sulla propria fede, sul perché il Creatore permette che mi senta in questo modo. L’ansia è chiamare tua sorella 3 ore prima che si svegli per andare al lavoro, nella speranza che ti risponda e permetta alla tua mente di non rimanere sotto attacco».

f6bdc570793f436eab21988c9ee310eeIl post, diventato virale, vede ritratta la 23enne dentro la doccia, nel tentativo di calmarsi da un attacco di ansia. «L’ansia è il tuo umore che cambia radicalmente nel giro di pochi minuti. […] L’ansia è piangere, è avere la nausea, è rimanere paralizzata. L’ansia è oscura. È dover inventare scuse su scuse per il tuo comportamento. L’ansia è paura, è preoccupazione».
Moltissimi utenti l’hanno sostenuta e altrettanti si sono rivisti nelle sue parole, ringraziandola per essere stata capace di esprimere quello che provano ma non riescono a comunicare a chi gli sta intorno.

Fresche di rottura, ecco le single più belle sulla piazza

Single da mesi o sole da poche settimane, sono molte le belle dello showbiz che si ritroveranno a mangiare il panettone senza un partner. C’è chi come Maddalena Corvaglia, dopo l’addio da Stef Burns, si dedica alla figlia e come Madalina Ghenea, neomamma ma fresca di rottura con il compagno e chi si divertirà con le amiche come Cristina Chiabotto e Federica Pellegrini. Ma sulla piazza ci sono anche Bianca Guaccero, Bianca Atzei e Giorgia Palmas…

C_2_articolo_3108826_upiImageppPer Bianca Guaccero sarà il primo panettone dopo ben sette anni senza il marito il regista Dario Acocella. Lui su Facebook ha precisato: “Non stiamo più insieme da aprile”. Nessun ripensamento nemmeno per Federica Pellegrini, che nonostante il suo ex Filippo Magnini abbia tentato di riconquistarla, tira dritta per la sua strada. Il suo sarà un “bianco” Natale con una nuova chioma eccentrica e stilosa.
Madalina Ghenea e il compagno milionario Matei Stratam si sono lasciati: i due sono diventati genitori lo scorso aprile. Anche di Vittorio Brumotti nella vita di Giorgia Palmas non c’è più traccia: la ex velina e lo spericolato inviato di Striscia hanno inaugurato un lungo periodo di silenzio social.
Fabio Fulco voleva una famiglia, Cristina Chiabotto non se l’è sentita di continuare la storia d’amore e dopo 12 anni insieme si sono detti addio. E che dire di Bianca Atzei che ancora si chiede perché sia finita con Max Biaggi?

“Guardate chi c’è ai funerali di Totò Riina”: la Boschi si infuria per la bufala su Facebook e attacca i 5 stelle

«Guardate questo profilo, spero falso. Guardate questa schifezza». Stavolta la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi sulla sua pagina Facebook non ci sta e si sfoga con un lungo post. «Persone che hanno il simbolo dei Cinque Stelle nel profilo arrivano a scrivere questa enorme e assurda vergogna. Io credo che si debba dire basta alle fake news, all’odio, alle falsità. Sono mesi che subisco e subiamo di tutto, ma qui si passa il limite. Tirano in ballo persino il capo della mafia contro di noi. È ora di dire basta, basta, basta alle falsità e allo squallore. C’è gente che crede a queste assurdità. Dobbiamo difendere la verità».

3383426_2037_23755075_1548993275188286_3429668873384739523_nLa Boschi mostra un fotomontaggio postato da un sedicente attivista del M5s che mostra un gruppo di esponenti Pd ad un funerale, sostenendo che sia quello del boss Riina con la scritta: «guardate chi c’era a dare l’ultimo saluto a Totò Riina». L’autore commenta pure, in un italiano stentato: «Forse non avete visto bene ma questa e la mafia di Totò Riina che vanno a pregare il loro benefattore».
La stessa foto viene segnalata anche dal senatore Francesco Verducci, che ricorda: «Eravamo nel Duomo di Fermo, era domenica pomeriggio. Era il 10 luglio del 2016. Partecipavamo alle esequie di Emmanuel, ragazzo nigeriano che, fuggito dalla guerra, ha trovato una morte ingiusta da noi in seguito ad una colluttazione nata da un epiteto razzista. Fu un momento di tributo e commozione, in nome della vita».
«Oggi quella foto, quella verità, vengono deformate e oltraggiate, perché qualche vigliacco senza morale vuol vedere l’effetto che fa in rete accostare nomi e visi di persone perbene, impegnate in politica, che da una vita combattono mafie, razzismi, soprusi a quello di ‘Riinà. Non c’è limite a nulla. È un meccanismo canagliesco che in Italia abbiamo combattuto e vinto, ai tempi del fascismo. Quei tempi non torneranno» scrive su Facebook il senatore.
LA REPLICA DEL M5S «È inaccettabile attribuire al MoVimento 5 Stelle una foto che circola su Facebook. Si tratta di una fake news che nulla ha a che vedere con noi: la riteniamo assolutamente offensiva e inappropriata. Provvederemo, come sempre in casi del genere, a segnalare l’account per uso improprio del simbolo». Così in una nota il gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle.

Molestie, Santamaria: “Caccia alle streghe, io sto con le vittime. Alcune denunce solo per farsi pubblicità”

«La caccia alle streghe consiste proprio in questo. Sostituendosi ai tribunali, con giudizi facili, spietati, superficiali come un tweet». Claudio Santamaria, in un lungo post su Facebook, torna ad attaccare gli ‘haters’ e a dichiararsi «dalla parte delle vittime. Dalla parte della giustizia». Un lungo sfogo in cui l’attore di ‘Jeeg Robot’, finito da poco al centro dell’attenzione mediatica per gli insulti e le minacce alla compagna Francesca Barra, commenta lo scandalo delle molestie sessuali che ha travolto il mondo del cinema e, tra gli altri, il regista romano Fausto Brizzi.

Claudio-Santamaria-VF-15-2016_660x380«Non mi schiero assolutamente in difesa di Brizzi come hanno scritto» spiega l’attore, denunciando la strumentalizzazione delle sue dichiarazioni operata dai media, «ma non lo accuso e non mi indurrete a farlo perché io non sono un testimone e neppure un giudice». «Sono inc… perché tutto questo sporca la meraviglia del cinema e la reputazione di chi fa questo mestiere con serietà – prosegue – i provini non si fanno in casa e i processi si fanno in tribunale».
«Ribadisco l’importanza della denuncia e comprendo anche la difficoltà che può paralizzare una vittima per le violenze fisiche e psicologiche nel denunciare subito – sostiene Santamaria – Ma il rischio è quello che dopo tanti anni le denunce vengano considerate solo funzionali a farsi pubblicità, che confondano, sminuiscano il valore della denuncia alimentando la sete di gossip in salotti televisivi non funzionali ad un principio fondamentale. Se non si hanno prove, purtroppo, se non si denuncia subito, anche se il gruppo si sostiene, è coraggioso, non si otterrà giustizia».
«La caccia alle streghe consiste proprio in questo – spiega l’attore – Sostituendosi ai tribunali, con giudizi facili, spietati, superficiali come un tweet. Sono dalla parte delle vittime. Dalla parte della giustizia. Non mi stancherò mai di ripeterlo – conclude – denunciate e nelle sedi competenti. Perché questo sistema di prevaricazione, di abusi di potere, di violenza e di impunità deve cessare».

Diventa famosa per lo scatto con 20 mila api sul suo pancione, il bimbo nasce morto

Diventata famosa per essersi fatta immortalare con 20 mila api sul pancione, in questi giorni Emily Mueller, ha dato un tristissimo annuncio.

foto-donna-incinta-api-pancione-emily-mueller-fbLa donna dell’Ohio ha un marito apicoltore, motivo per cui aveva deciso di farsi ritrarre in alcune foto coperta di api, scatenando anche diverse polemiche. Madre di tre bambini, era in attesa del quarto, ma purtroppo il piccolo è nato morto: «Ieri sera il mio prezioso bimbo è nato, ma abbiamo subito dovuto dirgli addio», la donna ha scritto un commovente messaggio su Facebook in cui ha salutato il suo piccolo: «Il nostro bambino è morto, il nostro bambino non tornerà mai a casa con noi. Questo meraviglioso angioletto con cui siamo stati benedetti ora è diventato una tempesta nelle nostre vite».
Emily ha raccontato di essersi accorta che qualcosa non andava circa una settimana prima del parto, quando ha sentito il suo piccolo muoversi sempre meno. Preoccupata non ha però voluto farsi prendere dall’ansia ed è andata la settimana successiva in ospedale per partorire: «Ho davvero pensato che saremmo stati mandati a casa con un sorriso, pensavo che i medici ci dicessero di aspettare i giorni che mancavano per abbracciare la nostre dolce Emersyn». Purtroppo le cose sono andate diversamente e dopo le visite il medico le ha detto che il suo piccolo era morto.

Il video in lingerie è troppo hot, cantante viene arrestata: “Istiga alla depravazione”

Il video è troppo hot e la cantante finisce nei guai. Guai con la giustizia per la cantante pop egiziana Shyma, arrestata dalla polizia per un video musicale ritenuto troppo osé. Nella clip della canzone ‘Ho dei problemi’, la giovane ragazza appare in lingerie e fa diverse allusioni sessuali, mangiando una banana di fronte a una lavagna scarabocchiata con la scritta “Class #69” e le lettere “vag”.

egitto_shyma_yt_fi.jpg_997313609Il video ha scatenato un’ondata di proteste in tutto il Paese. Il giornale Youm 7 ha scritto un duro articolo contro la cantante definendola un esempio di “dissolutezza” per i giovani. La polizia ha fatto sapere che Shyma è accusata di “istigazione alla depravazione”.
Giovedì la ragazza, vedendosi sommersa dalle critiche, ha scritto un post su Facebook in cui ha sostenuto che non si aspettava una reazione negativa al video. “Mi scuso con tutte le persone che hanno visto la clip e che sono rimaste sconvolte interpretandola nel mondo sbagliato – ha affermato Shyma -. Non immaginavo che sarebbe accaduto ciò”.

Conosce un giovane su Facebook, scappa in Africa e abbandona marito e tre figli

Sposata da 23 anni e con tre figli fugge in Africa per andare dal suo nuovo amore conosciuto online. Heidi Hepworth, 44 anni, ha abbandonato suo marito e la sua famiglia per andare da Mamadou Jallow, in Gambia, un 30enne conosciuto su Facebook di cui si è follemente innamorata.

20729528_252352618610667_7463083078950878747_n_13131415Secondo quanto riporta il Daily Mail l’uomo abbandonato è convinto che il giovane abbia raggirato sua moglie, convincendola a compiere il folle gesto. Andy racconta che da qualche tempo la donna sembrava un’altra, non la riconosceva più: ha iniziato a farsi dei tatuaggi, ha cambiato il modo di vestirsi e prendersi cura di sé, fino a quando lo scorso mese ha lasciato la sua casa e la sua famiglia nel Regno Unito per volare in Africa.
La coppia ha tre figli: tre avuti da Heidi da un precedente matrimonio e tre avuti insieme. La donna ha deciso di cambiare vita, sostenendo che da tempo il suo rapporto era in crisi e che nel 30enne ha trovato la forza di lasciarsi andare e ricominciare. Pur avendo cambiato paese la donna sostiene di voler continuare a tenere un rapporto con i suoi figli e che quanto accaduto non cambierà nulla nei loro confroni. L’ex invece l’accusa di non essere più la madre amorevole che era un tempo.

Wanda Nara a processo, ha diffuso sui social il cellulare dellʼex Maxi Lopez

Una bella gatta da pelare per Wanda Nara. La moglie e manager dell’interista Mauro Icardi è finita a processo dopo che la bella e prorompente argentina ha postato sui social la mail e il cellulare dell’ex marito Maxi Lopez, ai tempi in cui il matrimonio finì in modo tormentato. Il calciatore dell’Udinese l’accusa di avergli procurato un danno visto che erano in corso le delicate trattative di calciomercato.

0028464080Secondo l’accusa la Nara avrebbe postato su Twitter e Facebook i dati personali di Lopez per “recare un danno” al suo ex marito. Per questo la showgirl nata a Buenos Aires, difesa dal legale Marco Ventura, è finita a processo a Milano per trattamento illecito di dati privati a seguito della denuncia del giocatore, rappresentato dall’avvocato Aldo Cribari. Il dibattimento a carico di Wanda Nara, sposata con Icardi che era compagno di squadra di Lopez nella Sampdoria, è iniziato alla seconda sezione penale davanti al giudice Bulgarelli ed è stato rinviato al 22 novembre per l’esame in aula proprio di Maxi Lopez, parte civile.
Nell’imputazione formulata dal pm Galileo Proietto si accusa Wanda Nara di aver condiviso il 22 giugno del 2015 sui social i dati personali, tra cui anche l’indirizzo email, dell’ex marito, per “trarne profitto” procurando “nocumento” a Maxi Lopez anche perché erano in corso in quel periodo “le operazioni di calciomercato”. La condotta di Wanda, infatti, secondo il pm, avrebbe impedito “per via del susseguirsi di chiamate e email da parte di fans, un normale svolgimento delle trattative commerciali e calcistiche dell’atleta”.