Blue Whale, il messaggio con il numero di telefono: cosa fare se lo ricevete

Il fenomeno della Blue Whale ha colpito molto l’opinione pubblica italiana, diventando prima motivo di dibattito a partire dall’inchiesta realizzata dalle Iene e andata in onda su Italia1, poi spaventosa realtà con l’arrivo dei primi casi in Italia.

suicidi-blue-whale“Sono arrivato alla prova numero 10”. Dodicenne vittima del “Blue Whale” Il “gioco del suicidio”, che sarebbe all’origine della morte di molti giovanissimi, ha spinto anche la Polizia a sensibilizzare sull’argomento anche attraverso i social network: questo l’ultimo messaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale per smentire una bufala che aveva cominciato a circolare sul web e vede coinvolta l’ignara sede di un supermercato, che ovviamente nulla ha a che vedere con il “gioco maledetto”.
Blue Whale, la polizia salva una 14enne: “Facevo il gioco del suicidio”
“Il messaggio in immagine è stato viralizzato sui social pur essendo privo di qualsiasi fondamento” – si legge nel post della Polizia. “CREATO DA QUALCHE BURLONE PUBBLICIZZANDO UNA UTENZA DI UN ESERCIZIO COMMERCIALE*. Collaboriamo tutti ad un’informazione di sensibilizzazione e prevenzione consapevole e mirata”.

Il caso Bobbit, dopo 23 anni parla l’uomo evirato dalla moglie: “Ho pensato al suicidio”

Il caso Bobbit scosse l’opinione pubblica per l’atrocità con cui Lorena, estetista ecuadoriana, evirò il marito John. Oggi, a distanza di 23 anni, l’uomo è tornato a parlare della vicenda allo show USA ‘Scandal Made Me Famous’ confessando di aver pensato anche alla morte: “Ho guardato giù e c’era sangue dappertutto … E ‘stata una cosa devastante. E’ avvenuto tutto così improvvisamente.

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Il suicidio sembrava l’unica risposta”.
La notte del 23 giugno 1993 la moglie gli tagliò il pene, saltò in macchina e lo lanciò fuori dal finestrino in Virginia. La polizia riuscì poi a ritrovare il membro reciso in un campo e i medici lo riattaccarono con successo. Il processo alla donna fu seguito dai media di tutto il mondo.
John Wayne Bobbitt oggi ha 49 anni e lavora come autista, ma in passato ha recitato in film per adulti, tra i più venduti della storia del porno, come ricorda il Daily Mail.
Lorena, invece, ha fondato la ‘Lorena Red Wagon’, una organizzazione no-profit che aiuta le vittime di violenza tra le mura domestiche. La donna ha anche raccontato di essere stata contattata più volte dall’ex marito, ma di non aver mai risposto. “Le auguro ogni bene”, il commento di John Bobbit.

Altro che maledizione del 27: “Questi artisti sono stati uccisi dalla CIA”

Gli autorevoli esponenti del ‘Club 27’, ma anche altri artisti tragicamente scomparsi a età diverse. Lo scrittore John Potash lancia accuse molto pesanti alla CIA nel suo ultimo libro, ‘Drugs as Weapons Against Us’ (‘Le droghe usate come armi contro di noi’). E sostiene che non si tratti di tragiche scomparse dovute a depressione o a una vita di eccessi.

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Potash era andato giù duro già alcuni anni fa, quando pubblicò un libro in cui sosteneva che le uccisioni di alcuni rapper, tra cui Tupac Shakur, non fossero dovute a scontri tra le fazioni della West e della East Coast, ma bensì ad un disegno perfettamente orchestrato dall’FBI, con lo scopo di reprimere il consenso dell’opinione pubblica nei confronti delle istanze rivendicate dagli afroamericani (e di cui i rapper erano i migliori ‘megafoni’ davanti al pubblico).
Ora, però, nuove ombre vengono gettate sulle morti di altri personaggi celebri: da John Lennon a Amy Winehouse, passando per Jimi Hendrix. Il caso più eclatante, tra quelli citati da Potash, riguarda però Kurt Cobain. Ufficialmente, il leader dei Nirvana è morto suicida a causa della depressione che lo aveva portato a cadere di nuovo nelle droghe pesanti. Una versione che sarebbe smentita dall’autore, che nel libro spiega: «Si era disintossicato, in quel periodo era pulito ed era pronto a fare da testimonial contro la dipendenza da eroina. All’inizio degli anni ’90, però, era la stessa CIA a pubblicizzare quella droga, così come fece trent’anni prima con gli acidi». Per Potash non si tratta di un suicidio: «Fu ucciso, e l’omicidio fu orchestrato alla perfezione della CIA. Era un personaggio scomodo, in quanto ex tossicodipendente pronto a influenzare i giovani e perché aveva una visione del mondo considerata troppo di sinistra per l’establishment americano». Accuse indubbiamente pesanti, ma tutte da verificare.

Roberta, la sexy modella che si lancia con il paracadute completamente nuda

Fisico da urlo e passione sfrenata per gli sport estremi: è questo l’identikit di Roberta Mancino, una modella di 36 anni scelta come ‘sportiva più bella dell’anno’ in un sondaggio tra i lettori di ‘Men’s Fitness’.Dal 2001 ad oggi ha realizzato circa 8.000 lanci con il paracadute e si è specializzata nelle discipline freestyle, freefly, video e tuta alare.

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Tra questi, quello che ha attirato di più l’attenzione dell’opinione pubblica è l’impresa di lanciarsi dall’aereo con il paracadute completamente nuda: questo è considerato qualcosa di davvero estremo, dato che dalla quota da cui si effettuano i lanci la temperatura è molto bassa e l’atleta scende nell’aria gelida, senza alcun indumento che lo protegga. Il suo volo completamente nuda è stato realizzato per un servizio fotografico per Playboy, mentre nel 2008, in occasione di un servizio per Le Iene, si è lanciata in topless.