Trans viene rifiutato dal ragazzo che gli piace, diventa donna e tra i due scoppia l’amore

Lui la rifiuta da uomo, lei diventa una donna e sboccia l’amore. La storia di Erin e Jared, Del Kentucky(Usa), rispettivamente 22 e 28 anni, è una storia inizialmente tormentata ma che si è conclusa con un lieto fine. Certo, si tratta di un amore decisamente fuori dagli standard.

sec_6888958Jared in passato aveva rifiutato le avances di Aaron. I due si sono persi di vista e nel frattempo per Aaron sono cambiate molte cose, tante, al punto da diventare una donna. Quando è “rinato” come Erin è stato lo stesso Jared a cercarla, non sapendo chi fosse, ma restando colpito dalla sua bellezza. «Ero ancora un ragazzo quando ho mandato a Jared un messaggio su Facebook perché mi piaceva, ma lui non era interessato e dopo un po’ ho lasciato perdere», spiega Erin al Daily Mail e poi racconta che nei successivi due anni si è sottoposta a cure ormonali e interventi per diventare donna fino a quando Jared non ha notato una sua foto su Instagram.
«Gli ho mandato subito il mio numero e dopo cinque minuti mi ha risposto. Abbiamo iniziato a parlare e il giorno dopo siamo usciti insieme. Dopo una settimana eravamo fidanzati», continua la ragazza. Il percorso di Erin, come spesso accade in questi casi, non è stato facile ma non è ancora ultimato. La 22enne deve ancora cambiare genere ma a tal riguardo Jared ha detto che per lui non è fondamentale: «Lei vuole essere più femminile, ma per me è già bellissima. L’amore che provo per lei va al di là di un’operazione». Erin prima di Jared aveva frequentato altri uomini ma ha ammesso che quando scoprivano la verità si allontanavano perché si vergognavano di lei, con lui è stato tutto diverso.
La loro però non è una storia facile, sui social sono spesso vittime di hater e minacce, soprattutto Jared viene insultato per aver scelto Erin come fidanzata, ma lui replica fermamente: «All’inizio ero depresso, ma poi ho parlato con Erin e abbiamo deciso semplicemente di ignorare gli hater. Per fortura riceviamo anche tanti messaggi incoraggianti che ci danno la forza di andare avanti».

Busta con proiettile per la giornalista Federica Angeli, lei reagisce: «Vi invito al coraggio»

«Vi invito al coraggio, anche oggi. Anche se ce la mettono tutta per farci passare la voglia di lottare. Noi siamo qui. A schiena dritta. #amanodisarmata». Si conclude così il post che Federica Angeli, cronista di Repubblica, affida a Facebook per rispondere a chi poche ore prima l’aveva minacciata. Minacciata per l’ennesima volta.

Federica-AngeliNel pomeriggio infatti una busta con dentro un proiettile è stata recapitata alla redazione del «Fatto Quotidiano» ed è indirizzata a Federica Angeli, che dal 2013 è costretta a vivere sotto scorta dopo le minacce di morte ricevute dopo alcune inchieste sulla malavita organizzata di Ostia e in particolare sulle vicende legate al clan Spada. Sulla vicenda la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine e ora attende le informative della Digos e della Squadra Mobile che hanno sequestrato il plico. La busta sarà affidata alla polizia scientifica per una serie di accertamenti che all’inizio della settimana prossima verranno inviati a piazzale Clodio.

«Volevate farmi sentire che sono nel mirino? – scrive la giornalista su Fb-. Lo sapevo già. Non c’era bisogno vi scomodaste. Volevate rovinarmi la giornata e farmi tremare lo stomaco? Ok. Bravi. Ma domani passa. Stringo forte tutti voi amici miei. Mandarvi un sorriso ora sarebbe ipocrita. Ma vi invito al coraggio, anche oggi». Solidarietà alla giornalista è stata espressa dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dal sindaco della Capitale, Virginia Raggi che hanno voluto così essere al fianco della cronista. «Federica Angeli siamo con te e con le tue battaglie in difesa della legalità e contro le mafie», twitta il presidente della regione. Mentre per la sindaca «chi lotta contro la criminalità non deve essere mai lasciato solo. Siamo tutti uniti a sostegno di FedeAngeli che ha ricevuto nuove minacce».

Nelle scorse settimane la Angeli era stata sentita come testimone nel processo a carico di Armando Spada, l’esponente del clan che l’aveva minacciata di morte nel 2013 nel corso di un servizio giornalistico sul gruppo criminale. Nel procedimento davanti al giudice monocratico la cronista compare come parte lesa. La cronista dovrà tornare in tribunale il prossimo 19 aprile, sempre nelle vesti di testimone, nel processo che vede accusati di tentato duplice omicidio Carmine Spada, ritenuto dagli inquirenti a capo dell’organizzazione, e il nipote Ottavio. E proprio il 19 Aprile, Fnsi e Cnog annunciano che saranno in aula accanto a lei insieme ad Usigrai, Articolo 21, No bavaglio e altre associazioni.

Federica Angeli «non ha intenzione di arretrare e noi saremo al suo fianco», scrive la Federazione Nazionale della Stampa. Anche la redazione di Leggo esprime la propria solidarietà nei confronti della collega Angeli, vittima di un attacco che vuole colpire la sua persona e la liberta d’informazione.

Aldo Naro, le foto choc dell’autopsia su Fb. Il papà: “Morto per un calcio? Impossibile, trovate i colpevoli”

Il giovane Aldo Naro fu ucciso il giorno di San Valentino del 2015, nella discoteca Goa di Palermo: era un medico, appena laureato, e la sua morte sconvolse tutta la Sicilia. Oggi i suoi familiari, a oltre tre anni dalla tragedia (ecco cosa accadde), nel contestare la conclusione delle indagini – che hanno portato alla condanna a 10 anni di Andrea Balsano, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni e faceva il buttafuori (in nero) nel locale – hanno postato su Facebook le foto dell’autopsia, con un elenco di traumi documentati dalle immagini.3645313_1301_aldo_naro_foto_choc_autopsiaPer i familiari è assurdo che Aldo sia morto per un solo calcio, sferrato dal Balsano: le condizioni del suo cadavere sarebbero infatti incompatibili con la ricostruzione dell’inchiesta. «Davvero – si chiedono – un solo calcio sferrato da un unico soggetto ad una persona che si trova a terra può provocare tutte le lesioni descritte? Se così non fosse, chi ha provocato tutte le altre?».
«E pertanto, chi sono gli altri assassini di Aldo? Perché questo fondamentale aspetto della vicenda non è stato approfondito? – continua il post – Peraltro, mancano, perché non fatte nel corso dell’autopsia, le foto del ventre, dei genitali e della parte frontale e interna delle cosce della vittima. Inspiegabilmente, non è stato effettuato alcun esame radiologico, e nessuna Tac a parte quella del cranio».
IL PAPÀ: ABBIAMO DECISO DI DIRE BASTA «Secondo lei quello è un ragazzo ucciso da un calcio di un 17enne? Adesso abbiamo deciso di dire basta. Aldo ha una mamma e una sorella. E io che sono uomo delle istituzioni non posso ignorare la loro voglia di verità e giustizia. Abbiamo appena iniziato a mostrare all’opinione pubblica tutte le incongruenze emerse nelle indagini. Non possiamo più stare zitti». Così Rosario Naro, colonnello dei carabinieri e padre del ragazzo ucciso tre anni fa, spiega la scelta di pubblicare le foto dell’autopsia del figlio. «Noi famiglie di vittime di efferati delitti troppo spesso dalle indagini non abbiamo giustizia – aggiunge il padre di Aldo Naro -. Per questo abbiamo deciso di pubblicare le foto dell’autopsia. Una cosa grave, lo comprendo. Abbiamo voluto coinvolgere l’opinione pubblica su quanto è successo a mio figlio». «Noi familiari non possiamo accettare la conclusione delle indagini che ha portato alla condanna di un solo 17enne unico responsabile che ha ucciso mio figlio con un calcio. È evidente come dimostrano le foto che Aldo è stato ucciso non solo da una persona. Abbiamo appena iniziato e mostreremo tutte le incongruenze o le discrasie tra le indagini e quanto mostrano quelle foto».

COSA ACCADDE QUELLA SERA? Nella pagina Facebook Giustizia per Aldo Naro, campeggia la presentazione di Aldo, con una sua foto e la ricostruzione da parte della famiglia dell’omicidio che gli tolse la vita in quel lontano 2015. «2 anni e 6 mesi fa andai a ballare con amici, la mia ragazza e colleghi di università.. quasi a fine serata 15 persone mi hanno aggredito, pestato a morte, sotto gli occhi di tutti. Nessuno fece niente. Dentro di me, quando queste persone mi calciavano, mi davano pugni, mi spezzavano le ossa e il naso io pensavo “perché nessuno fa niente?? L’unione fa la forza, aiutatemi!” Ma tutti rimasero fermi».
«Nessuno ha fatto niente – continua il post, risalente al settembre 2017 – Se non dire bugie su bugie Perché nessuno ha il coraggio di dire “ho avuto paura, perché erano in 15 e pensavo che potessero uccidere anche me” E più facile dire una bugia In questo giorno chiedo a tutti voi di recarvi in chiesa, o anche semplicemente di dire una preghiera per me è tutti quelli come me che sono morti sotto gli occhi di tutti, e che sperano un giorno di avere giustizia, di sapere la vera verità!».

Frizzi, Pupo al veleno su Facebook: “Gli ipocriti che ti angosciavano, adesso ti piangono”

Anche Pupo si unisce ai tanti messaggi di dolore per la morte di Fabrizio Frizzi, scomparso nella notte tra domenica e lunedì a 60 anni per un’emorragia cerebrale, che definisce «fratello» ma ci tiene a sottolineare anche le tante «sofferenze» per motivi di lavoro patite dal conduttore. Prima un commento «fuori dal coro» affidato alla sua pagina Facebook e poi uno sfogo con il Corriere della Sera.

3632871_1324_pupo_frizzi (1)«Abbiamo condiviso – scrive sui social – momenti professionali meravigliosi e altri, privati, in cui mi raccontavi le tue sofferenze e le angosce che gli ipocriti che oggi ti rimpiangono, ti avevano causato». E poi spiega al Corriere: «Mi dà fastidio l’ipocrisia. Non delle persone comuni, che si commuovono davvero e provano sincere emozioni. Ma quella di certa dirigenza Rai, che se ne frega dei rapporti umani, è cinica, ti sta vicino solo quando gli servi perché hai successo».
«In Rai ci sono persone che hanno fatto dannare Fabrizio, che soffriva per le ingiustizie subite, pativa le ritorsioni, doveva ingoiare rospi. E io penso anche che certe angosce influiscano sulla salute». E poi chiarisce: «Anche se oggi non lo dice nessuno, io penso che sia giusto ricordarlo, così magari in futuro ci sarà qualcuno che eviterà di parlare. Non ho problemi a dire che in Rai c’è gente che si dovrebbe vergognare, e non mi riferisco ai colleghi».

Valon Behrami, nuovo amore: è la sexy sciatrice svizzera Lara Gut

Valon Behrami ha un nuovo amore: il ‘love affair’ che sta facendo parlare tutta la Svizzera approda anche su Leggo. La nuova fiamma del centrocampista dell’Udinese è una sua connazionale: si tratta della 26enne sciatrice Lara Gut. La storia, fino ad oggi, era stata oggetto di voci e indiscrezioni circolate in Svizzera. Ora, però, dalla sciatrice proveniente dal Canton Ticino è giunta una conferma ufficiale, in un lungo post di riflessione pubblicato su Facebook.

173624098-83f201e1-89ba-4f14-bb50-b8135c611533Lara Gut, dopo un promettente avvio di carriera, culminato con una vittoria in Coppa del Mondo nel 2016 e un bronzo alle Olimpiadi invernali di Sochii, ha vissuto una stagione deludente, tra infortuni e piazzamenti mancati per pochi centesimi di secondo. La ragazza, però, dimostra di essere determinata, non solo grazie agli insegnamenti del padre, ma anche per le piacevoli novità nella vita privata.

«Negli anni passati ho spesso avuto l’impressione che mi mancasse un pezzo, era una sensazione di incompletezza e ho sempre pensato che fosse legato al mondo dello sci. Quest’inverno ho scoperto quale fosse il tassello mancante e non aveva nulla a che vedere con lo sport: si chiama amore» – spiega la sciatrice, parlando del 32enne centrocampista di origini kosovare – «Con Valon ho scoperto la forza di essere in due e di avere una persona accanto che ti tiene per mano e non ti lascia mai sola».
Le prime indiscrezioni sulla relazione erano giunte nei mesi scorsi, dopo la separazione di Behrami dalla moglie Elena Bonzanni. Fino ad oggi, però, né Valon, né Lara avevano lasciato trapelare il minimo indizio attraverso i social. Ora che è arrivata la conferma ufficiale, nel mondo dello sport e del gossip elvetico non si parla d’altro: la storia ricorda un po’ quella tra Tiger Woods e Lindsey Vonn, ma restituisce agli svizzeri un’immagine nuova di una sportiva che in passato era stata giudicata troppo presuntuosa e protetta dalla famiglia.

Morandi fa pipì all’Autogrill: fan posta la foto e lui si arrabbia

Gianni Morandi immortalato da una fan in bagno all’Autogrill che diffonde la foto. Il cantante prima si arrabbia poi ci ride sopra, scrivendo lui stesso sui social.

29101777_10157495335613438_1537502544262070272_n«Questa foto sta circolando sul web – ha scritto oggi Morandi postando la foto su Facebook -. Qualche giorno fa, nella toilette di un Autogrill, “Gianni!”, una voce mi chiama, mi giro e vedo una signora sui cinquant’anni, con un cellulare in mano. Dopo un attimo di sorpresa la mando a quel paese. Luisa, una fan un po’ invadente, ha postato questa foto su Facebook – continua il cantante – scatenando commenti di ogni tipo. All’inizio mi sono arrabbiato – conclude Morandi – ma poi mi sono fatto una bella risata! Ci sono cose più gravi nella vita».

Fabrizio Corona pubblica foto e video su Instagram: “Violate prescrizioni”, ma niente carcere

Fabrizio Corona, niente carcere. Il giudice della Sorveglianza di Milano Simone Luerti ha respinto la richiesta di revoca dell’affidamento terapeutico concesso nei giorni scorsi a Fabrizio Corona che, dunque, non dovrà tornare in carcere.
Lo ha comunicato il legale Ivano Chiesa, precisando che Corona è stato solo formalmente ‘diffidato’ dal giudice ad attenersi alle prescrizioni che ha violato e, in particolare, a quella di non usare i social e non diffondere video e foto come ha fatto. È probabile che venga convocato dal giudice per la diffida.

foto_679051_550x340Il giudice, ha spiegato l’avvocato Chiesa, «ha respinto l’iniziativa della Procura generale che mi appariva decisamente sproporzionata, ma d’altro canto quando si tratta di Corona la Procura di Milano non manca mai di intervenire con assoluta tempestività e con la messa in campo di tutte le ‘armì a disposizione». Qualche giorni fa il sostituto pg Antonio Lamanna aveva chiesto che Corona tornasse in carcere perché, malgrado nelle prescrizioni dell’affidamento il giudice avesse vietato all’ex agente fotografico di usare i social e anche di diffondere immagini o autorizzare altri alla diffusione, pochi giorni dopo l’uscita dal carcere sono comparsi sui profili Facebook e Instagram dell’ex ‘re dei paparazzì una foto che lo ritraeva all’uscita dal carcere con una felpa rossa addosso. E soprattutto un video montato di alcuni minuti con colonna sonora rap che mostrava le fasi dell’uscita da San Vittore, comprese alcune sue effusioni, sempre dopo la scarcerazione, con Silvia Provvedi, sua fidanzata. Inoltre, sempre in quei giorni era stato pubblicato un servizio fotografico su ‘Chi’ che ritraeva Corona a passeggio con la fidanzata dopo la scarcerazione.

«La richiesta d’arresto per una pubblicazione su Instagram, che peraltro io ritengo non fosse violazione della prescrizione, ma di questo parleremo con il magistrato, mi è apparsa da subito esagerata». Lo ha spiegato il legale di Fabrizio Corona, l’avvocato Ivano Chiesa, comunicando la decisione del giudice Simone Luerti che ha respinto l’istanza di revoca dell’affidamento terapeutico per l’ex agente fotografico della Procura generale, diffidandolo però formalmente ad attenersi alla prescrizione «numero 10», ossia a quella che vieta l’uso dei social e la diffusione di immagini da parte sua e anche di autorizzare altri a diffonderle. «Mi chiedo infatti – ha aggiunto Chiesa – quale avrebbe potuto essere mai la sanzione qualora vi fosse stata una grave violazione della prescrizione». Il legale ha chiarito, inoltre, che è anche possibile che il giudice convochi più avanti Corona per ‘ammonirlò anche verbalmente.

“Corona ha postato foto sui social”: secondo il pg deve tornare in carcere

La Procura generale di Milano ha chiesto la revoca dell’affidamento terapeutico concesso a Fabrizio Corona nei giorni scorsi, perché l’ex agente fotografico, subito dopo essere uscito dal carcere, ha violato le prescrizioni dell’affidamento postando sia sul suo profilo Facebook che su quello Instagram foto e video.

3587727_1658_corona_contentoIl sostituto pg Antonio Lamanna ha chiesto, dunque, che l’ex re dei paparazzi torni in carcere e sull’istanza dovrà decidere il giudice della Sorveglianza Simone Luerti.

Loredana Lecciso minaccia di querelare Romina Power: ecco il post della bufera

E’ scontro aperto tra Loredana Lecciso e Romina Power per un post pubblicato e poi cancellato dalla compagna di Al Bano Carrisi. Tra le due volano parole grosse sulla presunta gravidanza di Cristel Carrisi e la faccenda potrebbe concludersi malissimo. Le due oramai si sfidano senza esclusione di colpi e non è escluso un approdo in tribunale. Ecco cosa è successo…

guerra-tra-Loredana-Lecciso-e-Romina-Power-01-@-instagramÈ sempre più guerra tra Loredana Lecciso e Romina Power. Lo scontro tra l’ex moglie e l’attuale compagna di Al Bano Carrisi sta raggiungendo vette sempre più alte, scatenandosi su livelli che hanno quasi dell’inverosimile. Stavolta di mezzo c’è un post che ha scatenato la bufera. Ma cosa sarà mai successo?
Sul web era da qualche giorno trapelata la notizia di una possibile gravidanza di Cristel Carrisi, figlia di Al Bano e Romina. Una news che non era stata confermata, ma che sembrava data per vera da Loredana Lecciso.
In un post Facebook firmato col suo nome è comparsa la didascalia: “Sì, è vero. E’ incinta di un maschietto, nascerà ad aprile. Ditelo ai giornalisti, fare girare la foto e la notizia. Io non vi ho detto nulla”.

Rendendo pubblica l’indiscrezione della dolce attesa di Cristel, Loredana ha però causato l’ira di qualcuno. Riprendendo il post della Lecciso, infatti, la Power ha scritto su Instagram un velenoso “Post interessante…”

Sicuramente le avrà dato fastidio il fatto che a dare la notizia della gravidanza fosse la compagna di Al Bano, prima ancora dei genitori della futura mamma. Il post è però subito scomparso, anche se la Lecciso ha fatto in tempo a notarlo. E a decidere di agire legalmente contro Romina.
“In data odierna – si legge nel comunicato dei suoi legali – sul profilo della sig.ra Romina Power è apparso un post a contenuto altamente e gravemente diffamatorio e lesivo della persona e dell’immagine della sig.ra Loredana Lecciso. Tale post, verosimilmente ascrivibile ad ignoti, si è esplicato nella divulgazione di notizie false non provenienti dalla sig.ra Lecciso, con l’aggravante dell’indebita appropriazione della sua identità. La sig.ra Loredana Lecciso, turbata e legittimamente infastidita dall’accaduto, rende noto che per il tramite dei propri avvocati porrà in essere ogni azione idonea alla tutela dei propri interessi, a tal fine riservandosi di adire tutte le vie legali, sia in sede civile che in sede penale”.

Insomma, è grande gelo tra le due, che potrebbe concludersi anche con una citazione in tribunale. Come andrà a finire? Loredana avrà realmente scritto quelle frasi? O avrà invece ragione Romina Power?

Bimba di un anno sbranata nel passeggino dal rottweiler comprato da suo padre solo 5 giorni prima

Un sabato pomeriggio come tanti. Una passeggiata per raggiungere la casa della nonna, ad appena un isolato di distanza, e trascorrere un pomeriggio in famiglia. Ma Kamilla Jones, 12 mesi, e sua madre non sono mai arrivate in quella casa di Inverell, in Australia: mentre la donna spingeva il passeggino, la piccola è stata attaccata e sbranata da un rottweiler che, dopo aver scavalcato il recinto di una casa, si è scagliato contro Kamilla non lasciandole alcuna speranza di sopravvivenza.
La mamma ha tentato di tutto per salvare la figlia, ma ogni sforzo si è dimostrato inutile: la furia di quel cane si è portata via la sua piccola proprio sotto i suoi occhi. A nulla è valsa la corsa in ospedale: l’ambulanza è stata chiamata intorno alle 14.20 e i medici hanno tentato tutto il possibile per mantenerla in vita.

3585625_Schermata_2018-03-04_alle_14_05_52«Hanno cercato instancabilmente di rianimarla all’Inverell District Hospital – ha raccontato Mindy Davis, una testimone che si trovava in ospedale – Eravamo anche noi al pronto soccorso ed è stato straziante sentire le urla di disperazione dei genitori quando hanno capito che la piccola non ce l’aveva fatta». Sotto choc la famiglia e la comunità di Inverell. «Stavano passeggiando per strada – ha scritto su Facebook Ida Boney, la zia di Kamilla – Non ci sono parole per descrivere lo strazio di una madre che ha combattuto con ogni muscolo del suo corpo per salvare la figlia. La nostra famiglia ha perso un angelo a cui non è stato permesso di vivere la sua vita». Intanto alcuni amici hanno aperto una pagina su GoFundMe per aiutare i genitori a pagare le spese per il funerale: «Un bellissimo piccolo angelo ha aperto le sue ali troppo presto. Era una bambina amata da tutti e stiamo cercando di raccogliere fondi per aiutare la sua famiglia per il funerale. È una spesa inaspettata che la famiglia non avrebbe mai voluto sostenere e che al momento non riesce ad affrontare per difficoltà economiche. Puntiamo a raccogliere fondi per darle l’addio che si merita».

La polizia sta indagando sulla morte di Kamilla, mentre il cane è stato preso in custodia dall’Inverell Shire Council, che nelle prossime ore deciderà se abbatterlo. Come riporta The Sydney Morning Herald, nel New South Wales, nel 2017 sono stati segnalati 3430 attacchi di cani. In 310 casi gli attacchi sono stati contro bambini sotto i 16 anni.