Nadia Toffa e il cancro, Eleonora Brigliadori choc: «Chi è causa del suo mal pianga se stesso»

Eleonora Brigliadori contro Nadia Toffa. La conduttrice de Le Iene sta combattendo ormai da diversi mesi contro il cancro che la affligge e che le ha impedito per lungo tempo di essere al timone della trasmissione di Italia 1: ma per qualcuno la sua malattia non è qualcosa per cui mostrare empatia, ma un modo per attaccare Nadia.

3805012_1947_nadia_toffa_eleonora_brigliadoriSuccede anche questo, e la protagonista è appunto Eleonora Brigliadori, attrice e conduttrice tv 58enne, da anni sostenitrice del “metodo Hamer” (che sostiene come la genesi delle malattie sia legata a traumi o conflitti non risolti) e di metodi sciamanici per curare il cancro, invece della chemioterapia. Tema su cui la Toffa realizzò un servizio proprio per Le Iene, particolare che deve essersi legata al dito fino ad ora.
In un commento su Facebook, la Brigliadori ha usato parole terribili per Nadia Toffa: «Chi è causa del suo mal pianga se stesso, il destino mostra le false teorie nella vita e dove la salute scompare la falsità avanza», ha scritto, rispondendo al commento di un altro utente. La Brigliadori dovrebbe tra l’altro tornare in tv nelle prossime settimane sulla Rai, che l’ha arruolata per la prossima edizione di Pechino Express: sul web sono in molti a chiedere ora alla tv pubblica di ripensarci.

Vladmir Luxuria insultata dalla truccatrice Rai: i provvedimenti presi

Vladimir Luxuria è stata ospite del programma tv ‘Quelle brave ragazze’, ma prima di entare in studio è stata la protagonista di una disavventura all’interno della sala trucco. Insultata pesantemente da una truccatrice, la conduttrice Veronica Maya le ha chiesto immediatamente scusa per le offese ricevute.

vladimir-luxuria-insultata-da-una-truccatrice-rai_2032625Ecco cosa è accaduto dietro le quinte della trasmissione
A raccontarlo è stata direttamente lei, in un video pubblicato sul suo profilo Facebook, spiegando di come tutto sia successo nella sala trucco della trasmissione condotta Arianna Ciampoli, Valeria Graci, Mariolina Simone e Veronica Maya.

“In questa sala – ha raccontato Vladimir – c’è uno specchio divisorio che separa delle postazioni trucco e chi stava dietro lo specchio non mi vedeva. C’era una truccatrice che non sapeva che fossi lì e, letto l’elenco degli ospiti, appena ha visto che c’ero anche io ha cominciato a dire a voce alta: ‘Oddio, ce sta pure Luxuria, quella che se crede donna, quella che vuole rappresenta’ le donne. Ao, io mica me posso sentì rappresentata da sto frocione?’”
A Quelle Brave Ragazze Vladimir Luxuria insultata pesantemente: arrivano le scuse della RAI
Parole dure senza alcun dubbio, alle quali la stessa ex parlamentare ha voluto rispondere: “sono andata dietro lo specchio e le ho detto: ‘signora, lei non si può permettere di usare questo tipo di linguaggio nei confronti di una persona che è stata invitata dall’azienda RAI, che in questo momento anche lei rappresenta e che è qui per partecipare a una trasmissione e non per essere insultata’. Lei ha negato tutto”.

A chiedere scusa a Vladimir ci ha pensato Veronica Maya, rimasta sbigottita come lei. Nel video, però, Luxuria ha lanciato un appello alla tv di stato affinché “nessuno possa essere insultato per via della sua razza, religione, orientamento sessuale e identità di genere”.

La risposta di Viale Mazzini non si è fatta attendere. Con un comunicato stampa la RAI ha presentato “le proprie scuse formali per l’inaccettabile episodio”. Ha inoltre reso noto che al suo interno esiste un Codice Etico a riguardo. Inoltre, è stata immediatamente aperta un’indagine interna per accertare le responsabilità. Sperando che episodi del genere non si ripetano…

Vasto, 14enne schiava per due anni del fidanzatino: «Sesso con me e i miei amici o pubblico il video hard»

Antonella, a 14 anni resa schiava per due anni dal fidanzatino, con un ricatto: “O fai sesso con me e i miei amici o mando a tutti il video hard, su Facebook, WhatsApp e Instagram”.

Due minorenni arrestati per riduzione in schiavitù, pornografia minorile, violenza sessuale di gruppo, violenza privata e atti persecutori. Vittima dell’incubo una ragazzina che quando è iniziato tutto aveva appena 14 anni.

violenza-sessualeLa giovanissima aveva iniziato una relazione sentimentale con un coetaneo, Marco (nome di fantasia usato dai carabinieri), che riprende di nascosto un rapporto intimo. Da quel momento per Antonella (altro nome di fantasia) iniziano le minacce: rapporti sessuali con Marco e gli amici o il video sarà pubblicato.
Una storia terribile che dura per due anni. La giovane è costretta a incontri in garage, casolari e anche all’aperto fino a quando trova il coraggio di denunciare. Le pressanti richieste avvengono sono continuate anche durante le audizioni con le forze dell’ordine: un ulteriore elemento di prova a carico di quello che doveva essere il primo fidanzatino e invece si è rivelato un aguzzino senza scrupoli. Lui e l’amico stamattina sono stati arrestati dai carabinieri di Vasto e trasferiti nell’Istituto penale per Minorenni di Casal del Marmo.

«Io sono magra e i mariti delle altre mi guardano»: umilia le altre mamme, Selvaggia Lucarelli non gliela fa passare liscia

Umilia le mamme più grasse su Facebook e viene costretta a cancellare il post da una Selvaggia Lucarelli più in forma che mai. La blogger e webstar ha deciso di intervenire in prima persona per replicare a una donna che, per pubblicizzare un prodotto dietetico di cui è rappresentante, ha pensato bene di scattare una foto a tradimento ad alcune mamme alla festa di fine anno della scuola della figlia.

selvaggia_lucarelli_attacca_mamma_bullismo_promozionale_prodotto_dietetico_30094212 (1)La donna, infatti, ha scelto di scattarsi un selfie con tre donne un po’ sovrappeso e in una postura infelice sullo sfondo. Il tutto, corredato da quello che dovrebbe essere un post promozionale: «Mamme, iniziate a usare questo prodotto, perché i vostri mariti si girano a guardare altre mamme, ben più curate».
Selvaggia Lucarelli non ci sta e condanna severamente l’episodio: «Ha scelto quelle più in carne per scattare loro una foto a tradimento, tutto per pubblicizzare una minchiata dimagrante che vende. E nei commenti un altro genio la spalleggia: “Oddio non puoi capire che imbarazzo questi mariti che guardavano me e non le loro mogli”». A questo punto, non poteva che arrivare il ‘blast’ (in quattro semplici punti): «D’ora in poi ti guarderanno anche le mamme, ma per starti alla larga. Poi hai fatto, davanti ai bambini, ciò che non andrebbe insegnato a un figlio: prendere di mira i grassi di nascosto e deriderli. Il peso, inoltre, si perde con la dieta, ma la stupidità neanche con due anni di digiuno. Infine, se proprio vogliamo metterla su un punto di vista estetico, stai serena, che neanche tu sei Belen».

Royal Wedding, ecco le foto ufficiali delle nozze di Henry e Meghan

A due giorni dal Royal Wedding sono state pubblicate le foto ufficiali delle nozze tra il principe Henry e Meghan Markle. L’evento è stato seguitissimo in tutto il mondo e sul web, ma solo adesso è possibile ammirare le classiche immagini degli sposi in posa e il consueto ritratto di famiglia.

3746226_1647_meghan_henry_royal_wedding_fotoufficialiGli scatti sono stati condivisi sulla pagina Facebook ufficiale della Famiglia Reale inglese.
Il Duca e la Duchessa sono a Buckingham Palace, nel salotto verde, circondati dapprima dai familiari più stretti e poi dai paggetti.

32010182_619248938438757_814046755296378880_n-1Accanto alla coppia siedono la regina Elisabetta, il principe Filippo e Kate Middleton, in piedi tutti gli altri. La moglie di William ha in braccio la figlia Charlotte. E poi compaiono la mamma di Meghan, il principe Carlo e Camilla.

Finge di essere il pornodivo Trentalance su Facebook per conquistare la showgirl Justin Mattera: condannato

Pornodivo per finta per carpire la fiducia di Justin Mattera, la cantante e attrice statunitense che sposò Paolo Limiti. Un inganno costato la condanna anche in appello per Antony Repici che pure ha ottenuto un lieve sconto di pena in secondo grado: il giovane originario di Messina, per riuscire a chattare con la showgirl e con la scrittrice di romanzi erotici Irene Cao, si sarebbe spacciato per il pornodivo Franco Trentalance e per il ciclista veneto Filippo Pozzato.

83283_0140811_76378_276hOggi la quarta Corte d’appello di Milano ha condannato il 28enne a un anno e 2 mesi di carcere, ritoccando al ribasso di 6 mesi in meno rispetto quanto gli aveva inflitto il Tribunale lo scorso settembre. I giudici hanno confermato anche i risarcimenti: 8 mila euro per Trentalance, 6 mila per Cao, 4 mila euro per Pozzato e la provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro per Justine Mattera.

Per lei il danno totale sarà liquidato in sede civile. La show girl commentando la sentenza, ha voluto ringraziale il suo legale, l’avvoccato Anton Emilio Krogh, e «la polizia postale per il lavoro svolto e il grande supporto dato in un momento così difficile. Ma voglio ripetere il mio consiglio a tutti: denunciate subito quando ci si trova vittime di violenze così odiose».
Secondo il capo di imputazione, tra luglio e novembre 2012, Repici, allora 22enne, utilizzando due falsi profili Facebook, si sarebbe sostituito «illegittimamente alla persona di Trentalance (…) e così induceva in errore Mattera Justine», ex moglie del conduttore Paolo Limiti (morto nei mesi scorsi), «con la quale intratteneva delle conversazioni telematiche attribuendosi l’identità» del noto pornodivo.

Un inganno nei confronti di Mattera, che gli avrebbe rivelato alcune informazioni private. Inoltre, in base alla ricostruzione dell’accusa, alla «sostituzione di persona», sarebbe seguita la minaccia alla showgirl «di rendere pubblici i contenuti» delle conversazioni «ritenute compromettenti». In tal modo il giovane avrebbe compiuto, quindi, «atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere» Mattera «a proseguire le comunicazioni on line».

Tuttavia, Repici non sarebbe riuscito «nell’intento in quanto la stessa, una volta resa edotta della sostituzione di persona, interrompeva i rapporti e si rivolgeva alle forze di polizia denunciando i fatti».

Una denuncia che ha fatto finire imputato il giovane per sostituzione di persona e violenza privata. Il 28enne, nel dicembre del 2011, avrebbe usato lo stesso stratagemma con Irene Cao: avrebbe creato falsi profili Facebook e Twitter «a nome di Pozzato Filippo» oltre che un «falso account e-mail» per sostituirsi «illegittimamente» al ciclista e per parlare via chat con l’autrice della trilogia erotica ‘Io ti guardo, Io ti sento, Io ti vogliò. Anche in questo caso è poi scattata la denuncia.

Trans viene rifiutato dal ragazzo che gli piace, diventa donna e tra i due scoppia l’amore

Lui la rifiuta da uomo, lei diventa una donna e sboccia l’amore. La storia di Erin e Jared, Del Kentucky(Usa), rispettivamente 22 e 28 anni, è una storia inizialmente tormentata ma che si è conclusa con un lieto fine. Certo, si tratta di un amore decisamente fuori dagli standard.

sec_6888958Jared in passato aveva rifiutato le avances di Aaron. I due si sono persi di vista e nel frattempo per Aaron sono cambiate molte cose, tante, al punto da diventare una donna. Quando è “rinato” come Erin è stato lo stesso Jared a cercarla, non sapendo chi fosse, ma restando colpito dalla sua bellezza. «Ero ancora un ragazzo quando ho mandato a Jared un messaggio su Facebook perché mi piaceva, ma lui non era interessato e dopo un po’ ho lasciato perdere», spiega Erin al Daily Mail e poi racconta che nei successivi due anni si è sottoposta a cure ormonali e interventi per diventare donna fino a quando Jared non ha notato una sua foto su Instagram.
«Gli ho mandato subito il mio numero e dopo cinque minuti mi ha risposto. Abbiamo iniziato a parlare e il giorno dopo siamo usciti insieme. Dopo una settimana eravamo fidanzati», continua la ragazza. Il percorso di Erin, come spesso accade in questi casi, non è stato facile ma non è ancora ultimato. La 22enne deve ancora cambiare genere ma a tal riguardo Jared ha detto che per lui non è fondamentale: «Lei vuole essere più femminile, ma per me è già bellissima. L’amore che provo per lei va al di là di un’operazione». Erin prima di Jared aveva frequentato altri uomini ma ha ammesso che quando scoprivano la verità si allontanavano perché si vergognavano di lei, con lui è stato tutto diverso.
La loro però non è una storia facile, sui social sono spesso vittime di hater e minacce, soprattutto Jared viene insultato per aver scelto Erin come fidanzata, ma lui replica fermamente: «All’inizio ero depresso, ma poi ho parlato con Erin e abbiamo deciso semplicemente di ignorare gli hater. Per fortura riceviamo anche tanti messaggi incoraggianti che ci danno la forza di andare avanti».

Busta con proiettile per la giornalista Federica Angeli, lei reagisce: «Vi invito al coraggio»

«Vi invito al coraggio, anche oggi. Anche se ce la mettono tutta per farci passare la voglia di lottare. Noi siamo qui. A schiena dritta. #amanodisarmata». Si conclude così il post che Federica Angeli, cronista di Repubblica, affida a Facebook per rispondere a chi poche ore prima l’aveva minacciata. Minacciata per l’ennesima volta.

Federica-AngeliNel pomeriggio infatti una busta con dentro un proiettile è stata recapitata alla redazione del «Fatto Quotidiano» ed è indirizzata a Federica Angeli, che dal 2013 è costretta a vivere sotto scorta dopo le minacce di morte ricevute dopo alcune inchieste sulla malavita organizzata di Ostia e in particolare sulle vicende legate al clan Spada. Sulla vicenda la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine e ora attende le informative della Digos e della Squadra Mobile che hanno sequestrato il plico. La busta sarà affidata alla polizia scientifica per una serie di accertamenti che all’inizio della settimana prossima verranno inviati a piazzale Clodio.

«Volevate farmi sentire che sono nel mirino? – scrive la giornalista su Fb-. Lo sapevo già. Non c’era bisogno vi scomodaste. Volevate rovinarmi la giornata e farmi tremare lo stomaco? Ok. Bravi. Ma domani passa. Stringo forte tutti voi amici miei. Mandarvi un sorriso ora sarebbe ipocrita. Ma vi invito al coraggio, anche oggi». Solidarietà alla giornalista è stata espressa dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dal sindaco della Capitale, Virginia Raggi che hanno voluto così essere al fianco della cronista. «Federica Angeli siamo con te e con le tue battaglie in difesa della legalità e contro le mafie», twitta il presidente della regione. Mentre per la sindaca «chi lotta contro la criminalità non deve essere mai lasciato solo. Siamo tutti uniti a sostegno di FedeAngeli che ha ricevuto nuove minacce».

Nelle scorse settimane la Angeli era stata sentita come testimone nel processo a carico di Armando Spada, l’esponente del clan che l’aveva minacciata di morte nel 2013 nel corso di un servizio giornalistico sul gruppo criminale. Nel procedimento davanti al giudice monocratico la cronista compare come parte lesa. La cronista dovrà tornare in tribunale il prossimo 19 aprile, sempre nelle vesti di testimone, nel processo che vede accusati di tentato duplice omicidio Carmine Spada, ritenuto dagli inquirenti a capo dell’organizzazione, e il nipote Ottavio. E proprio il 19 Aprile, Fnsi e Cnog annunciano che saranno in aula accanto a lei insieme ad Usigrai, Articolo 21, No bavaglio e altre associazioni.

Federica Angeli «non ha intenzione di arretrare e noi saremo al suo fianco», scrive la Federazione Nazionale della Stampa. Anche la redazione di Leggo esprime la propria solidarietà nei confronti della collega Angeli, vittima di un attacco che vuole colpire la sua persona e la liberta d’informazione.

Aldo Naro, le foto choc dell’autopsia su Fb. Il papà: “Morto per un calcio? Impossibile, trovate i colpevoli”

Il giovane Aldo Naro fu ucciso il giorno di San Valentino del 2015, nella discoteca Goa di Palermo: era un medico, appena laureato, e la sua morte sconvolse tutta la Sicilia. Oggi i suoi familiari, a oltre tre anni dalla tragedia (ecco cosa accadde), nel contestare la conclusione delle indagini – che hanno portato alla condanna a 10 anni di Andrea Balsano, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni e faceva il buttafuori (in nero) nel locale – hanno postato su Facebook le foto dell’autopsia, con un elenco di traumi documentati dalle immagini.3645313_1301_aldo_naro_foto_choc_autopsiaPer i familiari è assurdo che Aldo sia morto per un solo calcio, sferrato dal Balsano: le condizioni del suo cadavere sarebbero infatti incompatibili con la ricostruzione dell’inchiesta. «Davvero – si chiedono – un solo calcio sferrato da un unico soggetto ad una persona che si trova a terra può provocare tutte le lesioni descritte? Se così non fosse, chi ha provocato tutte le altre?».
«E pertanto, chi sono gli altri assassini di Aldo? Perché questo fondamentale aspetto della vicenda non è stato approfondito? – continua il post – Peraltro, mancano, perché non fatte nel corso dell’autopsia, le foto del ventre, dei genitali e della parte frontale e interna delle cosce della vittima. Inspiegabilmente, non è stato effettuato alcun esame radiologico, e nessuna Tac a parte quella del cranio».
IL PAPÀ: ABBIAMO DECISO DI DIRE BASTA «Secondo lei quello è un ragazzo ucciso da un calcio di un 17enne? Adesso abbiamo deciso di dire basta. Aldo ha una mamma e una sorella. E io che sono uomo delle istituzioni non posso ignorare la loro voglia di verità e giustizia. Abbiamo appena iniziato a mostrare all’opinione pubblica tutte le incongruenze emerse nelle indagini. Non possiamo più stare zitti». Così Rosario Naro, colonnello dei carabinieri e padre del ragazzo ucciso tre anni fa, spiega la scelta di pubblicare le foto dell’autopsia del figlio. «Noi famiglie di vittime di efferati delitti troppo spesso dalle indagini non abbiamo giustizia – aggiunge il padre di Aldo Naro -. Per questo abbiamo deciso di pubblicare le foto dell’autopsia. Una cosa grave, lo comprendo. Abbiamo voluto coinvolgere l’opinione pubblica su quanto è successo a mio figlio». «Noi familiari non possiamo accettare la conclusione delle indagini che ha portato alla condanna di un solo 17enne unico responsabile che ha ucciso mio figlio con un calcio. È evidente come dimostrano le foto che Aldo è stato ucciso non solo da una persona. Abbiamo appena iniziato e mostreremo tutte le incongruenze o le discrasie tra le indagini e quanto mostrano quelle foto».

COSA ACCADDE QUELLA SERA? Nella pagina Facebook Giustizia per Aldo Naro, campeggia la presentazione di Aldo, con una sua foto e la ricostruzione da parte della famiglia dell’omicidio che gli tolse la vita in quel lontano 2015. «2 anni e 6 mesi fa andai a ballare con amici, la mia ragazza e colleghi di università.. quasi a fine serata 15 persone mi hanno aggredito, pestato a morte, sotto gli occhi di tutti. Nessuno fece niente. Dentro di me, quando queste persone mi calciavano, mi davano pugni, mi spezzavano le ossa e il naso io pensavo “perché nessuno fa niente?? L’unione fa la forza, aiutatemi!” Ma tutti rimasero fermi».
«Nessuno ha fatto niente – continua il post, risalente al settembre 2017 – Se non dire bugie su bugie Perché nessuno ha il coraggio di dire “ho avuto paura, perché erano in 15 e pensavo che potessero uccidere anche me” E più facile dire una bugia In questo giorno chiedo a tutti voi di recarvi in chiesa, o anche semplicemente di dire una preghiera per me è tutti quelli come me che sono morti sotto gli occhi di tutti, e che sperano un giorno di avere giustizia, di sapere la vera verità!».

Frizzi, Pupo al veleno su Facebook: “Gli ipocriti che ti angosciavano, adesso ti piangono”

Anche Pupo si unisce ai tanti messaggi di dolore per la morte di Fabrizio Frizzi, scomparso nella notte tra domenica e lunedì a 60 anni per un’emorragia cerebrale, che definisce «fratello» ma ci tiene a sottolineare anche le tante «sofferenze» per motivi di lavoro patite dal conduttore. Prima un commento «fuori dal coro» affidato alla sua pagina Facebook e poi uno sfogo con il Corriere della Sera.

3632871_1324_pupo_frizzi (1)«Abbiamo condiviso – scrive sui social – momenti professionali meravigliosi e altri, privati, in cui mi raccontavi le tue sofferenze e le angosce che gli ipocriti che oggi ti rimpiangono, ti avevano causato». E poi spiega al Corriere: «Mi dà fastidio l’ipocrisia. Non delle persone comuni, che si commuovono davvero e provano sincere emozioni. Ma quella di certa dirigenza Rai, che se ne frega dei rapporti umani, è cinica, ti sta vicino solo quando gli servi perché hai successo».
«In Rai ci sono persone che hanno fatto dannare Fabrizio, che soffriva per le ingiustizie subite, pativa le ritorsioni, doveva ingoiare rospi. E io penso anche che certe angosce influiscano sulla salute». E poi chiarisce: «Anche se oggi non lo dice nessuno, io penso che sia giusto ricordarlo, così magari in futuro ci sarà qualcuno che eviterà di parlare. Non ho problemi a dire che in Rai c’è gente che si dovrebbe vergognare, e non mi riferisco ai colleghi».