“Se muore divento ricca”: così la brasiliana “avida di soldi” ha convinto il compagno a fare fuori l’ex marito

Era schiava del gioco e perdeva ogni giorno anche migliaia di euro. Per questo Gesonita Barbosa, 35 anni, brasiliana dalla bellezza ormai sfiorita, in cura ai servizi sociali per ludopatia, avrebbe progettato di uccidere l’ex marito che odiava. Antonio Olivieri, artigiano di 50 anni, con cui era in via di separazione, è morto all’alba del 23 novembre nello scantinato della sua casa nella centralissima via Roma di Sestri Levante in un agguato che sarebbe stato organizzato dalla donna e teso dal suo nuovo compagno, Paolo Ginocchio, 45 anni.

omicidio-olivieri-sestri-levante-431937Un piccolo pregiudicato, un montatore di mobili che, secondo l’accusa, si è trasformato in assassino, seguendo, ammaliato, le indicazioni della convivente brasiliana. Un piano con uno scopo chiaro, tanto che ad un amico la donna aveva confidato in un sms: «se lui muore io divento ricca». I due amanti sono stati arrestati la notte scorsa dai poliziotti della squadra mobile di Genova diretta dal primo dirigente Marco Calì. Nell’ordinanza di custodia cautelare, richiesta dal magistrato Pier Carlo Di Gennaro, si contestano ad entrambi l’omicidio aggravato dalla premeditazione.

Nipote di 23 anni sposa la prozia 91enne che muore dopo 2 giorni, ora è lotta per l’eredità

Sposa a 23 anni la prozia di 91 anni che muore dopo due giorni, ora è battaglia legale per l’eredità. Mauricio Ossola è un praticante avvocato che vive in Argentina che nel 2015 ha sposato la sua prozia Yolanda Torres, molto più anziana di lui. La donna è morta dopo soli 2 giorni dalle nozze mentre erano in luna di miele ma subito dopo è scoppiata una lotta legale tra lui e le autorità.

MAIN-Mauricio-OssolaDopo il decesso il 23enne ha fatto richiesta per ricevere la pensione della moglie ma gli è stata respinta, come riporta il Mirror. Sembra, infatti, che gli uffici abbiano fatto delle indagini da cui è emerso che nemmeno i vicini di casa sapevano delle nozze e hanno deciso di sospendere temporaneamente la pratica. Yolanda al momento del matrimonio era perfettamente lucida, nonostante l’età. Il 23enne ha raccontato che i due si erano innamorati dopo che lui era andato dalla lontana parente per poter studiare all’università.
Il matrimonio sarebbe stato l’ultimo desiderio della prozia, così il ragazzo ha deciso di aiutarla. Di fronte al rifiuto delle autorità però il giovane ha deciso di non cedere e ha annunciato che porterà avanti la sua battaglia legale per avere quello che gli spetta secondo la legge.

Modella di 14 anni collassa e muore dopo 13 ore di sfilate no-stop

Sul suo contratto c’era scritto che doveva lavorare un massimo di tre ore al giorno, in realtà ne passava almeno 12 sfilando, senza assicurazione medica né giorni di festa. Venerdì, dopo l’ennesima, estenuante giornata passata in passerella a Shanghai è collassata e, dopo due giorni di coma, è morta.

vlada14-kUyB-U433901559401371uH-593x443@Corriere-Web-SezioniVlada Dzyuba aveva solo 14 anni, veniva dalla città russa di Perm, e da tre mesi era impegnata in una serie di sfilate in Cina. Secondo la prima ricostruzione medica la giovane soffriva di meningite cronica ed esaurimento nervoso. Adesso è partita un’indagine, che ha riaperto il dibattito sulle condizioni di lavoro, anche minorile, nel mondo della moda. Mosca ha chiesto chiarimenti alla Cina e alla società per cui Vlada lavorava. Sulla vicenda sta indagando anche l’autorità del Cremlino sui diritti umani, Pavel Mikov.
Secondo le prime ricostruzioni, la 14enne non aveva un’assicurazione medica e il decesso è stato causato da una meningite cronica, aggravata da un grave esaurimento nervoso. A riportare la notizia sono i tabloid britannici, che citano una ricostruzione del The Siberian Times, secondo cui la ragazza aveva la febbre altissima quando ha iniziato a sfilare. Dodici ore dopo, è collassata per la stanchezza. La madre, disperata, ha raccontato che Vlada le diceva sempre che si sentiva stanca, e che voleva dormiva. «Io la pregavo di andare all’ospedale». La donna stava cercando di ottenere un visto per raggiungerla. Il capo dell’agenzia di moda che aveva dato a Vlada la possibilità di partire per il suo viaggio di lavoro, Elvira Zaitseva, ha ammesso di non aver controllato il contratto della ragazzina: «Adesso raccogliamo ciò che abbiamo raccolto».

Modella star del web si schianta a 250 all’ora in moto e muore: “La sua Bmw si è spezzata in due”

Lei e la sua moto erano una cosa sola: insieme affrontavano acrobazie da brivido a 250 all’ora, insieme si sono schiantate contro un guard rail, lunedì scorso, in una curva presa a velocità troppo elevata. La loro ultima curva. L’impatto è stato così violento da spezzare la moto in due disintegrandola (la ruota posteriore è stata trovata a 600 metri di distanza) e uccidere lei all’istante. È morta così, lungo una strada di Vladivostok, in Russia, Olga Pronina, nota biker 40enne, star di Instagram dove era conosciuta come Monika 9422 e dove vantava 150mila follower per i suoi scatti sexy in abiti succinti accanto alla sua BMW S1000RR.

Olga-Pronina16Olga, che lavorava anche come parrucchiera, era divorziata e lascia una figlia di 16 anni.
Aveva cominciato ad andare in moto a 21 anni e tutti la descrivono come una motociclista espertissima e innamorata della velocità, ma soprattutto spericolata, come dicono anche alcuni suoi amici che raccontano come Olga infrangesse troppo spesso tutte le regole di sicurezza. In un video postato appena il mese scorso, la si vede a cavallo della moto mentre guarda di lato e beve da una cannuccia per poi avvertire i follower: «Guidare a 250 kmh con una mano sola è molto scomodo e non ve lo raccomando. Ma mi dà la mia dose di adrenalina». Non si sa ancora se stesse girando uno dei suoi video al momento dell’impatto: il suo telefonino, che aveva sempre con sé, non è stato ritrovato.
Olga conosceva bene i rischi che correva, ma non sapeva frenare il bisogno di adrenalina, la voglia di correre, l’amore per la moto. E di troppo amore si può morire. «La amo perché mi perdona la mia follia – scriveva online rivolgendosi alla sua due ruote – Grazie per non non avermi mai abbandonata, per aver reso migliori le mie notti solitarie, per avermi aiutata a dimenticare i problemi della mia vita, per aver allenato il mio corpo e il mio cervello. Ti sono grata per le scintille che mi si accendono negli occhi, per il vento caldo che soffia sulle mie guance, per l’incredibile eccitazione e la sensazione di scorrere nell’aria, per le dosi di adrenalina. Grazie per avermi regalato la libertà… e so che non sono sola. Ci sono migliaia di persone come me, quelle pazzamente innamorate dei loro cavalli di metallo».

Schianto mentre fanno sesso in macchina, insegnante 39enne muore sul colpo

Stava facendo sesso in macchina con una donna quando è stato travolto da un’altra vettura ed è morto. John Malone, 39 anni, insegnante di inglese in Thailandia, si era appartato con una donna per avere un po’ di privacy quando la sua auto in sosta stata travolta da una seconda vettura che ha sbandato travolgendolo, a Chiang Rai, nella Thailandia del Nord, dopo aver distrutto la protezione in cemento sul bordo della strada, come riporta anche il Sun.

2521570_1537_sesso_autoL’insegnante, che si trovava nel sedile posteriore, è stato estratto completamente nudo, così come la donna che si trovava con lui che è sopravvissuta all’incidente pur stando in gravissime condizioni. Per il 39enne non c’è stato nulla da fare, mentre anche gli altri due passeggeri della seconda vettura sono in gravi condizioni ma vivi. Ora la polizia sta indagando per capire cosa possa aver causato l’incidente.

La maledizione del “palazzo della morte” colpisce ancora: Eloise muore accoltellata, 3 mesi fa un altro omicidio

C’è chi parla di maledizione e chi ha ribattezzato l’edificio “il palazzo della morte”. Quelle mura, infatti, sono state il teatro di due efferati omicidi in meno di tre mesi: uno scenario inquietante per gli abitanti del 640 West 153rd Street, di Harlem, e per coloro che cominciano a guardare con sguardo sinistro a quel palazzo che si affaccia sul Trinity Church, uno dei cimiteri di New York.

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Sabato notte la polizia è stata chiamata all’indirizzo dopo che alcuni vicini avevano sentito delle urla spaventose: quando gli agenti hanno fatto irruzione nell’appartamento al quarto piano hanno trovato Eloise Liz, 48 anni, stesa sul pavimento e priva di vita. la donna era stata più volte pugnalata al petto e gli agenti hanno rinvenuto una lunga scia di sangue in strada, probabilmente lasciata dall’assassino che è tuttora a piede libero.
I vicini hanno raccontato che Liz aveva tre figli, Leslie, Salvador e Michael, e la vedevano uscire spesso per portare a passeggio il suo cagnolino. La polizia era intervenuta allo stesso interno altre volte in passato: la più recente nel 2014 per una lite. Liz, inoltre, era una persona conosciuta dalle forze dell’ordine: era stata arrestata sei volte, quattro delle quali per prostituzione. Sotto choc gli abitanti del palazzo che si trovano per la seconda volta in pochi mesi a essere “coinvolti” in un omicidio: all’interno di un appartamento al terzo piano, a dicembre, Isaac Infante, 23 anni, ucciseo la 36enne Felicia Barahona, sua amante e sua ex insegnante, e Miguel, il figlio di 4 anni, che aveva avuto con lei. «Quello che sta succedendo in questo palazzo è spaventoso – ha detto Bernice Sosa che abita nell’edificio – Questo è troppo. Comincio a pensare che ci sia una maledizione».

Alessia Trost, grave lutto per la campionessa: la mamma muore a 54 anni

È morta a 54 anni Susanna Forniz, la mamma di Alessia Trost. È mancata la notte scorsa al Cro di Aviano, dov’era stata ricoverata in seguito al peggioramento delle sue condizioni di salute.

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Da tempo lottava contro il cancro, un male che ha affrontato sempre con tenacia e dignità. «In questo momento doloroso ad Alessia e al padre Rudi – le parole di Aldo Giomi, presidente nazionale della Fidal – vanno il pensiero e l’affettuoso abbraccio di tutta l’atletica leggera».Susanna Forniz è sempre stata la prima fan di Alessia, da quando la due volte campionessa al mondo di salto in alto ha cominciato a muovere i primi passi in pista. «Aveva ancora una vita davanti», la triste considerazione del marito Rudi, vicepresidente e tecnico della Libertas Porcia: «Non posso crederci che se ne sia andata così». Il funerale sarà celebrato domani nella chiesa parrocchiale di Torre. Tantissimi i messaggi di cordoglio giunti nelle ultime ore alla famiglia Trost.

La zia suora muore negli Usa a 111 anni e lascia un tesoro al nipote italiano

Lo zio d’America esiste, almeno per un fermano di 48 anni che si è trovato erede di due vecchi buoni del tesoro per un valore stimato di 34 mila euro. E ritrovarseli grazie a una eredità del tutto inaspettata di una prozia suora, morta negli Usa lo scorso febbraio, alla veneranda età di 111 anni, è qualcosa che non ha lasciato indifferente Giovanni Ripoli che ha intentato causa alla Banca d’Italia per vedersi riconosciuto il diritto a incassare la somma derivante da due buoni del tesoro acquistati dalla cara estinta nel lontano 1947.

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La storia inizia lo scorso febbraio quando suor Maria Cecilia, all’anagrafe Antonia Maria Amore, originaria di Pietracatella in provincia di Campobasso, muore negli Usa a 111 anni. Giovanni Ripoli, pronipote, è l’unico erede e a seguito della morte della prozia, ovviamente nubile e senza figli, ha ereditato, tra le altre cose, una casa in Molise dove lo scorso settembre, riordinando alcuni effetti di famiglia, ha ritrovato, tra le tante cose, due certificati di debito pubblico dello Stato italiano appartenuti alla prozia suora. Uno di 5 mila lire e uno di mille lire. L’uomo si è recato alla Banca d’Italia per il rimborso ma gli è stato detto che il titolo era andato in prescrizione dopo 30 anni dalla sua emissione.
Così ha deciso di agire legalmente. I legali che lo assistono hanno fatto stimare il titol ,e si è raggiunta una cifra, dalla data di emissione alla data del 30 settembre 2016 di 34.250,00 euro. Per quanto concerne la prescrizione, il titolo per i legali di Ripoli non è affatto prescritto. Infatti al termine naturale di trenta anni stabilito per il rimborso, vanno aggiunti i dieci anni di prescrizione ordinaria. I dieci anni, inoltre – secondo Ripoli e i suoi legali – non decorrono dal giorno successivo alla scadenza del trentesimo anno ma da quando il titolare è in grado di far valere il proprio diritto. In questo caso i dieci anni decorrono da settembre 2016, periodo del ritrovamento del certificato di credito pubblico. Sarà il tribunale con un’azione giudiziaria civile di accertamento del credito, patrocinata dagli avvocati De Angelis e Morelli, a pronunciarsi sul diritto di Giovanni Ripoli ad ottenere la restituzione con gli interessi e la rivalutazione della somma.

Reginetta di Snapchat muore sul set fotografico: “Uccisa da un massaggio al collo”

Uccisa da un massaggio al collo. Questo sarebbe il modo in cui Katie May, la 34enne americana conosciuta come ‘la reginetta di Snapchat’ è morta. A riportare la notizia è il sito Tmz che ha pubblicato il referto dell’autopsia in cui si evidenzia che ad uccidere la modella di Playboy sarebbe stata ammazzata da una mossa sbagliata dello specialista che le ha fatto il massaggio.

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Il chiropratico avrebbe, infatti, reciso accidentalmente l’arteria vertebrale sinistra. La donna si è accasciata durante un servizio fotografico e non si è più rialzata dopo essere stata colpita da un ictus. I fatti risalgono allo scorso febbraio, ma solamente adesso è venuta fuori la vera causa del decesso: tenuta artificialmente in vita per 3 giorni non è riuscita a sopravvivere ed è deceduta nell’ospedale in cui è stata ricoverata dopo l’incidente sul set.
La mossa del medico avrebbe rescisso l’arteria vertebrale sinistra interrompendo il flusso di sangue al cervello.

Massaggio hard, muore d’infarto. Cinese dà l’allarme e poi scappa

Pensionato 66enne di Biadene, sposato e con figli, stroncato da un infarto durante i massaggi a luci rosse in un’abitazione di Guarda, a Montebelluna, dove abitano due donne cinesi.

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La donna con la quale il pensionato si era appartato ha prima dato l’allarme a carabinieri e 118 e poi è scappata facendo perdere le tracce. Ma per il suo cliente non c’era più niente da fare.