Georgette Polizzi choc: «Dovrò vivere sulla sedia a rotelle, la malattia si è impossessata di me»

Georgette Polizzi esce dall’ospedale costretta sulla sedia a rotelle ma attraverso i social confessa che dovrà convivere per sempre con la malattia che l’ha colpita. L’ex concorrente di “Temptation Island” infatti è stata ricoverata qualche tempo fa in una struttura sanitaria per problemi neurologici e ora, uscita, ha condiviso sul social il suo stato di salute.

georgette-polizi-malattia_17173231“Ufficialmente tornata nel mio mondo @georgettepol_brand E adesso devo solo tornare a spaccare i culi !! – ha scritto sul social – Come vi ho detto nelle storie appena avrò metabolizzato vi parlerò della malattia che ha deciso di impossessarsi di me con la quale dovrò convivere per la vita!
Molte se ne sono dette… forse troppe ma prometto che ve ne parlerò a cuore aperto per aiutare chi come me ne è vittima… per lanciare il messaggio che che con la forza di volontà si può tornare a volare!!”.

Dalla Chiesa e il dolore per Frizzi: «La radio mi cura dallo choc per Fabrizio»

Il cinema sarà il tema dell’ultimo appuntamento di Ieri oggi italiani, il programma di Maurizio Costanzo condotto da Rita Dalla Chiesa, in onda stasera in seconda serata su Rete4.

fabrizio-frizzi-e-rita-dalla-chiesaChe esperienza è stata?
«Molto bella, è un gioiello di trasmissione. A settembre dovremmo riprendere e spero in una fidelizzazione diversa, senza cambiare giorno di messa in onda».

Per due puntate abbiamo visto al timone Luisella Costamagna.
«Sono le prime che hanno registrato, prima che arrivassi io, ma le hanno mandate a metà e credo sia stato un gesto di sensibilità perché era appena successo quello che è successo».

Si riferisce alla scomparsa del suo ex-marito, Fabrizio Frizzi?
«Sì, Fabrizio se n’è andato pochi mesi dopo la scomparsa di mio genero, sono a pezzettini. Per fortuna il lavoro mi dà qualche momento di serenità».

Sta conducendo anche un programma su Radionorba, Voci della luna, con Ettore Bassi: le piace la radio? «Moltissimo e soprattutto mi piace tenere compagnia al popolo della notte: andiamo in onda alle 21 ma sto rompendo le scatole all’editore per iniziare ancora più tardi, alle 23 o a mezzanotte, quando la gente ha più bisogno di compagnia».

Altri progetti con Mediaset?
«No, non mi hanno proposto altro: è cambiata l’aria, il pubblico mi vorrebbe ma evidentemente i dirigenti no. Mi hanno dato questo programma solo grazie a Costanzo».

Col senno di poi lascerebbe ancora Forum?
«Non ho lasciato io, mi hanno spinto a farlo, ad accettare l’offerta avuta da La7, dicendomi a luglio che a novembre avrebbero sospeso il programma, con il mio contratto che scadeva il 31 agosto. Ma è stata una separazione traumatica, ancora oggi non riesco a guardare il programma».

Gina Lollobrigida choc: «A 18 anni fui violentata da un calciatore della Lazio, ero vergine»

Una rivelazione agghiacciante, a oltre 70 anni di distanza, quella di Gina Lollobrigida. L’attrice, 90 anni, aveva infatti confessato, qualche mese fa, durante la trasmissione Porta a Porta, di essere stata vittima di due violenze sessuali nel corso della propria vita. Oggi, però, ha raccontato che la prima fu quando aveva 18 anni ed era ancora vergine: «Fu un calciatore della Lazio a violentarmi».

Gina Lollobrigida testimonial di SalvamammeDopo tutto questo tempo, la celebre attrice nativa di Subiaco ha deciso di raccontare quel doloroso episodio in un’intervista a Azzurra Noemi Barbuto per Libero: «Avevo conosciuto quell’affascinante calciatore quando ero ancora adolescente, lui mi corteggiava ma venni a sapere che era fidanzato e così, per dignità, decisi di non vederlo più anche se provavo qualcosa per lui. Quando avevo 18 anni, però, lo incontrai di nuovo per caso, alla fermata dell’autobus dopo essere uscita da scuola, e lui mi invitò a una festa».

Una volta arrivata a casa del calciatore, però, la giovanissima Gina Lollobrigida non aveva trovato alcun invitato: «Mi disse che i suoi amici sarebbero arrivati a breve, iniziò a farmi bere e da quel momento non ricordo più nulla di quella sera. Mi sono svegliata la mattina dopo, completamente nuda, sul suo letto. Rimasi frastornata per diversi giorni, solo in seguito realizzai che ero stata violentata, e all’epoca ero ancora vergine». Un ricordo che fa male e che, per questo, l’attrice ha sempre cercato di rimuovere: «Volli andare avanti e dimenticare, ma mi sono sempre portata questa vergogna come un bagaglio pesantissimo, difficile da ignorare. Mi sentivo distrutta e mi sposai in fretta con quello che fu mio marito per superare il trauma, non per amore».

Giulia De Lellis e Andrea Damante si sono lasciati. L’annuncio choc su Instagram

“Senza giri di parole – dice la De Lellis – io e Andrea non siamo più fidanzati, la mia storia è stata un’esperienza incredibile, avendo sempre condiviso tutto con voi mi sembrava giusto aggiornavi di questa situazione..

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Non vi elenco tutti i motivi perchè non mi pare il caso. I panni sporchi li abbiamo sempre lavati in casa e molti di voi lo avevano già capito. Come tutte le cose brutte passeranno. Non vi darò altre spiegazioni .Quando una storia finisce è sempre colpa di entrambi”.

Romina Carrisi choc: “Aspettavo Ylenia, non è più tornata”

Romina Carrisi parla per la prima volta del rapporto tra i genitori e della scomparsa della sorella maggiore Ylenia. Lo fa in un’intervista pubblicata dal settimanale Chi.
La pace per la coppia più famosa della canzone italiana è arrivata quando la giovane ha cominciato a essere adulta e indipendente. Resta però difficile lasciarsi il passato alle spalle. 3647942_1856_romina_carrisi_intervista (1)“Quando i miei si sono lasciati avevo 12 anni e non ho avvertito subito il cambiamento perché continuavano a viaggiare mentre io vivevo a Cellino. Fu una maestra, a scuola, a renderlo vero, a farmi sentire come se fossi ‘diversa’ solo perché i miei genitori si erano lasciati. Nell’Italia di quegli anni il divorzio non era previsto, si sentivano tutti in diritto di giudicare. Il peso del mio cognome l’ho sentito con l’arrivo di Internet, quando ho letto gli insulti di gente che non conoscevo, per il resto ho sempre saputo di dover dividere i miei genitori con gli altri. Un giorno, avevo 16 anni, ero con mio padre a Roma, in un parco. Non lo vedevo da due settimane e volevo parlare con lui, ma le persone continuavano a fermarlo. Lì ho imparato a essere delicata con la vita degli altri”.
“Hanno fatto pace quando ho deciso di farmi una mia vita e di uscire dallo ‘status’ di figlia. Capisco che la loro storia sia anche la proiezione di un sentimento popolare e che rivederli insieme regali l’illusione di rivivere il passato, ma ho provato a combattere la nostalgia dopo esserne stata schiacciata e non mi piace glorificare la sofferenza. Di certo sono contenta che siano tornati a lavorare insieme, ritrovare il sereno dopo anni di guerra è come quando spunta il sole dopo il diluvio, in quel momento ringrazi gli angeli e gli dei”.
Quando la sorella è scomparsa aveva sei anni: “I miei genitori portarono me e Cristèl a vivere in Svizzera a casa di amici per un mese e mezzo perché dovevano andare a cercare Ylenia. Ricordo i collage di fotografie che facevamo per dirle ‘bentornata’. Ma non è mai tornata”.

Infine, parla anche del suo desiderio di intraprendere la carriera di attrice: “Ai provini non mi prendevano, mentre venivo invitata continuamente ai talk show. Mi destabilizzava essere riconosciuta, ma non per quello che sapevo o volevo fare”.

Shannen Doherty e il post choc: “Le analisi non sono buone, ma il cancro mi ha resa forte”

«I marker tumorali sono alti». Così esordisce Shannen Doherty su Instagram. L’ex star di Beverly Hills 90210, diventata un simbolo della battaglia contro il cancro, continua la sua lotta alla malattia che sembrava essere scomparsa ma l’ha messa nuovamente in allerta.

3647726_1538_shannen_doherty_cancro«Significa solo che devo essere monitorata», rassicura i fan in un lungo post specificando che la presenza di valori alti non significa necessariamente che il cancro sia andato via. L’attrice ha portato avanti per due anni una lunga battaglia contro la malattia, testimoniandone anche gli aspetti più crudi e sofferti. «Il cancro mi ha insegnato un diverso tipo di forza. Mi sento graziata per essere in fase di guarigione e anche per aver avuto il cancro. Sono molto felice». Così aveva dichiarato in un’intervista mesi fa e oggi è pronta e desiderosa di tornare a vivere la sua vita di sempre.
Poi conclude con positività: «Resto ottimista e sto facendo il punto della mia vita. Tutto questo aiuta a guardare le cose in prospettiva e ti ricorda quello che hai imparato grazie alla malattia».

Maurizio Ferrini choc: “Vicino a chiedere l’elemosina per la strada. Salvato da due angeli”

“Giravo su una Bmw superlusso, avevo una moto che neanche Valentino rossi si sognava e non c’era verso di entrare in una boutique senza che mi chiedessero l’autografo, regalandomi di tutto. E adesso invece guardi un po’ come mi sono risotto”. Leggo.it torna a parlare di Maurizio Ferrini, diventato famoso interpretando la “Signora coriandoli” in tv: “Ho detto qualche ”no” di troppo a persone influenti nel mondo dello spettacolo – ha fatto sapere a “DiPiù” – e queste cose si pagano caro”.

download (1)Il problema è che ha speso tutto quello che aveva guadagnato: “Ho guadagnato tanto ma ho speso di più: soprattutto in viaggi e libri, tanti libri, niente vizi e stravizi da star, sia ben chiaro. Così, a un certo punto, i soldi sono finiti e, non avendo più entrate, per tirare avanti ho dovuto vendere tutto, chiedendo aiuto alle poche persone fidate che mi erano rimaste. Facevo la spesa al discount, cercando prodotti a basso prezzo: di solito· avevo in tasca solo monetine e a volte, per non fare la figura di quello che snocciola sul banco gli spiccioli a uno a uno, andavo al distributore per chiedere se me li cambiava in dieci euro di carta. Poi pregavo, pregavo tanto, piangendo in silenzio nelle notti insonni. La fede è sempre stata un grande aiuto, per me; credo che nei momenti di estremo bisogno, di disperazione, la preghiera sia l’unica salvezza”.
Poi è arrivata l’Isola dei Famosi: “Partii, per quelle poche settimane tornai in TV e sui giornali. Ma fu un attimo fuggente, il buio tornò quasi subito. Da allora in poi mi sono arrangiato come meglio potevo, ho vissuto ospite a casa di amici, poi con la mia fidanzata di allora in Brianza, in un modesto residence che però a un certo punto non potevamo più pagare; ci lasciammo, io finii da amici ad Ancona e infine qui a Roma. Sono arrivato al 2017 in una situazione disastrosa. Una volta mi hanno invitato a una festa e c’era anche un mio amico, il celebre scienziato Paolo Zamboni, quello che ha monitorato l’astronauta Samantha Cristoforetti in orbita. Mi sono avvicinato e gli ho detto senza pudore: “Paolo, ho bisogno di fare un po’ di spesa”. Mi ha messo in mano trecento euro, non mi sembrava vero di maneggiare banconote. Il passo successivo sarebbe stato chiedere l’elemosina per la strada. Ma a un certo punto sono arrivati due angeli: Eleonora Daniele, che lei scorso ottobre mi ha chiamato nella sua trasmissione Il sabato italiano su Raiuno e Sara Guglielmi, la donna che da un anno mi sta accanto”.

Aldo Naro, le foto choc dell’autopsia su Fb. Il papà: “Morto per un calcio? Impossibile, trovate i colpevoli”

Il giovane Aldo Naro fu ucciso il giorno di San Valentino del 2015, nella discoteca Goa di Palermo: era un medico, appena laureato, e la sua morte sconvolse tutta la Sicilia. Oggi i suoi familiari, a oltre tre anni dalla tragedia (ecco cosa accadde), nel contestare la conclusione delle indagini – che hanno portato alla condanna a 10 anni di Andrea Balsano, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni e faceva il buttafuori (in nero) nel locale – hanno postato su Facebook le foto dell’autopsia, con un elenco di traumi documentati dalle immagini.3645313_1301_aldo_naro_foto_choc_autopsiaPer i familiari è assurdo che Aldo sia morto per un solo calcio, sferrato dal Balsano: le condizioni del suo cadavere sarebbero infatti incompatibili con la ricostruzione dell’inchiesta. «Davvero – si chiedono – un solo calcio sferrato da un unico soggetto ad una persona che si trova a terra può provocare tutte le lesioni descritte? Se così non fosse, chi ha provocato tutte le altre?».
«E pertanto, chi sono gli altri assassini di Aldo? Perché questo fondamentale aspetto della vicenda non è stato approfondito? – continua il post – Peraltro, mancano, perché non fatte nel corso dell’autopsia, le foto del ventre, dei genitali e della parte frontale e interna delle cosce della vittima. Inspiegabilmente, non è stato effettuato alcun esame radiologico, e nessuna Tac a parte quella del cranio».
IL PAPÀ: ABBIAMO DECISO DI DIRE BASTA «Secondo lei quello è un ragazzo ucciso da un calcio di un 17enne? Adesso abbiamo deciso di dire basta. Aldo ha una mamma e una sorella. E io che sono uomo delle istituzioni non posso ignorare la loro voglia di verità e giustizia. Abbiamo appena iniziato a mostrare all’opinione pubblica tutte le incongruenze emerse nelle indagini. Non possiamo più stare zitti». Così Rosario Naro, colonnello dei carabinieri e padre del ragazzo ucciso tre anni fa, spiega la scelta di pubblicare le foto dell’autopsia del figlio. «Noi famiglie di vittime di efferati delitti troppo spesso dalle indagini non abbiamo giustizia – aggiunge il padre di Aldo Naro -. Per questo abbiamo deciso di pubblicare le foto dell’autopsia. Una cosa grave, lo comprendo. Abbiamo voluto coinvolgere l’opinione pubblica su quanto è successo a mio figlio». «Noi familiari non possiamo accettare la conclusione delle indagini che ha portato alla condanna di un solo 17enne unico responsabile che ha ucciso mio figlio con un calcio. È evidente come dimostrano le foto che Aldo è stato ucciso non solo da una persona. Abbiamo appena iniziato e mostreremo tutte le incongruenze o le discrasie tra le indagini e quanto mostrano quelle foto».

COSA ACCADDE QUELLA SERA? Nella pagina Facebook Giustizia per Aldo Naro, campeggia la presentazione di Aldo, con una sua foto e la ricostruzione da parte della famiglia dell’omicidio che gli tolse la vita in quel lontano 2015. «2 anni e 6 mesi fa andai a ballare con amici, la mia ragazza e colleghi di università.. quasi a fine serata 15 persone mi hanno aggredito, pestato a morte, sotto gli occhi di tutti. Nessuno fece niente. Dentro di me, quando queste persone mi calciavano, mi davano pugni, mi spezzavano le ossa e il naso io pensavo “perché nessuno fa niente?? L’unione fa la forza, aiutatemi!” Ma tutti rimasero fermi».
«Nessuno ha fatto niente – continua il post, risalente al settembre 2017 – Se non dire bugie su bugie Perché nessuno ha il coraggio di dire “ho avuto paura, perché erano in 15 e pensavo che potessero uccidere anche me” E più facile dire una bugia In questo giorno chiedo a tutti voi di recarvi in chiesa, o anche semplicemente di dire una preghiera per me è tutti quelli come me che sono morti sotto gli occhi di tutti, e che sperano un giorno di avere giustizia, di sapere la vera verità!».

Chi l’ha Visto?, “Le donne adrebbero sterminate”: la frase choc di una professoressa

“Le donne andrebbero sterminate”, è la frase choc di una professoressa nell’istituto dove studia la figlia di Maria Chindamo, la donna scomparsa nel maggio del 2016. Chi l’ha Visto? riporta i fatti intervistando la famiglia della donna.

1521561659619.jpg--_mamma_scomparsa__a_figlia_frase_choc_da_una_profDi Maria non si hanno più tracce da due anni e i figli sono stati affidati alla nonna. Il loro papà si è tolto la vita prima della scomparsa perché non sopportava la separazione.
Secondo i familiari qualcuno potrebbe essersi vendicato perché la donna aveva lasciato il marito. Al dolore e alla rabbia si aggiunge lo stupore per quella frase detta in classe: “Siamo indignati, non è possibile che venga insegnata la cultura di morte in una scuola”, dice il fratello in diretta.

Bimba di un anno sbranata nel passeggino dal rottweiler comprato da suo padre solo 5 giorni prima

Un sabato pomeriggio come tanti. Una passeggiata per raggiungere la casa della nonna, ad appena un isolato di distanza, e trascorrere un pomeriggio in famiglia. Ma Kamilla Jones, 12 mesi, e sua madre non sono mai arrivate in quella casa di Inverell, in Australia: mentre la donna spingeva il passeggino, la piccola è stata attaccata e sbranata da un rottweiler che, dopo aver scavalcato il recinto di una casa, si è scagliato contro Kamilla non lasciandole alcuna speranza di sopravvivenza.
La mamma ha tentato di tutto per salvare la figlia, ma ogni sforzo si è dimostrato inutile: la furia di quel cane si è portata via la sua piccola proprio sotto i suoi occhi. A nulla è valsa la corsa in ospedale: l’ambulanza è stata chiamata intorno alle 14.20 e i medici hanno tentato tutto il possibile per mantenerla in vita.

3585625_Schermata_2018-03-04_alle_14_05_52«Hanno cercato instancabilmente di rianimarla all’Inverell District Hospital – ha raccontato Mindy Davis, una testimone che si trovava in ospedale – Eravamo anche noi al pronto soccorso ed è stato straziante sentire le urla di disperazione dei genitori quando hanno capito che la piccola non ce l’aveva fatta». Sotto choc la famiglia e la comunità di Inverell. «Stavano passeggiando per strada – ha scritto su Facebook Ida Boney, la zia di Kamilla – Non ci sono parole per descrivere lo strazio di una madre che ha combattuto con ogni muscolo del suo corpo per salvare la figlia. La nostra famiglia ha perso un angelo a cui non è stato permesso di vivere la sua vita». Intanto alcuni amici hanno aperto una pagina su GoFundMe per aiutare i genitori a pagare le spese per il funerale: «Un bellissimo piccolo angelo ha aperto le sue ali troppo presto. Era una bambina amata da tutti e stiamo cercando di raccogliere fondi per aiutare la sua famiglia per il funerale. È una spesa inaspettata che la famiglia non avrebbe mai voluto sostenere e che al momento non riesce ad affrontare per difficoltà economiche. Puntiamo a raccogliere fondi per darle l’addio che si merita».

La polizia sta indagando sulla morte di Kamilla, mentre il cane è stato preso in custodia dall’Inverell Shire Council, che nelle prossime ore deciderà se abbatterlo. Come riporta The Sydney Morning Herald, nel New South Wales, nel 2017 sono stati segnalati 3430 attacchi di cani. In 310 casi gli attacchi sono stati contro bambini sotto i 16 anni.